Spezzatino di manzo con patate
Presentazione
Lo spezzatino di manzo con patate è il secondo delle domeniche d'autunno e d'inverno, quello che cuoce piano mentre in casa si fa altro. La carne diventa così tenera da sfaldarsi con la forchetta, le patate assorbono il fondo di cottura e il sugo, ristretto e scuro, chiede il pane. È un piatto semplice, ma ha qualche passaggio che non si può saltare. Lo sbaglio più frequente è mettere in pentola tutta la carne insieme: si raffredda il fondo, la carne butta acqua e invece di rosolare bolle, restando grigia e dura. Il secondo è aggiungere le patate dall'inizio, che dopo due ore si sciolgono e rendono il sugo farinoso. Conviene poi scegliere il taglio giusto, come la spalla, il cappello del prete o il reale, che hanno il collagene necessario per diventare morbidi con la cottura lunga. Le fette magre della coscia, invece, restano asciutte.
Ingredienti
| Manzo (spalla o cappello del prete) | 800 g |
| Olio extravergine di oliva | 4 cucchiai |
| Cipolla | 1 |
| Carota | 1 |
| Sedano | 1 costa |
| Vino rosso | 200 ml |
| Concentrato di pomodoro | 1 cucchiaio |
| Brodo vegetale caldo | 500 ml |
| Rosmarino | q.b. |
| Alloro | q.b. |
| Patate | 600 g |
| Sale | q.b. |
| Pepe nero | q.b. |
Preparazione
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Elimina dalla carne le parti di grasso più spesse e le pellicine dure, poi tagliala a cubetti regolari di circa quattro centimetri di lato. Pezzi tutti uguali cuociono nello stesso tempo; quelli troppo piccoli si seccano. Asciuga bene i cubetti con carta da cucina, perché la carne umida non rosola.
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Scalda tre cucchiai d'olio in una casseruola dal fondo spesso a fuoco vivace. Metti la carne a pochi pezzi per volta, senza riempire il fondo, e lasciala ferma un paio di minuti prima di girarla con una pinza, finché ogni lato è ben colorito. Sposta i cubetti rosolati in un piatto e procedi con gli altri. La crosta scura che si forma sul fondo della pentola dà sapore al sugo.
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Abbassa la fiamma, aggiungi l'olio rimasto e un trito fine di cipolla, carota e sedano. Cuoci per sette-otto minuti mescolando, finché le verdure sono morbide e trasparenti. Alza il fuoco, versa il vino rosso e gratta il fondo con un cucchiaio di legno per sciogliere la crosta della rosolatura. Lascia evaporare l'alcol per due o tre minuti, poi unisci il concentrato di pomodoro e mescola.
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Rimetti la carne nella casseruola con il suo sugo, aggiungi un rametto di rosmarino, due foglie di alloro e brodo caldo quanto basta a coprirla per due terzi. Porta a leggero bollore, abbassa al minimo e copri con il coperchio, lasciando un piccolo spiraglio. Cuoci per un'ora e un quarto: il liquido deve muoversi appena, con qualche bolla lenta. Se il fondo si asciuga, aggiungi un po' di brodo caldo.
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Intanto pela le patate e tagliale a pezzi di quattro o cinque centimetri, poco più grandi della carne, così non si disfano. Aggiungile allo spezzatino, sala, mescola delicatamente e prosegui la cottura con il coperchio per altri 35-40 minuti. Negli ultimi dieci minuti togli il coperchio, se il sugo è ancora troppo liquido, per farlo restringere.
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Prendi un cubetto e prova a separarlo con una forchetta: se le fibre si aprono senza sforzo, la carne è pronta; se resiste, continua per altri dieci o quindici minuti. Controlla anche le patate, che devono essere morbide ma intere. Togli rosmarino e alloro, aggiusta di sale e pepe e lascia riposare lo spezzatino coperto per dieci minuti prima di servirlo.
Conservazione
Lo spezzatino si conserva in frigorifero per tre giorni in un contenitore chiuso, e il giorno dopo è spesso ancora più buono, perché il sugo si rapprende e i sapori si amalgamano. Si scalda in pentola a fuoco basso con un paio di cucchiai d'acqua o di brodo. Si può congelare per due o tre mesi, ma conviene farlo senza patate, che una volta scongelate diventano acquose: si aggiungono fresche al momento di riscaldarlo.
Consiglio
In monastero lo spezzatino si prepara nella pentola grande, perché a tavola siamo in tante, e la prima cosa che mi hanno insegnato le consorelle più anziane è che la fretta lo rovina. Se ho poco tempo preferisco cuocerlo la sera prima e scaldarlo il giorno dopo, piuttosto che alzare la fiamma: con il bollore forte la carne si stringe e resta dura. Il sugo che avanza non va mai sprecato: il giorno dopo finisce su una pasta corta per la cena in refettorio. Quando lo voglio più profumato aggiungo insieme alle patate una manciata di piselli, freschi in primavera e surgelati il resto dell'anno, oppure metto nel soffritto qualche fungo secco ammollato e tritato. E il pane lo tengo sempre vicino: un po' di sugo nel piatto resta sempre, e con una crosta raffermo si raccoglie fino in fondo.