Cecina livornese

Presentazione
La cecina è la torta salata di farina di ceci della costa toscana: sottile, dorata e croccante in superficie, morbida e quasi cremosa all'interno. A Livorno la chiamano torta e la mangiano calda, con una macinata di pepe, spesso dentro una schiacciata, nel panino che i livornesi chiamano cinque e cinque. È parente stretta della farinata ligure e si prepara con pochissimi ingredienti: farina di ceci, acqua, olio e sale. Proprio per questo i dettagli contano. L'errore più comune è infornarla subito, senza far riposare la pastella: la farina non si idrata e la cecina resta granulosa. Il secondo è usare un forno poco caldo o uno strato troppo alto, che la fa diventare molle. Con un riposo di qualche ora e il forno al massimo, il risultato si avvicina a quello delle botteghe.
Ingredienti
| Farina di ceci | 300 g |
| Acqua | 900 ml |
| Sale | 10 g |
| Olio extravergine di oliva | 80 ml |
| Pepe nero | q.b. |
Preparazione
-
Versa l'acqua a temperatura ambiente in una ciotola capiente e aggiungi la farina di ceci a pioggia, mescolando con una frusta. Continua finché la pastella è liscia e senza grumi: sarà molto liquida, quasi come il latte. Le proporzioni sono di una parte di farina per tre di acqua. Usa una frusta e non un frullatore, che incorporerebbe troppa aria.

-
Dopo aver mescolato, in superficie si forma uno strato di schiuma. Eliminala subito con una schiumarola, raccogliendo le bolle senza toccare il resto della pastella. La schiuma è aria inglobata con la frusta, che in cottura formerebbe una pellicola chiara e gommosa.

-
Copri la ciotola e lascia riposare la pastella a temperatura ambiente per almeno 4 ore, meglio se tutta la notte. In questo tempo la farina assorbe l'acqua, gli amidi si idratano e la pastella acquista una consistenza più omogenea. Ogni tanto mescola delicatamente con un cucchiaio.
-
Alla fine del riposo in superficie si sarà formata altra schiuma: toglila di nuovo con la schiumarola. Aggiungi il sale e metà dell'olio e mescola piano, senza sbattere, per non incorporare altra aria. La pastella deve apparire liscia, opaca e della consistenza del latte intero.

-
Accendi il forno alla massima temperatura, almeno 250 gradi, con la teglia vuota dentro. Usa una teglia larga, meglio se di rame o di ferro, da circa 35 centimetri di diametro. Quando il forno è caldo, togli la teglia, versa l'olio rimasto, inclinala perché copra tutto il fondo e versa la pastella in uno strato di mezzo centimetro.

-
Inforna sul ripiano più basso e cuoci per 15-20 minuti, finché la superficie è dorata con qualche macchia più scura e i bordi sono croccanti e staccati dalla teglia. Se il forno ha il grill, accendilo negli ultimi 2-3 minuti per scurire la superficie. Una teglia già calda fa rapprendere subito la base, che resta croccante.

-
Sforna e taglia subito la cecina a spicchi o a quadrotti con una paletta. Servila calda, con una macinata abbondante di pepe nero, da sola o dentro una focaccia sottile. All'interno deve essere morbida e umida, sotto una crosta sottile e croccante.

Conservazione
La cecina va mangiata appena sfornata, quando la superficie è ancora croccante; tiepida è buona, fredda perde gran parte del suo carattere. Si conserva in frigorifero per un giorno, avvolta nella pellicola, e si rigenera in padella antiaderente a fuoco medio per qualche minuto per lato. La pastella cruda si conserva in frigorifero per due giorni, coperta: va tolta un'ora prima di cuocerla, perché fredda abbassa la temperatura della teglia.
Consiglio
Il riposo della pastella non è una superstizione. La farina di ceci contiene amidi e proteine che hanno bisogno di tempo per assorbire l'acqua: appena mescolata, la pastella è una sospensione di particelle che in forno si separano, e la cecina diventa granulosa e poco compatta. Dopo alcune ore, invece, la farina è idratata del tutto e in cottura si forma una massa uniforme. Lo stesso vale per la temperatura del forno: deve essere molto alta perché l'acqua sul fondo evapori subito e la base si rapprenda in crosta prima che l'interno cuocia. Con un forno a 200 gradi si ottiene una specie di frittata molle. Io preparo la pastella la sera e la cuocio il giorno dopo. Un'ultima nota sulla teglia: il rame e il ferro trasmettono il calore in fretta e in modo uniforme, mentre una teglia sottile di alluminio cuoce meglio il centro dei bordi.