Bucatini all'amatriciana

Presentazione
L'amatriciana prende il nome da Amatrice, il paese in provincia di Rieti dove la ricetta ufficiale prevede gli spaghetti; a Roma la tradizione l'ha legata ai bucatini, che con il loro foro centrale trattengono il sugo anche all'interno. Gli ingredienti sono pochi e sempre gli stessi: guanciale, pomodoro, pecorino, pepe e, se piace, un po' di peperoncino. Il sugo si presenta rosso scuro e lucido, con le listarelle di guanciale croccanti fuori e morbide dentro, e il profumo del pecorino che si scioglie sulla pasta calda. Si sbaglia spesso con il guanciale, rosolato a fuoco troppo alto: brucia fuori e resta gommoso dentro. Un altro errore è aggiungere cipolla o aglio, che non fanno parte della ricetta e coprono il sapore del guanciale. Con una rosolatura lenta, un sugo ristretto e la pasta finita in padella, il condimento resta attaccato a ogni bucatino. È un piatto da portare in tavola subito.
Ingredienti
| Guanciale | 150 g |
| Olio extravergine d'oliva | 1 cucchiaio |
| Vino bianco secco | 50 ml |
| Pomodori pelati | 400 g |
| Peperoncino | q.b. |
| Sale | q.b. |
| Bucatini | 360 g |
| Pecorino romano grattugiato | 60 g |
| Pepe | q.b. |
Preparazione
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Togli la cotenna e la parte esterna più dura del guanciale, poi taglialo a fette spesse mezzo centimetro e quindi a listarelle lunghe tre o quattro centimetri. Tieni il grasso attaccato alla carne: è quello che darà sapore al sugo. Listarelle della stessa misura cuociono in modo uniforme. Scegli un guanciale stagionato, con il grasso bianco e sodo e la carne di un rosso vivo: se il grasso è giallastro, il sapore sarà rancido.

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Metti il guanciale in una padella di ferro o d'acciaio con un filo d'olio e accendi il fuoco medio-basso. Lascialo rosolare per 8-10 minuti, girandolo spesso, finché il grasso diventa trasparente e i bordi si dorano. Partire a fuoco dolce lascia il tempo al grasso di sciogliersi prima che la superficie si indurisca. Sfuma con il vino bianco e lascialo evaporare.

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Con una schiumarola togli metà del guanciale dalla padella e tienilo da parte su un piatto: lo rimetterai alla fine, così resterà croccante. Intanto versa i pelati in una ciotola e schiacciali con una forchetta, lasciando qualche pezzo. Schiacciarli a mano dà un sugo con più corpo rispetto alla passata.

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Versa i pelati nella padella con il guanciale rimasto e il suo grasso, aggiungi un pizzico di peperoncino e poco sale. Cuoci a fuoco medio per 15 minuti, mescolando ogni tanto, finché il sugo si restringe e il grasso affiora lucido in superficie. Assaggia prima di salare ancora, perché guanciale e pecorino sono già sapidi. Se il sugo si restringe troppo in fretta, abbassa la fiamma e aggiungi un cucchiaio d'acqua.

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Porta a bollore abbondante acqua, salala con moderazione e cuoci i bucatini. Mescolali nei primi due minuti, quando tendono ad attaccarsi tra loro. Scolali due minuti prima del tempo indicato sulla confezione, tenendo da parte un mestolo di acqua di cottura.

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Trasferisci i bucatini nella padella con il sugo e mescolali a fuoco vivo per due minuti, aggiungendo un po' di acqua di cottura se il sugo si asciuga. La pasta è pronta quando è lucida e avvolta dal pomodoro, senza liquido sul fondo. Rimetti il guanciale tenuto da parte.

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Spegni il fuoco, aggiungi due terzi del pecorino e una macinata di pepe e mescola velocemente. Servi nei piatti caldi e completa con il pecorino rimasto. Il formaggio aggiunto fuori dal fuoco si scioglie senza fare fili. Se ti piace più piccante, porta in tavola il peperoncino a parte, così ognuno regola il suo piatto.
Conservazione
L'amatriciana va mangiata appena fatta: riscaldata, la pasta si scuoce e il guanciale perde croccantezza. Il sugo invece si conserva in frigorifero per 3 giorni in un contenitore chiuso e in freezer per 3 mesi; si scalda in padella con un cucchiaio d'acqua e poi si condisce la pasta appena cotta.
Consiglio
Il guanciale è una delle prime cose che mi hanno fatto cuocere in trattoria, e la lezione è stata la pazienza. Lo metto nella padella ancora fredda e lascio che il calore salga piano: il grasso si scioglie, la carne si asciuga e le listarelle diventano croccanti senza bruciare. Se la fiamma è alta, l'esterno si chiude subito e dentro resta duro, e da aiuto cucina me ne sono accorta più di una volta. Un altro accorgimento è grattugiare il pecorino al momento e tenerlo in una ciotola fuori dal frigorifero: freddo, a contatto con la pasta calda, tende a raggrumarsi. E per raccogliere il sugo rimasto nel piatto, una fetta di pane casereccio di un paio di giorni, che a casa mia non si butta mai.