Baccalà alla livornese

di Maria Colombo

Baccalà alla livornese

Presentazione

Il baccalà alla livornese è uno dei piatti di pesce più conosciuti della cucina toscana: tranci di merluzzo salato, prima dorati in padella e poi lasciati cuocere piano in un sugo di pomodoro profumato d'aglio e prezzemolo. In tavola arriva con un colore rosso pieno, il pesce bianco e sodo in superficie, morbido all'interno, che si apre in scaglie al primo tocco di forchetta. È un secondo che si prepara soprattutto nei mesi freddi e che nelle famiglie toscane si porta spesso in tavola il venerdì. Gli errori più frequenti sono due: un ammollo troppo breve, che lascia il pesce salato, e una cottura nel sugo troppo vivace, che lo sfalda in briciole. Anche l'infarinatura conta, perché se è spessa forma una crosta pastosa invece di un velo dorato. Con qualche attenzione si ottengono tranci compatti, ben insaporiti, e un sugo denso da raccogliere con il pane.

Ingredienti

Baccalà ammollato800 g
Farina 0050 g
Olio extravergine d'oliva6 cucchiai
Aglio2 spicchi
Pomodori pelati500 g
Peperoncino1 pizzico
Prezzemoloq.b.
Saleq.b.

Preparazione

  1. Se hai comprato il baccalà secco, mettilo in una ciotola capiente, coprilo di acqua fredda e tienilo in frigorifero per almeno 48 ore, cambiando l'acqua tre o quattro volte al giorno. Il sale passa lentamente nell'acqua e ricambiarla spesso accelera il processo. Prima di cucinarlo assaggia un pezzetto crudo dal centro del trancio: deve sapere appena di mare, non di salamoia. Se lo compri già ammollato, sciacqualo comunque sotto l'acqua corrente.

    Tranci di baccalà immersi in acqua dentro una ciotola di vetro
  2. Elimina la pelle se preferisci e le spine più evidenti, poi taglia il baccalà in tranci di circa 5 centimetri di lato, scegliendo per quanto possibile la parte centrale e più spessa del filetto. Asciugali bene con carta da cucina, premendo con delicatezza su tutti i lati. Un pesce bagnato assorbe troppa farina e non si dora.

  3. Passa i tranci nella farina uno alla volta e scuotili con decisione, così che resti soltanto un velo sottile. Appoggiali su un vassoio senza sovrapporli. Infarinali solo al momento di cuocerli: se aspettano troppo, l'umidità del pesce inumidisce la farina e la crosta diventa molle.

    Porzioni di baccalà ricoperte da un sottile strato di farina
  4. Scalda quattro cucchiai d'olio in una padella larga a fuoco medio-alto e adagia i tranci quando l'olio è caldo, cioè quando un pizzico di farina sfrigola subito. Lasciali dorare due o tre minuti per lato senza muoverli, girandoli con una paletta. Non devono cuocere del tutto: serve solo una crosticina che li tenga compatti nel sugo. Trasferiscili su carta assorbente.

    Tranci di baccalà infarinati che rosolano nell'olio in una padella d'acciaio
  5. In una casseruola larga scalda l'olio rimasto con gli spicchi d'aglio schiacciati e il peperoncino, a fuoco dolce, finché l'aglio diventa appena dorato. Aggiungi i pelati schiacciati con una forchetta, metà del prezzemolo tritato e mezzo bicchiere d'acqua. Lascia sobbollire per circa 15 minuti, finché il sugo si addensa e perde il sapore crudo. Assaggia prima di salare, perché il baccalà rilascerà ancora un po' di sale.

    Sugo di pomodoro con aglio e prezzemolo che sobbolle in una casseruola
  6. Togli l'aglio e adagia i tranci nel sugo in un solo strato, con la parte dorata verso l'alto. Cuoci a fuoco basso, senza coperchio, per circa 20 minuti. Non mescolare: scuoti ogni tanto la casseruola e bagna la superficie con un cucchiaio di sugo. Il bollore deve essere appena percettibile, perché un calore forte separa le fibre del pesce e lo sbriciola.

    Tranci di baccalà dorati adagiati nel sugo di pomodoro in cottura
  7. Controlla la cottura aprendo un trancio con la forchetta al centro: la carne deve essere bianca, opaca e separarsi in scaglie senza resistenza. Spegni, completa con il prezzemolo rimasto e lascia riposare cinque minuti prima di servire, così il sugo si assesta e si stringe ancora un po'.

    Forchetta che separa le scaglie bianche del baccalà cotto nel pomodoro

Conservazione

Il baccalà alla livornese si conserva in frigorifero per due giorni, in un contenitore chiuso, con tutto il suo sugo. Si scalda in padella coperta a fuoco basso, con un cucchiaio d'acqua, senza mescolare per non rompere i tranci. Si può congelare per un mese, ma dopo lo scongelamento il pesce risulta un po' più asciutto e sfaldato.

Consiglio

In cucina ho imparato presto che la fretta rovina più piatti di qualunque ingrediente sbagliato, e con il baccalà è proprio così. L'ammollo lo comincio sempre tre giorni prima e tengo un foglietto appeso vicino al lavello con gli orari dei cambi d'acqua, come faccio con i vasetti del laboratorio di conserve, così anche una consorella può darmi il cambio. Quando il pesce è nel sugo resisto alla tentazione di girarlo: scuoto la casseruola e basta. In refettorio lo serviamo con una polenta morbida o con fette di pane raffermo abbrustolito, che raccolgono il sugo fino all'ultimo. Se avanza qualche trancio, il giorno dopo lo sbriciolo nel sugo e ci condisco gli spaghetti: è uno di quei piatti di recupero che in comunità finiscono prima dell'originale.