Arancine al ragù

Presentazione
Le arancine al ragù sono il simbolo della rosticceria siciliana: una sfera di riso allo zafferano con il cuore di carne e piselli, una crosta dorata e croccante che si rompe sotto i denti. A Palermo si chiamano al femminile e, quelle al ragù, si fanno rotonde; a Catania si dice arancino e la forma è spesso a punta. Comunque le si chiami, chiedono tempo più che bravura. L'errore più comune è lavorare il riso ancora caldo: è morbido, non tiene la forma e le arancine si aprono nell'olio. Il secondo è un ragù troppo liquido, che bagna il riso dall'interno. Per questo il riso va cotto fino ad assorbire tutta l'acqua e lasciato raffreddare steso, e il ragù deve restare denso. Con questi accorgimenti le arancine escono compatte, con il ripieno ben chiuso al centro.
Ingredienti
| Per il ragù | |
|---|---|
| Olio extravergine di oliva | 3 cucchiai |
| Cipolla | 1 |
| Carota | 1 |
| Sedano | 1 costa |
| Carne macinata di manzo e maiale | 300 g |
| Vino rosso | 100 ml |
| Concentrato di pomodoro | 2 cucchiai |
| Passata di pomodoro | 250 g |
| Piselli | 150 g |
| Per il riso | |
| Acqua | 1 l |
| Riso originario | 500 g |
| Zafferano in polvere | 1 bustina |
| Burro | 40 g |
| Caciocavallo grattugiato | 60 g |
| Sale | q.b. |
| Per la panatura | |
| Farina 00 | 150 g |
| Acqua fredda | 250 ml |
| Pangrattato | 250 g |
| Olio di semi di arachide per friggere | q.b. |
Preparazione
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Trita finemente cipolla, carota e sedano e falli appassire nell'olio in un tegame per 8-10 minuti a fuoco dolce. Aggiungi la carne macinata e alza la fiamma, sgranandola con il cucchiaio finché perde il colore rosa. Sfuma con il vino rosso e lascia evaporare, finché non senti più l'odore pungente dell'alcol.
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Unisci il concentrato, la passata e mezzo bicchiere d'acqua, sala e lascia cuocere coperto a fuoco basso per 40 minuti. Aggiungi i piselli e prosegui per altri 15-20 minuti senza coperchio, mescolando spesso. Il ragù è pronto quando è denso e il cucchiaio lascia una scia sul fondo. Lascialo raffreddare completamente.

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Porta a bollore l'acqua salata, versa il riso e lo zafferano e cuoci a fuoco basso, mescolando ogni tanto, per circa 15 minuti. Il riso deve assorbire tutta l'acqua e restare al dente. Spegni il fuoco e manteca con il burro e il caciocavallo grattugiato, che aiutano a tenere insieme i chicchi.
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Stendi il riso su un vassoio largo, in uno strato sottile, e livellalo con una spatola. Lascialo raffreddare a temperatura ambiente per almeno 2-3 ore, coperto con un canovaccio. Steso così si raffredda in modo uniforme e diventa compatto: deve essere freddo e appiccicoso al tatto, non tiepido.

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Bagnati le mani con acqua fredda e prendi una porzione di riso grande come un mandarino. Appiattiscila nel palmo e scavala al centro con il pollice, formando una conca profonda. Metti nella conca un cucchiaio abbondante di ragù freddo, premendolo appena, senza farlo arrivare ai bordi.

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Copri il ragù con un altro po' di riso e chiudi l'arancina facendola girare fra le mani, compattandola con una leggera pressione. Dalle una forma rotonda e regolare, senza crepe in superficie. Appoggiala su un vassoio e prosegui con le altre, bagnandoti spesso le mani.

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Prepara una pastella liscia sbattendo la farina con l'acqua fredda, senza grumi. Immergi ogni arancina nella pastella, lasciala sgocciolare e rotolala nel pangrattato finché è coperta in modo uniforme. La pastella fa aderire il pangrattato e sigilla le eventuali fessure del riso.

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Scalda abbondante olio in una pentola dai bordi alti fino a 170-175 gradi. Friggi due o tre arancine alla volta, perché troppe insieme abbassano la temperatura e le fanno assorbire olio. Girale con la schiumarola e toglile dopo 4-5 minuti, quando sono dorate in modo uniforme. Lasciale scolare su carta assorbente e servile dopo qualche minuto.

Conservazione
Le arancine fritte si conservano in frigorifero per due giorni, in un contenitore chiuso. Per rigenerarle conviene il forno a 180 gradi per 15 minuti, che riscalda il ripieno e restituisce croccantezza; il microonde le ammorbidisce. Si possono congelare crude, già impanate, per un mese, e friggere senza scongelarle, a fiamma un po' più bassa e per qualche minuto in più.
Consiglio
Le arancine sono il modo migliore di usare il ragù avanzato, e il segreto è cuocere il riso il giorno prima. Lo stendo la sera su un vassoio largo, coperto da un telo, e la mattina dopo si lavora come un'argilla. Per il riso, dopo anni passati a guardare le materie prime dal lato di chi le produce, scelgo una varietà ricca di amido, che tiene la forma; l'etichetta di solito indica la varietà, e vale la pena leggerla. Se ne avanza, lo presso in piccoli dischi, li passo nel pangrattato e li cuocio in padella con un filo d'olio. La pastella deve essere densa come una crema, non liquida, altrimenti scivola via e il pangrattato non attacca. Per le feste ne preparo anche qualcuna con prosciutto e formaggio filante, per chi non mangia la carne di manzo.