Pizza di scarola

Presentazione
La pizza di scarola è una torta salata di pasta lievitata ripiena di scarola stufata con olive nere, capperi e acciughe, tipica della cucina napoletana, dove compare spesso sulla tavola delle feste d'inverno. Sotto la crosta dorata e un po' croccante c'è un ripieno morbido e saporito, dove l'amaro della scarola si mescola al salato delle acciughe e dei capperi. Si mangia tiepida o a temperatura ambiente, e il giorno dopo è ancora più buona. L'errore più comune è il ripieno bagnato: la scarola contiene moltissima acqua e, se non viene asciugata bene in padella, la rilascia in forno e la pasta del fondo resta cruda e umida. L'altro è sistemare il ripieno ancora caldo sulla pasta, che si ammorbidisce e si rompe. Con un ripieno cotto a lungo, asciugato e lasciato raffreddare, e due dischi di pasta sottili ben sigillati, la pizza di scarola esce dorata, compatta e asciutta.
Ingredienti
| Per l'impasto | |
|---|---|
| Farina 0 | 400 g |
| Acqua tiepida | 240 ml |
| Lievito di birra fresco | 7 g |
| Olio extravergine di oliva | 3 cucchiai |
| Sale | q.b. |
| Per il ripieno | |
| Scarola | 2 cespi |
| Olio extravergine di oliva per il ripieno | 3 cucchiai |
| Aglio | 1 spicchio |
| Olive nere | 80 g |
| Capperi sotto sale | 20 g |
| Acciughe sott’olio | 6 filetti |
| Per completare | |
| Olio extravergine di oliva per spennellare | 1 cucchiaio |
Preparazione
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Sciogli il lievito nell'acqua tiepida, versala sulla farina e impasta, aggiungendo poi l'olio e otto grammi di sale. Lavora per dieci minuti, finché la pasta è liscia ed elastica. Coprila e lasciala lievitare due ore in un luogo tiepido, finché raddoppia.
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Intanto pulisci la scarola eliminando le foglie esterne rovinate e il torsolo. Lava le foglie in una bacinella piena d'acqua fredda, cambiandola due o tre volte, finché sul fondo non resta più terra. Scolale e tagliale a pezzi grossolani.

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In una padella larga scalda l'olio con lo spicchio d'aglio schiacciato, aggiungi le acciughe e lasciale sciogliere a fuoco basso. Unisci la scarola, un po' alla volta perché è voluminosa, copri e cuoci per dieci minuti, finché appassisce. Aggiungi le olive denocciolate e i capperi sciacquati dal sale.

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Togli il coperchio, alza la fiamma e cuoci ancora per dieci-quindici minuti, mescolando spesso, finché il liquido sul fondo è evaporato del tutto e la scarola è asciutta e lucida. Togli l'aglio, assaggia e regola di sale, tenendo conto delle acciughe e dei capperi. Sposta il ripieno in un colino e lascialo raffreddare completamente.

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Accendi il forno a 200 gradi. Dividi l'impasto in due parti, una leggermente più grande. Stendi la più grande in un disco sottile e foderaci una teglia tonda da 26 centimetri unta d'olio, facendo risalire la pasta sui bordi. Distribuisci il ripieno freddo, lasciando libero un bordo di un paio di centimetri.

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Stendi la seconda parte in un disco della misura della teglia e appoggialo sopra il ripieno. Ripiega il bordo della base sul disco superiore e premi con le dita lungo tutto il giro per sigillare. Bucherella la superficie con una forchetta, così il vapore esce senza gonfiare la pasta, spennella con l'olio e lascia lievitare mezz'ora.

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Cuoci nella parte bassa del forno per 35-40 minuti, finché la superficie è dorata e, sollevando un bordo con una spatola, anche il fondo è colorito e asciutto. Sforna e lascia riposare almeno mezz'ora prima di tagliare.
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Taglia la pizza a spicchi con un coltello seghettato. Al taglio devono vedersi due strati sottili di pasta dorata e, in mezzo, uno strato compatto di scarola e olive, senza liquido che cola.

Conservazione
La pizza di scarola si conserva per un giorno a temperatura ambiente, coperta da un canovaccio, e per altri due in frigorifero, avvolta nella carta da forno. Si mangia a temperatura ambiente o scaldata in forno a 180 gradi per dieci minuti. Si può congelare a spicchi, già cotta, per un mese; si rigenera in forno senza scongelarla.
Consiglio
Nei giorni prima di Natale il mio forno si riempiva di teglie portate dalle famiglie, e molte erano pizze di scarola da cuocere nel calore rimasto dopo il pane. Ognuna aveva il suo ripieno: c'era chi aggiungeva pinoli e uvetta, chi metteva più acciughe, chi le olive intere con il nocciolo, come si faceva una volta. Io ho sempre consigliato la stessa cosa: preparare il ripieno la sera prima. Una notte in frigorifero lo asciuga ancora e lo rende più saporito, e il giorno dopo basta stendere la pasta. Quando avanza un po' di ripieno lo uso per condire la pasta o per farcire un panino, perché da solo è già un piatto.