Focaccia genovese

di Leonardo Rossi

Focaccia genovese

Presentazione

La focaccia genovese è bassa, lucida d'olio e punteggiata di buchi, con la base dorata e croccante e la superficie morbida, dove nelle fossette restano piccoli laghi di salamoia. In Liguria si mangia a qualunque ora, anche a colazione, e il suo sapore è tutto nell'equilibrio fra olio, sale e pane. A darle il carattere è proprio la salamoia, una miscela di acqua, olio e sale che si versa sopra prima della cottura: in forno l'acqua evapora lentamente, la superficie resta morbida e il sale si fissa nei buchi. Gli errori più comuni sono un impasto troppo duro, che dà una focaccia simile a un pane secco, e i buchi fatti con i polpastrelli in superficie, che in lievitazione si richiudono. Un altro sbaglio è risparmiare l'olio nella teglia, che è quello che frigge la base. Con un impasto morbido, i buchi affondati fino al fondo e la salamoia abbondante, la focaccia esce alta poco più di un dito, croccante sotto e morbida dentro.

Ingredienti

Per l'impasto
Acqua tiepida350 ml
Lievito di birra fresco8 g
Zucchero1 cucchiaino
Farina 0500 g
Saleq.b.
Olio extravergine di oliva4 cucchiai
Per la teglia e la salamoia
Olio extravergine di oliva per la teglia3 cucchiai
Acqua80 ml
Olio extravergine di oliva per la salamoia4 cucchiai
Sale grossoq.b.

Preparazione

  1. Sciogli il lievito e lo zucchero nell'acqua tiepida. In una ciotola capiente versa la farina, aggiungi l'acqua poco per volta mescolando con una mano, poi dodici grammi di sale e infine due cucchiai d'olio. Impasta nella ciotola per cinque minuti: l'impasto sarà morbido e appiccicoso, e va bene così. Coprilo e lascialo riposare per venti minuti.

  2. Ungi le mani con un po' d'olio, afferra un lembo dell'impasto, tiralo verso l'alto e ripiegalo verso il centro; gira la ciotola di un quarto e ripeti per tutto il giro. Fai tre serie di pieghe a distanza di venti minuti, coprendo la ciotola fra una e l'altra. Ad ogni giro l'impasto diventa più liscio e tenace. Poi aggiungi l'olio rimasto, coprilo e lascialo lievitare un'ora, finché raddoppia.

    Impasto della focaccia piegato nella ciotola con le mani unte d’olio
  3. Versa tre cucchiai d'olio in una teglia di 30 per 40 centimetri e distribuiscilo bene, anche negli angoli. Rovescia l'impasto nella teglia e allargalo delicatamente con le dita. Se si ritira, lascialo riposare un quarto d'ora e riprendi: in due o tre tentativi arriverà fino ai bordi. Copri la teglia e lascia lievitare ancora 45 minuti.

    Impasto lievitato della focaccia steso in una teglia rettangolare oliata
  4. Bagna le dita nell'olio e affondale nell'impasto tenendole tese e unite, fino a sentire il fondo della teglia. Procedi in file regolari, coprendo tutta la superficie con buchi profondi e vicini. Premere fino in fondo è quello che impedisce ai buchi di richiudersi nella lievitazione successiva.

    Dita che formano i buchi nell’impasto della focaccia
  5. In un barattolo metti l'acqua, quattro cucchiai d'olio e un pizzico di sale fino e agita per qualche secondo, finché il liquido diventa opaco. Versa la salamoia sulla focaccia in modo che riempia i buchi, poi spolvera con qualche grano di sale grosso. Lascia lievitare per l'ultima volta 30-45 minuti, mentre il forno si scalda al massimo, tra 230 e 250 gradi.

    Salamoia versata sui buchi della focaccia
  6. Inforna la teglia nella parte bassa del forno e cuoci per 15-20 minuti. La focaccia è pronta quando la superficie è dorata a chiazze, con i buchi ancora più chiari, e i bordi sono croccanti. Appena sfornata, spennellala con un filo d'olio.

  7. Solleva un angolo con una spatola e guarda la base: deve essere dorata in modo uniforme e croccante. Se è ancora pallida, rimetti la teglia sul fondo del forno spento ma caldo per tre o quattro minuti. Poi trasferisci la focaccia su una griglia, così il vapore non inumidisce la base.

    Base dorata di un pezzo di focaccia sollevata dalla teglia con una spatola
  8. Lasciala intiepidire una decina di minuti e tagliala a strisce o a quadrati con un coltello seghettato o con le forbici. All'interno la mollica deve essere morbida e alveolata, sotto una superficie lucida e appena croccante.

    Taglio di una striscia di focaccia che mostra la mollica alveolata

Conservazione

La focaccia genovese è al suo meglio il giorno stesso, tiepida o a temperatura ambiente. Si conserva per un giorno avvolta in un sacchetto di carta, poi comincia a indurire. Per rinfrescarla bastano cinque minuti in forno a 200 gradi, che le restituiscono la croccantezza della base. Si può congelare a pezzi, appena raffreddata, per un mese, e si rigenera direttamente in forno.

Consiglio

Nel mio forno la focaccia usciva per prima, all'alba, e i clienti la chiedevano ancora calda prima del pane. Quella che avanzava la sera finiva il giorno dopo tostata nella zuppa di verdure. Mio nonno mi ha insegnato a fare la salamoia nel barattolo e ad agitarla a lungo, finché acqua e olio sembrano una cosa sola. Mi ha insegnato anche a non avere paura della pasta appiccicosa: è proprio quella che dà una focaccia leggera, e ai miei corsi è la prima paura che cerco di togliere. Quando ho l'orto in stagione, sulla focaccia metto qualche fetta sottile di cipolla o dei pomodorini tagliati a metà, oppure qualche ago di rosmarino. L'olio che resta nella teglia lo raccolgo con un pezzo di pane, perché in un forno non si spreca niente.