La mantecatura è l'ultimo gesto del risotto, quello che trasforma un riso cotto nel brodo in un piatto cremoso, lucido e morbido. Dura un minuto o poco più, ma decide il risultato. Un risotto mantecato bene scorre nel piatto come un'onda leggera; uno mantecato male resta compatto, oppure diventa unto, con il burro che si separa o il formaggio che fila. Per capirla bisogna partire da ciò che succede dentro il chicco durante la cottura.

Che cosa lega il risotto

I risi da risotto, come Carnaroli, Arborio e Vialone Nano, hanno chicchi grandi e ricchi di amido. L'amido è composto da due molecole: l'amilosio, che tende a mantenere il chicco compatto, e l'amilopectina, che in presenza di acqua calda si gonfia e forma una specie di gel. Durante la cottura, mescolando, una parte di questo amido si stacca dalla superficie dei chicchi e passa nel brodo, addensandolo.

Alla fine della cottura, quindi, il riso è immerso in un liquido già leggermente denso. La mantecatura aggiunge due ingredienti, un grasso e un formaggio stagionato, e li disperde in questo liquido con un movimento energico. Il risultato è un'emulsione: minuscole goccioline di grasso sospese nel brodo ricco di amido, che danno al risotto la sua cremosità.

Fuori dal fuoco, sempre

Il primo gesto della mantecatura è togliere la casseruola dal fornello. È una regola che ha ragioni precise. Il burro, se aggiunto su una fiamma accesa, si scioglie troppo in fretta e tende a separarsi in grasso e parte acquosa, invece di emulsionarsi. Il formaggio, a temperature troppo alte, fa stringere le sue proteine, che si aggregano in fili e grumi gommosi.

Due mani con un canovaccio tolgono dal fornello una casseruola di risotto cotto e la appoggiano su un sottopentola
Prima di mantecare, la casseruola va tolta dal fuoco

Togliere il riso dal fuoco quando è ancora leggermente al dente tiene conto anche del calore residuo, che continua la cottura per un paio di minuti. Il risotto deve essere ancora un po' liquido, all'onda: se è già asciutto, la mantecatura non ha abbastanza brodo per formare l'emulsione e il risultato sarà compatto. In quel caso basta un mestolino di brodo caldo prima di procedere.

Burro freddo e formaggio

Il burro va aggiunto freddo di frigorifero e tagliato a cubetti. La ragione è termica: un burro freddo si scioglie gradualmente mentre si mescola, e le sue goccioline si disperdono nel liquido prima di fondersi del tutto. Un burro già morbido si trasforma subito in grasso liquido e si separa più facilmente. Per quattro porzioni bastano in genere tra i trenta e i cinquanta grammi.

Il formaggio, di solito Parmigiano Reggiano o Grana Padano grattugiato fine, porta sapidità e contribuisce alla consistenza. Va aggiunto insieme al burro o subito dopo. Una grattugiatura fine si scioglie in modo uniforme; una troppo grossa lascia pezzetti filanti. Alcune versioni sostituiscono il burro con un buon olio extravergine d'oliva, che si emulsiona anch'esso, con un risultato più leggero e un sapore diverso.

Il movimento

Una volta aggiunti burro e formaggio, si mescola con energia, con un cucchiaio di legno o una spatola, per circa un minuto. Molti cuochi accompagnano il gesto scuotendo la casseruola avanti e indietro, in modo che il riso «salti» leggermente. È il movimento meccanico a creare l'emulsione: senza energia, il grasso resta in superficie e il risotto risulta unto invece che cremoso.

Dopo la mantecatura, il risotto va coperto e lasciato riposare uno o due minuti. In questo tempo la temperatura si uniforma e l'emulsione si stabilizza. Il riposo, però, non deve durare troppo: il riso continua ad assorbire liquido, e in pochi minuti la cremosità si perde.

Come capire se è riuscito

La prova più semplice è versare il risotto in un piatto piano. Se è mantecato bene, si allarga da solo, formando uno strato uniforme e lucido, senza bisogno di spingerlo con il cucchiaio. I chicchi restano separati e visibili, avvolti da una crema che non cola ma nemmeno resta compatta. Se il risotto resta a mucchietto, era troppo asciutto; se invece si forma un liquido ai bordi, era troppo brodoso o è stato servito subito, senza riposo.

Un mestolo versa risotto cremoso in un piatto piano dove si allarga in uno strato morbido
Un risotto mantecato bene si allarga da solo nel piatto

Il commento di Tommaso

Il gesto che consiglio di non sottovalutare è il primo: togliere la casseruola dal fuoco. Molti mantecano sul fornello acceso per abitudine, e poi si chiedono perché il formaggio faccia i fili. Un altro dettaglio utile è preparare burro e formaggio prima di iniziare la cottura, già pesati e a portata di mano, così quando il riso è pronto si interviene subito, senza lasciarlo proseguire. Chi vuole un risotto più leggero può ridurre il burro e aggiungere un cucchiaio di brodo caldo durante la mantecatura: l'emulsione si forma lo stesso, purché il movimento sia energico. E per servirlo, piatti piani caldi: su un piatto freddo, il risotto si rapprende in pochi secondi.