I panini alle patate dolci sono uno dei lievitati più belli da portare in tavola in autunno. La polpa arancione della patata americana, schiacciata e aggiunta all'impasto, regala alla mollica un colore caldo che ricorda le foglie di ottobre, un profumo appena dolce e soprattutto una morbidezza che dura anche il giorno dopo. Gli amidi e gli zuccheri della patata trattengono l'acqua e rallentano il raffermamento, così il panino resta tenero senza bisogno di grandi quantità di grassi. La tecnica non è difficile, ma richiede di conoscere l'ingrediente: la patata dolce porta con sé molta umidità, e se non si regola l'acqua l'impasto diventa colloso e difficile da formare.
- 250 gpatate dolci a pasta arancione, peso da crude
- 450 gfarina di tipo 0
- 50 gfarina di tipo 1 o integrale
- 150-170 mllatte tiepido
- 7 glievito di birra secco, oppure 20 g fresco
- 20 gmiele millefiori
- 40 gburro morbido
- 10 gsale fino
- 1tuorlo e 1 cucchiaio di latte per spennellare
- q.b.semi di sesamo o fiocchi d'avena, facoltativi
- Cuocere le patate dolciLava le patate e cuocile intere in forno a 200 gradi per 40-50 minuti, finché uno stecchino entra senza resistenza. La cottura in forno, rispetto alla bollitura, concentra il sapore e non aggiunge acqua. Sbucciale da calde, schiaccia la polpa con una forchetta e lasciala raffreddare: ne serviranno circa 200 g.
- Attivare il lievitoSciogli il lievito e il miele in 100 ml di latte tiepido, intorno ai 30 gradi, e lascia riposare dieci minuti, finché in superficie compare una leggera schiuma.
- ImpastareIn una ciotola capiente o nella planetaria unisci le farine, la purea di patata e il latte con il lievito. Impasta e aggiungi il resto del latte a filo, poco alla volta, fermandoti quando l'impasto è morbido ma si stacca dalle pareti. Unisci il sale, poi il burro a pezzetti, e lavora per 8-10 minuti fino a ottenere una massa liscia ed elastica.
- Prima lievitazioneForma una palla, mettila in una ciotola appena unta, copri e lascia lievitare in un luogo tiepido per un'ora e mezza o due, finché il volume è raddoppiato.
- Formare i paniniRovescia l'impasto sul piano senza sgonfiarlo troppo e dividilo in 12 pezzi da circa 70 g. Pirlali uno alla volta, ruotandoli sotto il palmo a mano chiusa a coppa, così da ottenere palline lisce e tese in superficie. Sistemali su una teglia con carta da forno, distanziati di tre o quattro centimetri.
- Seconda lievitazioneCopri con un canovaccio e lascia lievitare ancora 40-50 minuti. Nel frattempo scalda il forno a 190 gradi in modalità statica.
- Spennellare e cuocereSbatti il tuorlo con il latte e spennella delicatamente i panini; se ti piace, cospargili di sesamo o avena. Inforna per 18-20 minuti, finché sono ben dorati e, battuti sul fondo, suonano vuoti. Lasciali raffreddare su una gratella.
Perché la patata dolce rende l'impasto morbido
La patata dolce è ricca di amido e di zuccheri semplici, ma anche di fibre che trattengono l'acqua. Una volta inserita nell'impasto, si comporta come una spugna: lega l'umidità e la rilascia lentamente durante la cottura e nei giorni successivi. Gli zuccheri, invece, nutrono il lievito e favoriscono la colorazione della crosta, che diventa dorata e sottile. Il colore arancio dipende dai carotenoidi della polpa: più la varietà è intensa, più la mollica avrà quella sfumatura autunnale che dà il nome alla ricetta.
L'acqua va regolata a occhio
Non tutte le patate dolci sono uguali. Alcune sono asciutte e farinose, altre umide e quasi cremose, e la differenza si sente subito nell'impasto. Per questo il latte va aggiunto gradualmente e non tutto insieme: l'impasto giusto è morbido, leggermente appiccicoso al tatto ma capace di formare una palla che mantiene la forma. Se dopo qualche minuto di lavoro resta molle e si attacca ovunque, è meglio aggiungere un cucchiaio di farina alla volta piuttosto che insistere. Al contrario, se la purea è asciutta, può servire tutto il latte indicato e anche qualche cucchiaio in più.
Gli errori più comuni
Il primo errore è bollire le patate: assorbono acqua e rendono l'impasto difficile da gestire, oltre a perdere parte del sapore. Il secondo è usare la purea ancora calda, che rischia di danneggiare il lievito e di far partire la lievitazione in modo disordinato. Il terzo è infornare a temperatura troppo alta: gli zuccheri della patata e del miele colorano molto in fretta, e a 220 gradi la crosta diventerebbe scura prima che la mollica sia cotta. Se i panini scuriscono troppo negli ultimi minuti, basta coprirli con un foglio di carta da forno.
Varianti e abbinamenti
Per una versione più rustica si può aumentare la farina integrale fino a 150 g, aggiungendo un po' di latte in più. Chi preferisce un gusto salato e aromatico può inserire nell'impasto un cucchiaino di rosmarino tritato o qualche foglia di salvia, mentre per la colazione funziona bene un pizzico di cannella. Ripieni, i panini stanno bene con formaggi morbidi, speck, prosciutto cotto, ma anche con una semplice frittata di erbe.
Conservazione
Una volta freddi, i panini si conservano in un sacchetto per alimenti ben chiuso per due o tre giorni, mantenendo la loro morbidezza. Si possono anche congelare appena raffreddati: per riportarli alla fragranza basta lasciarli scongelare a temperatura ambiente e passarli cinque minuti in forno caldo.
Il commento di Renato
Le patate nel pane le metteva già mio nonno, ma erano quelle bianche, bollite e passate allo schiacciapatate. La patata dolce l'ho scoperta tardi, quasi per curiosità, e mi ha conquistato per il colore. Quando apri un panino e vedi quella mollica arancio chiaro, capisci subito che è un pane diverso. La prima volta però ho sbagliato tutto: le avevo bollite e mi sono ritrovato con un impasto che sembrava colla. Da allora le cuocio solo al forno, con la buccia, e le lascio raffreddare bene. Un altro consiglio che do sempre ai miei corsi è di non avere paura di un impasto un po' appiccicoso. La tentazione è aggiungere farina finché non si attacca più, ma così il panino diventa compatto. Meglio lavorarlo con le mani appena bagnate e lasciargli il tempo di incordarsi. E pirlate con calma: una pallina ben tesa cresce rotonda e regolare, una formata in fretta si allarga e si apre in forno.
