La farina di castagne ha un profumo che basta da solo a raccontare l'autunno: dolce, leggermente affumicato, con una nota tostata che ricorda le caldarroste. Usata in un pane, però, va trattata con attenzione. Non contiene glutine, assorbe molti liquidi e, se è in quantità eccessiva, rende l'impasto fragile e compatto. La soluzione è dosarla insieme a una farina di grano, usare latte e un po' di burro per ammorbidire la mollica e dividere l'impasto in piccole porzioni, che cuociono in fretta e restano tenere. Con questa ricetta si ottengono 8 panini morbidi, di circa 85 grammi l'uno, perfetti per la colazione con marmellata, per la merenda o per accompagnare salumi e formaggi.
- 300 gfarina di tipo 0
- 100 gfarina di castagne
- 220 mllatte intero tiepido
- 30 gburro morbido
- 15 gmiele di castagno
- 8 glievito di birra fresco
- 7 gsale fino
- 2 cucchiailatte per spennellare
- Setacciare le farineLa farina di castagne tende a formare grumi, quindi va sempre setacciata. Passala al setaccio insieme alla farina di tipo 0 direttamente nella ciotola dell'impasto. Questo semplice passaggio rende l'impasto omogeneo ed evita puntini più scuri e duri nella mollica.
- L'impastoSciogli il lievito e il miele nel latte tiepido. Versa il liquido sulle farine e inizia a impastare. Quando la massa ha assorbito il latte, aggiungi il sale e poi il burro a pezzetti, un po' alla volta. Lavora per circa 10 minuti, fino a ottenere un impasto liscio, morbido e appena appiccicoso. Rispetto a un pane bianco sarà meno elastico e più delicato: è normale, perché la farina di castagne non forma la rete glutinica. Evita di aggiungere altra farina per renderlo più asciutto.
- La prima lievitazioneForma una palla, mettila in una ciotola unta e copri con pellicola. Lascia lievitare in un luogo tiepido per circa un'ora e mezza, finché l'impasto non raddoppia di volume. Con la farina di castagne la crescita è un po' più lenta del solito: conviene giudicare dal volume più che dall'orologio.
- La divisione in 8 porzioniRovescia l'impasto sul piano e pesalo: dovrebbe aggirarsi sui 680 grammi. Dividilo in 8 pezzi da circa 85 grammi ciascuno. Pesare le porzioni non è un eccesso di precisione: panini della stessa dimensione cuociono nello stesso tempo e si colorano in modo uniforme.
- La formaturaPrendi ogni pezzo, porta i bordi verso il centro e poi giralo con la chiusura verso il basso. Con la mano a coppa fallo ruotare sul piano, senza farina, finché la superficie diventa tesa e liscia. Disponi i panini su una placca rivestita di carta da forno, ben distanziati, oppure in una teglia rotonda leggermente vicini, se li preferisci da staccare.
- La seconda lievitazioneCopri con un canovaccio e lascia lievitare ancora 45-60 minuti, finché i panini non appaiono gonfi e leggeri. Nel frattempo accendi il forno a 180 gradi in modalità statica.
- La cotturaSpennella delicatamente la superficie con il latte e inforna per 18-20 minuti. I panini devono risultare dorati ma non scuri: la farina di castagne contiene molti zuccheri naturali e colora rapidamente. Appena sfornati, coprili con un canovaccio pulito mentre si raffreddano, così il vapore mantiene la crosta morbida.
L'errore da non fare
L'errore più comune è aumentare la farina di castagne pensando di intensificare il sapore. Oltre un quarto del totale delle farine, l'impasto perde struttura, lievita poco e i panini escono bassi e densi. Se vuoi un gusto più deciso, è meglio usare miele di castagno, che ha una nota amarognola caratteristica, piuttosto che stravolgere le proporzioni. Attenzione anche alla temperatura del forno: oltre i 190 gradi la superficie scurisce prima che l'interno sia cotto.
Un'altra attenzione riguarda la scelta della farina di castagne. Quelle in commercio non sono tutte uguali: alcune sono macinate finissime e quasi impalpabili, altre più grossolane, alcune più chiare e dolci, altre più scure e tostate. Quelle più scure e intense danno un sapore più marcato ma anche una nota amara, che nei panini da colazione può risultare eccessiva. Prima di usarla, assaggiane un pizzico: se è dolce e profumata, la ricetta funzionerà; se è amara o sa di vecchio, il pane ne risentirà, qualunque cosa si faccia dopo.
Conservazione
I panini alle castagne restano morbidi per due giorni se conservati in un sacchetto di plastica per alimenti ben chiuso, una volta completamente freddi. Il terzo giorno conviene scaldarli qualche minuto in forno a 150 gradi, avvolti in carta stagnola, per ridare morbidezza alla mollica. Si congelano molto bene appena raffreddati: basta lasciarli scongelare a temperatura ambiente per un paio d'ore, oppure passarli direttamente in forno caldo per una decina di minuti.
Varianti e abbinamenti
Nell'impasto, durante gli ultimi minuti di lavorazione, si possono aggiungere 50 grammi di gherigli di noce tritati grossolanamente, oppure una manciata di uvetta ammollata e ben strizzata, per una versione più adatta alla colazione. Chi preferisce una mollica ancora più ricca può sostituire 30 millilitri di latte con un uovo leggermente sbattuto. Per un risultato più neutro, adatto ai salumi, si può dimezzare il miele. In tavola i panini stanno bene con burro e marmellata di arance, con la ricotta fresca, con formaggi di montagna, lardo, speck o con una crema di funghi.
Il commento di Renato
La farina di castagne la compro solo in autunno, quando arriva quella nuova. Quella dell'anno prima, anche se non è scaduta, perde profumo e diventa più amara. La prima cosa che faccio quando apro un sacchetto è annusarla: deve sapere di castagna dolce, non di polvere. Questi panini li ho fatti la prima volta per i nipoti, che non volevano il pane scuro. Glieli ho dati senza dire niente, con un velo di burro. Ne sono spariti sei in un pomeriggio. Da allora, quando l'aria si rinfresca, me li chiedono loro. Ai grandi, invece, piacciono con un velo di ricotta e un filo di miele di castagno: è una colazione semplice, ma sa di bosco.
