La confettura di mele e cannella è una delle conserve più semplici da preparare in casa e, allo stesso tempo, una delle più versatili. Bastano tre ingredienti: mele, zucchero e cannella. Non serve aggiungere pectina in bustina, perché le mele ne sono naturalmente ricche, soprattutto nella buccia e intorno al torsolo, e non serve nemmeno il limone se si scelgono varietà con la giusta acidità, come le renette. Il risultato è una confettura densa, morbida, dal colore ambrato, che profuma di torta di mele e funziona tanto spalmata sul pane quanto come ripieno per crostate, strudel e biscotti. Il segreto sta nella scelta della frutta, nei tempi di cottura e in una corretta preparazione dei vasetti.
- 1,5 kgmele renette, peso già pulite circa 1,2 kg
- 500 gzucchero semolato
- 1 steccacannella, più mezzo cucchiaino in polvere a piacere
- Preparare le meleLava bene le mele, sbucciale ed elimina il torsolo. Non buttare bucce e torsoli: raccoglili in un sacchetto di garza ben chiuso, che cuocerà insieme alla frutta e rilascerà la pectina naturale aiutando la confettura ad addensarsi. Taglia la polpa a cubetti piccoli e regolari, di circa un centimetro.
- La macerazioneMetti i cubetti in una pentola dal fondo spesso, aggiungi lo zucchero, la stecca di cannella spezzata in due e il sacchetto di garza. Mescola, copri con un canovaccio e lascia macerare per almeno due ore, o per tutta la notte in frigorifero. Lo zucchero richiama il succo dalla frutta e la cottura successiva sarà più rapida e uniforme.
- Sterilizzare i vasettiMentre la frutta macera, lava vasetti e capsule nuove. Mettili in una pentola capiente, coprili d'acqua e falli bollire per 20 minuti. Lasciali asciugare capovolti su un canovaccio pulito, senza toccarne l'interno.
- La cotturaPorta la pentola sul fuoco medio e, quando la frutta inizia a bollire, abbassa la fiamma. Cuoci per 40-50 minuti, mescolando spesso con un cucchiaio di legno, soprattutto nella fase finale, quando la confettura tende ad attaccarsi. Elimina la schiuma che si forma in superficie. A metà cottura, se preferisci una consistenza più liscia, schiaccia parte delle mele con uno schiacciapatate o passa brevemente il frullatore a immersione.
- La prova del piattinoPer capire se la confettura è pronta, metti un piattino in freezer per qualche minuto. Versa un cucchiaino di confettura sul piattino freddo e inclinalo: se scivola lentamente e, spingendola con un dito, forma delle piccole grinze, è pronta. Se cola subito, continua la cottura per altri 5 minuti e ripeti la prova. Togli la stecca di cannella e il sacchetto di garza, strizzandolo bene nella pentola. Se vuoi un aroma più intenso, aggiungi ora la cannella in polvere.
- InvasareVersa la confettura ancora bollente nei vasetti, lasciando un centimetro libero dal bordo. Pulisci bene l'imboccatura, chiudi con le capsule e procedi con la pastorizzazione: immergi i vasetti in una pentola d'acqua, falli bollire per 20 minuti e lasciali raffreddare nell'acqua. Una volta freddi, controlla che il tappo sia concavo e non faccia clic premendolo.
L'errore da non fare
L'errore più comune è prolungare la cottura cercando una consistenza già soda nella pentola. La confettura di mele si addensa molto raffreddandosi, grazie alla pectina: se sembra perfetta quando è ancora calda, una volta fredda diventerà quasi gommosa e caramellata. Per questo la prova del piattino è indispensabile. Un secondo errore è usare mele troppo dolci e farinose, come alcune varietà rosse da tavola, che danno un risultato piatto. Le renette, acidule e profumate, sono ideali; in alternativa, si possono mescolare golden e granny smith.
Conservazione e uso
I vasetti chiusi e pastorizzati si conservano in un luogo fresco, asciutto e al buio per diversi mesi. Prima di consumare la confettura conviene sempre controllare che il tappo sia ancora sottovuoto e che il contenuto abbia colore e odore normali. Una volta aperto, il vasetto va tenuto in frigorifero e consumato entro un paio di settimane. Oltre che a colazione, questa confettura si usa per farcire crostate e girelle, accompagnare formaggi stagionati, arricchire uno yogurt bianco o preparare in pochi minuti una salsa per arrosti di maiale.
Quali mele scegliere
La scelta della varietà incide molto sul risultato finale. Le renette, con la loro polpa compatta, il profumo intenso e un'acidità naturale, sono la scelta classica per le conserve, proprio perché permettono di fare a meno del limone e contengono molta pectina. Le golden danno una confettura più dolce e chiara, ma tendono a un sapore più piatto: se si usano, conviene mescolarle con qualche mela più acidula, come le granny smith. Anche le mele cotogne, quando si trovano, possono essere aggiunte in piccola parte per aumentare la pectina e dare un profumo più intenso. Meglio evitare le mele farinose o troppo mature, che in cottura si disfano e perdono aroma.
Quanto alla cannella, la stecca rilascia un aroma più elegante e progressivo rispetto alla polvere, che invece tende a scurire la confettura e a renderla leggermente torbida. Usare entrambe, come suggerito nella ricetta, permette di regolare il profumo a fine cottura secondo il proprio gusto, senza rischiare di esagerare fin dall'inizio.
Il commento di Geltrude
Nel monastero le mele arrivano a casse in ottobre, e le renette sono le prime che finiscono in pentola. Suor Carmela taglia, io mescolo, e per un pomeriggio intero la cucina profuma di cannella. Il sacchetto con le bucce l'ho imparato da una consorella anziana, che non buttava mai nulla e diceva che la buccia è la parte che tiene insieme la frutta. Aveva ragione: da quando lo uso non ho più dovuto comprare un solo grammo di pectina. La confettura la invasiamo calda e la mettiamo in dispensa con l'etichetta e la data. In inverno, quando apriamo il primo vasetto, sembra di riaprire l'autunno. A chi mi chiede il segreto rispondo sempre che non ce n'è uno: ci vogliono mele buone, un cucchiaio di legno e la pazienza di restare accanto alla pentola fino alla fine.
