Gli spiedini catanesi sono involtini color oro brunastro, dalla forma allungata e cilindrica, lunghi circa dieci centimetri e spessi uno e mezzo. La superficie è rivestita di una panatura croccante e uniforme che ha contrasti di colore tra il giallo dorato e il marrone più scuro dove la fritura è stata più intensa. Nel taglio trasversale si vede chiaramente il ragù di carne di color bordeaux misto al formaggio color crema che fuoriesce leggermente. Vengono serviti ancora caldi su piatti lisci, spesso accompagnati da una fetta di limone e da rametti di prezzemolo fresco verde.

Gusto

Il sapore è ricco e sostanzioso: la carne macinata si avverte morbida, il ragù scuro apporta una nota salsa profonda di carne cotta a lungo, il formaggio aggiunge cremosità salata all'interno. La croccantezza della panatura contrasta perfettamente con la morbidezza del ripieno. Si accompagnano bene con limone fresco spremuto al momento, che alleggerisce il sapore, e con pane per raccogliere il sugo che fuoriesce durante la masticazione.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati sugli ingredienti tipici della ricetta. Variano secondo dosi, marche, metodi di cottura e genuinità dei prodotti.

Preparazione35 min
Cottura25 min
Difficoltàmedia
Porzioni4 persone
Costomedio
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  1. Preparare l'impasto baseIn una ciotola mescola la carne macinata con 50 grammi di pangrattato, un uovo intero, il parmigiano, il prezzemolo tritato, sale e pepe nero. Mescola bene con le mani per almeno due minuti fino a ottenere un impasto omogeneo e compatto. Non deve risultare appiccicaticcio.
  2. Formare i cilindriPrendi circa 60 grammi di impasto e modelIalo con le mani in forma di cilindro lungo circa dieci centimetri e spesso un centimetro e mezzo. Appoggialo su una carta da forno. Ripeti l'operazione fino a esaurire l'impasto, ottenendo otto spiedini.
  3. Aggiungere il ripienoPratica una leggera incisione longitudinale nel mezzo di ogni cilindro, senza tagliarlo completamente. Inserisci dentro circa 15 grammi di ragù caldo e un cucchiaio di formaggio grattugiato. Chiudi bene la carne intorno al ripieno sigillando i bordi con le dita umide.
  4. Preparare la panaturaIn un piatto basso versa i 50 grammi di pangrattato rimasto. In un altro piatto batte l'uovo rimanente con una forchetta. Disponi i due piatti vicini in sequenza.
  5. Panare gli spiediniInfila ogni cilindro di carne in uno stecco di legno piccolo, partendo da un'estremità. Immergi lo spiedino nell'uovo battuto da entrambi i lati, lascia scolare l'eccesso, poi passa il pangrattato premendo leggermente perché aderisca bene su tutta la superficie. Posa su un piatto e ripeti con i rimanenti.
  6. FriggereScalda l'olio di semi in una padella profonda fino a 170 gradi (o finché una briciola di pane fritta in due secondi). Immergi gli spiedini con delicatezza, tre o quattro per volta, per circa quattro minuti continuando a ruotarli con una pinza in modo che la panatura si dori in modo uniforme. Estrai e sgocciola su carta assorbente per un minuto. La panatura deve risultare croccante e color oro-marrone.
  7. Riposare e servireLascia riposare gli spiedini per due minuti su un piatto con carta assorbente prima di servirli. Accompagna con limone fresco e presenta ancora caldi.

L'errore da non fare

L'errore più frequente è non seccare bene l'impasto di carne prima della panatura, facendolo risultare troppo umido. Se l'impasto è appiccicaticcio durante la formazione, l'uovo e il pangrattato non aderiranno uniformemente e gli spiedini durante la fritura perderanno panatura e ripieno. Un altro errore comune è friggere a temperatura troppo bassa: lo spiedino assorbe olio e diventa unto anziché croccante. La temperatura deve essere controlIata per ottenere una doratura rapida della panatura mentre l'interno rimane umido.

I nostri consigli

Quando prepararla

Gli spiedini catanesi si preparano bene in primavera e estate come secondo piatto principale servito tiepido, oppure in autunno per piatti più robusti. Durante l'inverno rimangono un'ottima opzione per il pranzo domenicale in famiglia. Sono ideali anche per feste e tavolate informali perché si mangiano facilmente con le mani grazie allo stecco, richiedono una preparazione che può essere fatta in anticipo e scaldano il piatto se serviti ancora caldi.

Domande frequenti