Lo stracotto agrigentino si presenta come un pezzo intero di manzo dalla superficie brunita, da cui fuoriesce, al taglio, una carne morbidissima e quasi fibrosa nel colore. Intorno nuota un sugo denso e scuro, quasi aderente alla carne, arricchito dalle verdure rimaste nel fondo: cipolle e carote disintegrate che creano una sorta di intingolo. Il piatto si serve caldo, direttamente nel fondo di cucina, con pane toscano o pane di semola per raccogliere ogni goccia di salsa.

Gusto

Il sapore è profondo e sfaccettato. La carne assorbe completamente il vino rosso, le spezie e il lento rilascio del midollo delle ossa, creando una morbidezza quasi dolciastra sotto la croste di soffrittura esterna. L'aroma dominante è quello della cipolla caramellata e del vino ridotto, con accenni di alloro e pepe. Si serve caldo nel suo stesso sugo e si accompagna tradizionalmente con pane rusttico per pulire il piatto.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati sugli ingredienti tipici della ricetta. Variano secondo dosi, marche, metodi di cottura e genuinità dei prodotti.

Preparazione15 min
Cottura300 min
Difficoltàfacile
Porzioni6 persone
Costomedio
Stagioneautunno/inverno
Ingredienti
  1. Preparare il soffrittoAffettare grossolanamente le cipolle, le carote e il sedano. In una pentola grande o in una cocottina, scaldare l'olio a fuoco medio e inserire le verdure tagliate. Lasciarle stufare per 8-10 minuti, mescolando ogni tanto, finché non iniziano a prendere colore ma restano ancora croccanti.
  2. Rosolare la carneTirare la carne dalla pentola, alzare il fuoco a medio-alto e inserire il pezzo di manzo nel soffritto caldo. Rosolare tutti i lati per 6-8 minuti totali, finché la carne non sviluppa una crosta bruna uniforme. Non girarla troppo spesso, altrimenti non si forma la crosticina.
  3. Sfumare col vinoVersare il vino rosso sulla carne. Far evaporare a fuoco vivace per 5-7 minuti, rimestando piano. L'alcol deve risultare totalmente evaporato e il sugo deve ridursi visibilmente.
  4. Aggiungere il brodoAggiungere il brodo caldo, l'alloro e i grani di pepe. La carne deve essere coperta a metà dal liquido. Portare a ebollizione, coprire con il coperchio e abbassare il fuoco al minimo. La cottura deve procedere a sobbollimento, non a bollitura forte.
  5. Cottura lentaLasciar cuocere per 4-5 ore circa, girando la carne ogni 45 minuti e controllando che il liquido non si asciughi del tutto. Se il fondo della pentola inizia a seccare troppo, aggiungere mezzo bicchiere di brodo tiepido. La carne deve risultare tenerissima quando la forca perfora facilmente la fibra muscolare.
  6. Finire il sugoA cottura ultimata, estirpare la carne con un cucchiaio forato e metterla in un piatto coperto al caldo. Filtrare il sugo o ridurlo in padella se troppo liquido, mescolando bene per incorporare gli avanzi di verdura cotta. Assaggiare e salare se necessario.
  7. ImpiattamentoAffettare la carne a fette spesse un dito, disporle nel piatto e versare il sugo sopra. Servire subito, accompagnato con pane toscano o pane di semola.

L'errore da non fare

Non accelerare la cottura con fuoco alto. Lo stracotto ha bisogno di temperature basse costanti: un fuoco troppo forte cuoce solo l'esterno mentre l'interno rimane duro. Allo stesso modo, non lasciare scoperto: l'umidità che rimane dentro la pentola è fondamentale per ammorbidire le fibre. Un'altra trappola è girare la carne continuamente o lasciarla scoperta a riposare per ore prima della cottura: perde il suo succo naturale.

I nostri consigli

Quando prepararla

Lo stracotto agrigentino è un piatto squisitamente invernale. Perfetto da ottobre a marzo, quando le temperature scendono e il corpo chiede cibi calorici e avvolgenti. Ideale per domeniche in famiglia, festività natalizie o cene importanti dove si ha tempo di dedicarsi al fuoco lento. In estate se ne sconsiglia la preparazione, non per il caldo della cucina ma perché la carne pesante non trova il suo equilibrio con il clima torrido.

Domande frequenti