La «puccia» è un pane soffice e compatto, dal colore dorato caldo, lungo circa 20 centimetri e largo 10, con la forma allungata di una piccola ciabatta. Una volta tagliata in orizzontale, rivela l'interno bianchissimo e ben strutturato, pronto a ospitare il ripieno. Quando è farcita di avanzi di cotture, la si vede gonfia e generosa, con tracce di ragù che fuoriescono dalle spaccature laterali, mozzarella che intravede dalla ferita del taglio, verdure che sporgono leggermente. Servita ancora tiepida, appoggiata sul piatto senza contorno, è una cosa d'aspetto franco e della cucina che non fa complimenti.

Gusto

Mordi una fetta di puccia ripiena e il primo effetto è il contrasto: il pane soffice cede sotto i denti mentre il ripieno di avanzi, spesso un ragù di carne o un soffritto di verdure, dona subito sapore rotondo e maturo. Se contiene formaggio, la mozzarella calda fila in bocca. Se ha spezzatino o carne bollita sminuzzata, restituisce quella ricchezza umami che viene dalle cotture lunghe. Si mangia da sola, tiepida o a temperatura ambiente, magari con un dito di acqua o vino bianco. È un piatto completo, la merenda che sostituisce il pranzo.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati su pane, ragù di manzo e mozzarella. Variano secondo le proporzioni dei resti usati, il tipo di formaggio e la quantità di olio nel ripieno.

Preparazione30 min
Cottura25 min
Difficoltàfacile
Porzioni4 persone
Costobasso
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  1. Impasto baseIn una ciotola grande, versa la farina, crea una fontana al centro e aggiungi il lievito sbriciolato direttamente in 100 ml di acqua tiepida. Mescola con le dita fino a ottenere una pasta ruvida, poi aggiungi gradualmente il resto dell'acqua e il sale. Lavora l'impasto con le mani per 10 minuti finché non diventa liscio e elastico. Se è troppo appiccicaticcio, aggiungi poco olio.
  2. Prima lievitazioneForma una palla, sistemala in una ciotola unta di olio, copri con un panno umido e lascia riposare 1 ora in luogo tiepido e riparato dalle correnti d'aria. L'impasto deve raddoppiare di volume.
  3. Preparazione del ripienoNel frattempo, taglia la mozzarella in dadini di circa 1 centimetro, sminuzza bene il ragù se troppo grossolano, affetta finemente le verdure grigliate in modo che non rilascino troppo succo. Mescola il tutto in una ciotola con un pizzico di sale. Se il ripieno è molto bagnato, filtralo con un colino per 15 minuti.
  4. Divisione e modellaturaDividi l'impasto lievitato in 4 parti uguali. Su una spianatoia leggermente infarinata, stendi ogni pezzo con il palmo della mano fino a formare un rettangolo di circa 25 centimetri per 12. Distribuisci il ripieno su metà del rettangolo, lasciando 2 centimetri di bordo libero. Piega l'altra metà sopra, sigilla i bordi premendo con le dita, poi ripiega i lati lunghi verso il centro per creare una forma compatta.
  5. Seconda lievitazioneAppoggia le 4 pucce su una teglia rivestita di carta forno, copri con un panno umido e lascia riposare 45 minuti. Devono gonfiarsi visibilmente.
  6. CotturaPreriscalda il forno a 200 gradi Celsius. Spennella leggermente le pucce con olio, pratica 3 o 4 piccole incisioni sulla superficie con un coltello affilato. Inforna per 25 minuti finché la crosta non diventa dorata e il suono è vuoto quando le colpisci sul fondo.
  7. Riposo finaleEstrai dal forno e appoggia su una griglia. Attendi 10 minuti prima di servire, in modo che la struttura interna si stabilizzi e il formaggio si solidifichi leggermente.

L'errore da non fare

Non confondere il riscaldamento del ripieno freddo direttamente dentro la puccia. Se il ripieno viene dal frigorifero, riscaldalo brevemente a fuoco dolce in un tegamino prima di farcire, altrimenti l'impasto non cuocerà in modo uniforme e il centro resterà umido o addirittura freddo. Inoltre, non comprimere troppo l'impasto durante la modellatura: la puccia deve gonfiarsi in forno, non rimanere piatta e compatta.

I nostri consigli

Quando prepararla

La puccia è una ricetta senza stagione: il pane fatto in casa si adatta a qualsiasi mese dell'anno. Tuttavia è particolarmente utile in autunno e inverno, quando dopo le lunghe cotture dominicali (brasati, umidi, ragù) avanza sempre qualcosa. È perfetta anche come merenda per chi lavora fuori casa, da portare in borsa e mangiare senza sporcarsi le mani.

Domande frequenti