La «pitta cu' la cicoria» è un pane basso, compatto e croccante, con una crosta dorata e leggermente oleosa. L'interno rivela uno strato generoso di cicoria ripassata in verde scuro, salata e fragrante di aglio, mentre il pane rimane morbido sotto la crosta. La forma è rotonda e pressata, come un disco di circa 20 centimetri, con uno spessore di 2-3 centimetri. Quando si taglia, il ripieno non esce ma rimane ben incorporato, e l'odore di olio d'oliva e verdura cotta si diffonde subito.
Gusto
Ha un sapore salato e leggermente amaro della cicoria, contrapposto alla morbidezza del pane lievitato. L'olio d'oliva e l'aglio danno una nota piccante e aromatica, senza mai diventare grassa. Si mangia tiepida o a temperatura ambiente, spesso accompagnata da un bicchiere di vino o da una zuppa. In Sicilia si trova anche nelle sagre paesane, mentre in Toscana rimane un piatto più casalingo, preparato per il pranzo domenicale o per portare in campagna durante il lavoro.
Benessere
- La cicoria è ricca di fibre e sali minerali, con circa 0,8 g di fibre per 100 g di verdura cruda, e contiene inulina, una fibra solubile utile per il microbiota intestinale.
- Presente ferro (0,7 mg per 100 g), potassio (292 mg) e piccole quantità di calcio, magnesio e fosforo derivanti sia dalla cicoria che dal pane integrale o semolato.
- È un piatto saziante: il pane fornisce carboidrati complessi e la cicoria aggiunge volume senza calorie eccessive, rendendolo adatto a un pranzo leggero ma consistente.
- La cicoria contiene anche inulina e acidi fenolici, che hanno proprietà prebiotiche naturali apprezzate dalla ricerca nutrizionale.
- Abbinala a un'insalata fresca o a verdure crude per aumentare l'apporto di vitamine, oppure a una minestra di legumi per un pasto proteico equilibrato.
- Falso mito da sfatare: Molti credono che la cicoria sia difficile da digerire. In realtà, se bollita qualche minuto prima di ripassarla in olio, diventa molto più digeribile e il corpo assorbe meglio i nutrienti. Chi ha digestione lenta può prepararla proprio in questo modo, riducendo il tempo di cottura iniziale. Va evitata solo in caso di ulcera peptica attiva, non per ragioni diverse.
- 245 kcalEnergia
- 7 gProteine
- 8 gGrassi
- 1,5 gdi cui saturi
- 38 gCarboidrati
- 1 gdi cui zuccheri
- 2,5 gFibre
- 1,2 gSale
Valori indicativi e approssimativi, basati sugli ingredienti tipici della ricetta. Variano secondo dosi, marche, metodi di cottura e genuinità dei prodotti.
- 500 gFarina di tipo 0 o integrale
- 300 mlAcqua tiepida
- 10 gSale
- 7 gLievito di birra secco
- 800 gCicoria fresca
- 60 mlOlio d'oliva extra vergine
- 3 spicchiAglio
- q.b.Peperoncino secco (facoltativo)
- Preparare l'impastoIn una ciotola versate 300 ml di acqua tiepida, scioglietevi il lievito secco e lasciate riposare 5 minuti. Aggiungete la farina, il sale, mescolate bene con le mani per 8-10 minuti finché l'impasto non diventa omogeneo e elastico. Coprite con un canovaccio umido e fate lievitare a temperatura ambiente per 1 ora e 30 minuti, finché non raddoppia di volume.
- Pulire e bollire la cicoriaMondate la cicoria scartando le parti rovinate, lavatela bene e tagliatela a pezzi di 3-4 centimetri. Portate a ebollizione una pentola d'acqua salata, versate la cicoria e fate cuocere per 10 minuti. Scolatela bene in un colander, premete leggermente per eliminare l'acqua in eccesso.
- Ripassare la cicoriaIn un ampio tegame versate 60 ml di olio d'oliva, fate appassire l'aglio sbucciato per 2-3 minuti a fuoco medio. Aggiungete la cicoria scolata, mescolate bene per farla insaporire per altri 5-7 minuti. Regolate di sale e peperoncino se gradite. Lasciate raffreddare completamente.
- Stendere l'impastoDividete l'impasto lievitato in due parti uguali. Stendete la prima su una teglia di 28-30 centimetri di diametro, formando uno strato alto circa 1,5 centimetri. Distribuitevi sopra tutta la cicoria ripassata, ammucchiata ma uniforme.
- Coprire con la seconda parteStendete la seconda metà di impasto e sistematela sopra il ripieno di cicoria. Sigillate bene i bordi premendo con le dita, in modo che la cicoria non esca durante la cottura. Coprite con un canovaccio e fate lievitare per altri 30-40 minuti fino a che non aumenta leggermente di spessore.
- Cuocere la pittaScaldate il forno a 200°C. Bucherellate la superficie con le dita per evitare bolle d'aria, cospargete con un filo di olio d'oliva se desiderate una crosta più oleosa. Infornate per 30-35 minuti fino a quando la crosta non diventa dorata e croccante. La pitta deve risultare sonora al tappare se percossa.
- Raffreddare e servireEstraete dal forno e fate intiepidire su una gratella per 5-10 minuti. La «pitta cu' la cicoria» si mangia tiepida o a temperatura ambiente, tagliata a spicchi, preferibilmente entro il giorno stesso della preparazione.
L'errore da non fare
Non eliminate completamente l'acqua dalla cicoria bollita. Se rimane umida, la pitta assorbirà il liquido durante la lievitazione e la cottura, diventando molle e appiccicaticcio. Lo stesso accade se non fate raffreddare completamente il ripieno prima di chiudere la pitta: il vapore della cicoria ancora calda farà lievitare l'impasto in modo irregolare e la crosta non sarà uniforme. Scolatela bene con le mani, se necessario.
I nostri consigli
- Conservate la pitta sotto una campana di vetro a temperatura ambiente per 1 giorno. Se volete tenerla più a lungo, avvolgetela in carta stagnola e riponete in freezer per fino a 3 settimane. Ripassatela qualche minuto in forno per riprendere croccantezza prima di servire.
- Se non trovate cicoria fresca, potete usare radicchio rosso o un misto di verdure amare come broccoletti di rapa (già cotti e scolati bene). Il sapore cambia leggermente ma rimane nelle tradizioni contadine.
- Aggiungete uno spicchio di aglio intero non tagliato durante la bollitura della cicoria: rende il sapore meno aspro senza appesantire il finale. Toglieteìo prima di ripassare.
- Se amate il peperoncino, non mettetelo nella cicoria ma cospargete la pitta finita con un pizzico di peperoncino sbriciolato: mantiene la freschezza e non brucia durante la cottura prolungata.
Quando prepararla
La «pitta cu' la cicoria» si prepara soprattutto in autunno e inverno, quando la cicoria è al suo massimo di sapore e disponibilità. In Sicilia la si trova anche nelle festività paesane dedicate alla ricchezza agricola. È un piatto perfetto per il pranzo domenicale in famiglia o da portare in picnic freddo durante le escursioni di stagione fredda, poiché mantiene bene il suo sapore anche tiepida.
Domande frequenti
- Posso usare cicoria surgelata? Sì, ma deve essere della varietà già pulita e precotta. Scolatela molto bene da eventuali cristalli di ghiaccio e procedete come per la cicoria fresca bollita, partendo dal ripassaggio in olio.
- Quanto lievita l'impasto se faccio tutto al mattino? Se lavorate al mattino, la prima lievitazione sarà più rapida (circa 1 ora a 20-22°C). La seconda lievitazione dopo l'assemblaggio bastano 20-25 minuti. Dipende sempre dalla temperatura ambiente.
- La pitta rimane croccante il giorno dopo? La crosta inizia a perdere croccantezza dopo 6-8 ore. Potete riscaldarla brevemente in forno a 180°C per 3-4 minuti prima di servire.
- Quale olio d'oliva usiamo? Un olio robusto, non un delicato: la cicoria e l'impasto hanno sapori forti e hanno bisogno di un olio di corpo per non farsi schiacciare.