Chi ha provato a fare pane integrale con lievitazione naturale si è accorto subito che l'impasto si comporta diversamente da quello bianco. La farina integrale assorbe più acqua, l'impasto è più difficile da gestire, e i tempi di lievitazione sono tutt'altro che scontati. Non è questione di seguire una ricetta come un manuale: è imparare a leggere quello che succede nella ciotola.

Preparazione20 min
Cottura40 min
Difficolta'impegnativa
Porzioni2 pani
Costobasso
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  1. Attivare il lievitoIl lievito madre deve essere fresco e attivo, con bolle in superficie e odore acido lievemente piacevole. Se viene dal frigorifero, toglilo almeno 4 ore prima e alimentalo una volta con farina e acqua in proporzioni uguali. Deve raddoppiare prima di usarlo.
  2. Mescolare gli ingredientiIn una ciotola grande versai il lievito madre e un po' dell'acqua, muovi bene per scioglierlo. Aggiungi la farina integrale e il resto dell'acqua poco a poco. L'impasto deve essere morbido e appiccicaticcio: se la farina è molto assorbente, potresti arrivare a 360-370 ml di acqua. Non aggiungere il sale subito.
  3. Primo riposo e autolyseCopri la ciotola con un panno umido e lascia riposare per 30 minuti a temperatura ambiente. Questo riposo permette alla farina di assorbire tutta l'acqua senza resistere. L'impasto diventa più elastico naturalmente.
  4. Aggiungere il sale e impastareDopo il riposo, sciolgi il sale in 15 ml di acqua e versalo nell'impasto. Incorporalo con movimenti decisi per 5-8 minuti, piegando l'impasto su se stesso. Non deve essere perfettamente liscio, ma deve tenere insieme coesione.
  5. Primo aumento di volumeMetti l'impasto in ciotola pulita e coperta con panno umido. Lascialo a temperatura ambiente per 4-6 ore. Durante questo tempo esegui 4 o 5 ripiegamenti ogni ora nei primi 3 ore: tira l'impasto da un lato e ripiegalo su se stesso, ruota la ciotola, ripeti da tutti gli angoli. Questo sviluppa la maglia glutinica senza impastare violentemente.
  6. Modellare e lievitazione finaleQuando l'impasto avrà aumentato di volume di circa il 50%, rovescialo su piano infarinato. Forma due pani tirati, metti in banneton infarinati e copri. La lievitazione finale in frigorifero notturno per 12-16 ore rallenta i tempi, sviluppa il sapore e facilita la sfogliatura. Se preferisci a temperatura ambiente, bastano 2-3 ore finché l'impasto non cede leggermente alla pressione del dito.
  7. InfornarePreriscalda il forno con una pentola coperta dentro a 250 gradi per 45 minuti. Capovolgi l'impasto sul pane bollente, fai un taglio profondo in superficie. Abbassa a 230 gradi, inforna coperto per 20 minuti. Togli il coperchio e cuoci altri 20 minuti finché la crosta sia scura e l'impasto suoni cavo quando batti il fondo.

L'errore da non fare

L'errore più grosso è pensare che il pane integrale lieviti come quello bianco. Non aggiungere acqua basandoti su ricette fatte per farine raffinate: la farina integrale ne assorbe il 15-20 per cento in più perché contiene crusca e germe, che sono porosi. Se aggiungi poca acqua, l'impasto crolla, non lievita bene e il pane viene secco e compatto. Se invece affretti i tempi perché pensi che sia sufficiente il doppio della lievitazione normale, il lievito non ha tempo di metabolizzare la crusca e sviluppare sapore. La fermentazione lunga è quello che rende il pane integrale digeribile e saporito.

Il commento di Renato

Mio nonno diceva che il pane integrale è la prova del fuoco per un fornaio. Quando ero ragazzo nel suo laboratorio, vedevo come metteva più acqua nell'impasto integrale, e io pensavo che sbagliasse. Invece capii che stava leggendo la farina con le mani, non contando millilitri. La crusca chiede acqua, altrimenti rimane dura e l'impasto non si amalgama. Ho imparato a sentire quella differenza, il cambiamento di consistenza durante i ripiegamenti, il modo in cui la maglia si sviluppa più lentamente. Adesso nel mio forno il pane integrale con lievito madre è il pane che più rispetto: perché non ha fretta e non se ne deve avere. La fermentazione lunga fa miracoli, trasforma quella farina scura in qualcosa di leggero, digeribile, profumato. Non è velocità quello che serve, è pazienza e attenzione.