Le orecchiette arrivano in tavola rivestite da un ragù denso e scuro, con la caratteristica forma concava della pasta che raccoglie il sugo in ogni cavità. Il colore del piatto è caldo, che tende al marrone ramato del ragù ben ridotto, con punti di rosso più vivo dove affiora il pomodoro. Se gratugiate bene, il formaggio si distribuisce bianco sulla superficie, creando un contrasto con il ragù. Alcune gocce di olio d'oliva finiscono sulla pasta, che rimane asciutta e leggermente lucida, non appiccicatizia.

Gusto

Il sapore è caldo e profondo: la carne di manzo lascia note umami che si mescolano alla dolcezza concentrata del pomodoro e all'aroma del soffritto. Le orecchiette mantengono il morso, la pasta non scuoce nemmeno nella ricchezza del ragù. Si serve con formaggio grattugiato generoso e un filo d'olio d'oliva crudo. L'abbinamento tradizionale prevede un vino rosso secco, non frizzante.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati sugli ingredienti tipici della ricetta. Variano secondo dosi, marche, metodi di cottura e genuinità dei prodotti.

Preparazione20 min
Cottura180 min
Difficoltàmedia
Porzioni4 persone
Costomedio
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  1. Il soffrittoTagliate cipolla, carota e sedano in dadi molto piccoli. Riscaldate l'olio d'oliva in un tegame pesante a fuoco medio e versate il soffritto. Lasciate rosolare per circa 8-10 minuti, mescolando spesso, finché non diventa trasparente e profumato. L'aglio intero, schiacciato, entra adesso e cuoce insieme per un altro minuto.
  2. La cottura della carneAumentate il fuoco a temperature medio-alti. Versate la carne tritata direttamente nel soffritto e mescolate con un cucchiaio di legno, rompendola con pressione. Lasciate rosolare per circa 6-8 minuti finché non cambia colore da rosa a marrone uniforme. Non aggiungete liquidi in questa fase.
  3. Il vinoVersate il vino rosso e mescolate bene. Lasciate evaporare il vino a fuoco vivace per circa 3-4 minuti: dovrete sentire l'aroma forte dell'alcol dissolversi. Se usate vino di qualità decente, il ragù guadagna profondità.
  4. I pomodoriAggiungete i pomodori pelati o la passata, salate con mezzo cucchiaino di sale. Mescolate bene. Se usate pelati interi, rompeteli con il cucchiaio di legno. Il ragù adesso è liquido: portatelo a ebollizione dolce, poi abbassate al minimo.
  5. La cottura lentaCoprite il tegame con un coperchio leggermente inclinato, lasciando sfogare il vapore. Cuocete per almeno 2,5-3 ore a fuoco lentissimo. Il ragù deve sobbollire appena, con piccole bolle che si formano ogni tanto. Girate la carne almeno due volte a metà cottura. Verso la fine della cottura, il ragù sarà scuro, denso e quasi secco, senza liquido in eccesso. Se è troppo liquido negli ultimi 30 minuti, togliere il coperchio.
  6. Cottura della pastaPortate a ebollizione una pentola grande d'acqua salata con sale grosso (almeno 10 litri di acqua per 400 grammi di pasta). Quando l'acqua bolle forte, versate le orecchiette e mescolate bene. Cuocete secondo il tempo sulla confezione meno un minuto: controllate che restino al dente, mordenti al centro.
  7. L'assemblaggioScolate la pasta mantenendo un mestolo o due d'acqua di cottura. Versate le orecchiette direttamente nel tegame del ragù ancora a fuoco basso e mescolate per 1-2 minuti, aggiungendo un po' d'acqua di cottura se il ragù risulta troppo denso. La pasta deve essere rivestita di ragù, non galleggiare in brodo. Spegnete il fuoco, aggiungete il formaggio grattugiato, mescolate e servite subito.

L'errore da non fare

Non abbreviate la cottura del ragù nella speranza di risparmiare tempo. Un ragù cotto per 45 minuti o un'ora rimane insipido e la carne dura. La lunga cottura lenta, almeno due ore e mezza, trasforma il manzo in una polpa tenera e il sugo diventa complesso. Se fretta, preferite altre ricette. Altro errore comune è aggiungere troppo liquido durante la cottura: il ragù deve ridursi e concentrarsi, non deve rimanere una minestra.

I nostri consigli

Quando prepararla

Le orecchiette con ragù sono perfette nei mesi freddi: autunno e inverno, quando la cucina a fuoco lento scalda la casa. Va bene anche in primavera serena, ma d'estate risulta troppo pesante per il caldo. È un piatto di domenica, per quando avete tempo di stare in cucina senza fretta. Occasioni: ricorrenze familiari, cene informali, visite di amici che sanno che mangeranno bene.

Domande frequenti