Il piatto arriva in tavola caldo ma sobrio: le fave gialle ammorbidite brillano di olio d'oliva, la cicoria selvatica è di un verde scuro intenso e leggermente appassita dal calore della padella, i bordi delle foglie appena croccanti. Tutto si poggia morbido nel piatto fondo, senza fronzoli. Un filo d'olio crudo lucida la superficie. Accanto, il pane tostato aspetta di assorbire il brodo delicato delle fave e il sapore amaro della verdura.

Gusto

Il sapore è netto e terrestre: le fave offrono una dolcezza naturale e una cremosità che nasce dalla cottura lenta, la cicoria regala amarezza pulita e un'aroma caratteristico che non è aggressivo ma persistente. L'olio d'oliva crudo finale apre tutto, dà tondezza. Si mangia tiepido, non caldissimo, il pane insieme serve a raccogliere il brodo sottile che si forma nel piatto. In Campania si accompagna con vino bianco secco, in Toscana da sola è già una cena.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati su fave secche cotte e cicoria ripassata in olio. Variano secondo la proporzione di cicoria, il tipo di fava e la quantità di olio aggiunto.

Preparazione15 min
Cottura60 min
Difficolta'facile
Porzioni4 persone
Costobasso
Stagioneinverno
Ingredienti
  1. Ammollare le faveLa sera prima, metti le fave secche in una ciotola con acqua fredda abbondante. Lasciale a mollo per almeno 8 ore, meglio una notte intera. Noterai che aumenteranno di volume.
  2. Scolare e cuocereIl giorno dopo scola le fave, versa 500 ml d'acqua fresca in una pentola e portala a ebollizione. Aggiungi le fave e un pizzico di sale. Fai cuocere a fuoco medio per circa 50 minuti, finché le fave sono morbide e cominciano a perdere leggermente la forma. Non devono ridursi a poltiglia, mantenere una certa consistenza.
  3. Preparare la cicoriaMentre le fave cuociono, lava la cicoria fresca con cura, togliendole foglie esterne se appassite. Asciugala tamponando con un canovaccio pulito e tagliale in pezzi di 3-4 cm, lasciando intero il cuore se piccolo.
  4. Rosolare l'aglioIn una padella larga versa 40 ml di olio d'oliva a fuoco medio. Sciacqua gli spicchi d'aglio e mettili interi nel soffritto. Lascia che profumino per 2 minuti, senza farli bruciare, poi toglilo con un cucchiaio forato.
  5. Ripassare la cicoriaVersa la cicoria pulita direttamente nella padella con l'olio profumato. Mescola a fiamma ancora media per 5-7 minuti, fino a che la cicoria non appassisce e le foglie diventano più scure. Aggiusta di sale e pepe.
  6. Assemblare il piattoDividi le fave cotte in quattro piatti fondi, distribuendo equamente il loro brodo leggero. Componi sopra la cicoria ripassata ancora tiepida, divisa uniformemente. Versa mezzo cucchiaio scarso di olio crudo su ogni porzione, quello rimasto dei 60 ml.
  7. Riposare e servireAttendi 3-4 minuti prima di servire. Il piatto deve arrivare tiepido in tavola, non caldissimo. Accompagna con pane tostato a parte.

L'errore da non fare

Non tostare l'aglio più di tanto né farlo friggere, altrimenti brucia e ammarica tutto il piatto. Se lo aglio diventa marrone, butta via il soffritto e ricomincia con olio nuovo. Un secondo errore frequente è cuocere le fave già tenere come se fossero ancora dure: una volta che si rompono a pressione leggera con il dorso del cucchiaio, tolgile subito dal fuoco, altrimenti diventano pappa. La cicoria va ripassata rapidamente, non soffritta: 5-7 minuti bastano e avanzano.

I nostri consigli

Quando prepararla

Questo piatto è un classico del 17 gennaio, festa di sant'Antonio Abate, quando il freddo invernale è al massimo e le cucine povere tradizionali sfruttavano ingredienti conservati e secchi. Va bene però per tutta la stagione fredda, da novembre a marzo, quando la cicoria selvatica è reperibile al mercato e il desiderio di piatti caldi e leggeri insieme si fa sentire.

Domande frequenti