Un vino da tavola si riconosce dal colore limpido e omogeneo, senza sfumature opache, e dalla pulizia del bicchiere dopo il primo sorso. Se è rosso, può variare dal granato scuro al rubino chiaro secondo l'uvaggio e l'annata. Se è bianco, tende al giallo paglierino o al dorato leggero, senza tracce di ossidazione marrone. L'etichetta riporta semplicemente «vino da tavola» o «vino da tavola IGT» se rientra in un'indicazione geografica, e manca la menzione di DOCG o DOC. Nel calice il vino si presenta limpido, senza sedimenti visibili, con una spuma di bollicine che scompare in pochi secondi se è fermo.

Gusto

Il vino da tavola del Novarese conserva una bevibilità diretta e una struttura tannica moderata se rosso, oppure una freschezza equilibrata se bianco. Non insegue complessità aromatiche rare, ma offre note franche di frutta rossa matura, a volte un accenno erbaceo che rimanda al territorio. Si beve giovane, a temperatura ambiente se rosso leggero, leggermente fresco se bianco, e si abbina naturalmente ai piatti quotidiani: un arrosto di vitello, un risotto ai funghi, un formaggio semi-stagionato, una minestra d'orzo. È il vino che non richiede cerimonia, ma che sa stare a tavola.

Benessere

Valori nutrizionali (per 150 ml - un bicchiere)

Valori indicativi per un vino rosso fermo da tavola a 12,5% di alcol vol. Il contenuto calorico è determinato principalmente dall'etanolo e dagli zuccheri residui. Variano secondo la concentrazione alcolica e il residuo secco del prodotto specifico.

Preparazione0 min
Cottura0 min
Difficoltàfacile
Porzioni1 persona
Costobasso
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  1. Leggere l'etichettaVerificare che la bottiglia riporti la scritta «vino da tavola» e il nome del produttore. Controllare la gradazione alcolica, che in genere varia da 11 a 14 gradi. Notare se c'è menzione di solfiti aggiunti o altre avvertenze allergeni.
  2. Scegliere il rosso o il biancoIl rosso da tavola novarese accompagna piatti di carne brasata, risotto ai funghi, formaggi stagionati. Il bianco si sposa con pesce di acqua dolce, minestre leggere, formaggi freschi. La scelta non è rigida, ma dipende da ciò che si mangia.
  3. Conservare in luogo idoneoTenere la bottiglia in una cantina fredda, buia e senza vibrazioni. Se non possiedi una cantina, basta un ripiano basso della dispensa, lontano da fonti di calore e luce diretta. Il vino da tavola giovane si consuma entro due anni dall'acquisto.
  4. Aprire e degustareStappare la bottiglia 15 minuti prima di versare. Se è rosso leggero, può stare a temperatura ambiente; se è bianco, raffreddare il bicchiere con un cubetto di ghiaccio o metterlo qualche minuto in freezer. Versare lentamente per osservare il colore e la limpidezza.
  5. Assaggiare con attenzioneFare un sorso piccolo, tenere il vino in bocca per tre secondi, notare il sapore dominante e l'eventuale amarezza finale. Se è piacevole, continuare con il pasto. Se non soddisfa, non forzarsi: un vino da tavola ha valore se bevi volentieri.
  6. Abbinare al ciboMangiare insieme vino e piatto, alternando sorsi e boccate. Osservare come il vino cambia sapore con il cibo e come il cibo diventa più piacevole. Questo dialogo semplice è il vero senso del vino a tavola.
  7. Conservare la bottiglia apertaSe avanza vino, tappare bene e mettere in frigo. Il vino da tavola rosso o bianco si mantiene aperto per 3-4 giorni, poi inizia a ossidarsi e perde freschezza. Usarlo in cucina se le qualità organolettiche calano.

L'errore da non fare

Non confondere il vino da tavola con il vino di scarsa qualità perché non ha una certificazione DOCG. Molti «vini da tavola» sono scelti di proposito dal produttore proprio per libertà di uvaggio e metodi: sono vini consapevoli, non dimenticati. L'errore è giudicarlo a priori come inferiore. Assaggia con serietà, indipendentemente dall'etichetta. Un altro errore comune è servire il vino da tavola in un bicchiere sporco o già sporco di altre bevande: il gusto si inquina subito e non puoi capire davvero cosa stai bevendo.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il vino da tavola del Novarese si gusta durante tutto l'anno, perché è una bevanda quotidiana e senza pretese stagionali. In inverno accompagna i piatti caldi di cucina contadina: minestre, risotti, brasati. In estate, se bianco, si apprezza leggermente più fresco con piatti di pesce di acqua dolce e insalate elaborate. Non è legato a ricorrenze specifiche, ma è il vino della tavola ordinaria, che ritorna al pasto senza occasione.

Domande frequenti