Il Vermouth d'Asti che vedete nel bicchiere ha quel colore giallo dorato con riflessi ambrati, quasi trasparente alla luce, con una densità visibile che suggerisce ricchezza aromatica. L'aspetto è pulito e brillante, privo di torbidità, con bolle minuscole che salgono lentamente. Quando lo servite in un calice a temperatura ambiente o leggermente freddo, il profumo che sale è complesso: predominano le note di assenzio, seguite da spezie dolci e quel sentore di buccia d'arancia che caratterizza il profilo olfattivo. La consistenza nel calice scivola con lentezza, coating il vetro di un velo aromatico persistente.

Gusto

Il sapore del Vermouth d'Asti fatto in casa è secco ma bilanciato, con una punta di amaro nobile dovuta all'assenzio e alla radice di genziana. La china aggiunge una delicata amarezza tonica, mentre i chiodi di garofano e il cardamomo regalano note dolci e leggermente piccanti. È tradizionale berlo secco come aperitivo, magari con una leggera diluzione con soda e una scorza di agrume, oppure utilizzarlo come base per cocktail classici come il Martini. Il finale è persistente e asciutto, senza residui zuccherini.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 ml)

Valori indicativi e approssimativi, basati su vino bianco secco infuso con erbe aromatiche e spezie, senza aggiunta di sciroppi. Variano secondo le proporzioni di alcol, tipo di vino e quantità di zuccheri residui nel vino stesso.

Preparazione15 min
Infusione3-4 settimane
Difficoltàfacile
Porzioni10-12 persone
Costomedio
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  1. Preparare i vasi steriliDisinfettate due bottiglie di vetro scuro da 500 ml con acqua bollente e lasciatele asciugare completamente per 30 minuti. La luce diretta rovina le erbe, quindi il vetro scuro è essenziale.
  2. Togliere la scorza d'aranciaCon un pelapatate, ricavate sottili strisce di scorza d'arancia cercando di non includere la parte bianca amara. Tagliate la scorza in pezzi di circa 2 cm.
  3. Assemblare gli ingredienti secchiIn un mortaio, schiacciate leggermente i chiodi di garofano e le bacche di cardamomo per rilasciare gli oli essenziali. Dividete l'assenzio, la genziana e la china in due porzioni uguali, una per ogni bottiglia.
  4. Versare vino e alcolDistribuite il vino bianco secco nelle due bottiglie in parti uguali, circa 375 ml per bottiglia. Aggiungete 100 ml di alcol alimentare o brandy per bottiglia.
  5. Infondere le erbe e le spezieMettete la metà delle erbe secche (assenzio, genziana, china), i chiodi di garofano schiacciati, il cardamomo e metà della scorza d'arancia in ciascuna bottiglia. Chiudete ermeticamente e agitate delicatamente per 30 secondi.
  6. Lasciare riposare l'infusioneConservate le bottiglie in luogo fresco e al riparo dalla luce diretta per 3-4 settimane. Agitate leggermente ogni 4-5 giorni per redistribuire le sostanze aromatiche. Vedrete il colore diventare progressivamente giallo dorato.
  7. Filtrare e affinicarePassate il contenuto attraverso un filtro di carta o un colino foderato di garza fine per separare le erbe. Riscaldate leggermente l'acqua demineralizzata (non bollente, circa 60 gradi), sciogliete lo zucchero e versatelo nel vermouth filtrato. Mescolate bene e lasciate riposare altri 3-7 giorni prima di servire per equilibrare i sapori.

L'errore da non fare

Non usate vino dolce o moscato passito come base: il Vermouth d'Asti deve partire da un vino secco per mantenere quella caratteristica amarezza bilanciata che lo rende un aperitivo digestivo. Inoltre, non riempite i vasi troppo fino all'orlo: durante l'infusione le erbe rilasciano umidità e potrebbe straripare. Infine, non esponete mai le bottiglie di infusione al sole diretto, che brucia le erbe aromatiche e le rende inutili dal punto di vista organolettico.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il Vermouth d'Asti è perfetto da preparare in autunno o all'inizio dell'inverno, quando potete contare su 3-4 settimane di infusione tranquilla in casa. L'occasione migliore è quando avete ospiti attesi per una cena con anticipo, così da avere il tempo di affinicare la bevanda. Durante l'estate è meno pratico perché il caldo accelera i processi di infusione e rende più difficile mantenere la stabilità aromatica, sebbene sia comunque fattibile.

Domande frequenti