La trippa d'agnello è uno di quei piatti che non si dimentica quando viene preparato bene. Nel piatto finito appare come bocconi lunghi e ondulati, dalla superficie leggera e quasi spugnosa, di colore bianco avorio o leggermente rosato secondo come è stata pulita, completamente immersa in una salsa densa di pomodoro scuro che vira al rosso mattone dopo la cottura. Il brodo ha assorbito il sapore della carne e delle erbe. Attorno al piatto, una polenta morbida oppure pane tostato cattura la salsa rimasta. La trippa è visibilmente tenera al primo sguardo, quasi a sciogliersi se toccata con il cucchiaio.

Gusto

La trippa d'agnello in umido ha un sapore deciso ma non violento, terroso e leggermente dolciastro grazie al lungo contatto con i pomodori e la cipolla. La nota aromatica che caratterizza il piatto viene dal rosmarino e dalla salvia aggiunti a cottura lenta, che penetrano la carne e creano una complessità gustativa propria dei piatti umidi tradizionali. Si serve sempre nel suo brodo, da mangiare con un cucchiaio da portata, accompagnata da pane o polenta per raccogliere il sugo. L'abbinamento classico è con un vino rosso di corpo medio, acidità decisa, oppure con un bianco secco se si preferisce un contrasto.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati sugli ingredienti tipici della ricetta. Variano secondo dosi, marche, metodi di cottura e genuinità dei prodotti.

Preparazione20 min
Cottura120 min
Difficoltàmedia
Porzioni4 persone
Costobasso
Stagioneautunno, inverno
Ingredienti
  1. Pulire la trippaSe usi trippa fresca dal macellaio, passala rapidamente sotto acqua fredda e asciugala con carta. Se congelata, scongelala lentamente in frigorifero la notte prima. Tagliarla in bocconi di circa 4-5 cm, mantenendo l'ondulazione naturale della membrana.
  2. Rosolare la cipollaScalda l'olio in una pentola pesante a fuoco medio. Aggiungi la cipolla tritata e lasciala cuocere 6-7 minuti, finché non diventa traslucida e leggermente dorata. Non farla scurire.
  3. Aggiungere aglio e erbeIncorpora gli spicchi di aglio schiacciati, il rosmarino e la salvia interi (li toglierai prima di servire). Mescola per 2 minuti finché non senti bene il profumo.
  4. Aggiungere la trippaVersaci dentro la trippa a bocconi. Mescola bene per 3-4 minuti a fuoco vivo, così la carne perde i liquidi in eccesso e inizia a rosolari leggermente sui bordi.
  5. Sfumare con pomodori e brodoVersa i pomodori pelati schiacciandoli con un cucchiaio di legno, aggiungi il brodo tiepido. Sala e pepa leggermente. Porta a ebollizione, poi abassa il fuoco al minimo.
  6. Cottura lenta in umidoCopri la pentola con il coperchio lasciandolo leggermente sbilenco. Cuoci a fuoco bassissimo per 2 ore, mescolando ogni 30 minuti. La trippa deve stare sempre immersa nel brodo: se scende di livello, aggiungi acqua tiepida. Dopo 90 minuti, controlla con un cucchiaio: la trippa deve rompersi facilmente sotto la pressione delicata.
  7. Rifinire e servireA cottura terminata, estrai i rametti di rosmarino, la salvia e gli spicchi di aglio. Assaggia e correggi di sale e pepe. La salsa deve essere densa, non brodosa. Servi subito in piatti fondi caldi, con pane tostato o polenta a parte.

L'errore da non fare

L'errore più comune è cuocere la trippa a fuoco troppo alto o per un tempo troppo breve. Chi non ha abitudine con questo ingrediente spesso abbassa il fuoco solo a metà e la pensa pronta in 45 minuti: così rimane gommosa, difficile da masticare e il sapore non penetra. La trippa richiede un minimo di un'ora e mezza a fuoco dolcissimo. Un secondo errore è non pulirla bene: la trippa deve arrivare in cucina già mondati, ma se avverti odore sgradevole, sciacquala ancora e asciugala bene con carta. Infine, non togliere le erbe aromatiche prima di servire: il rosmarino e la salvia interi rimangono interni alla pentola e non devono finire nel piatto del commensale.

I nostri consigli

Quando prepararla

La trippa d'agnello è un piatto perfetto per l'autunno e l'inverno, quando le temperature calano e il corpo cerca cibi più sostanziosi. In mensa la preparavamo spesso nei mesi freddi, da novembre a marzo, abbinandola a contorni caldi come polenta o patate. Non è un piatto estivo: la salsa densa e la cottura lunga lo rendono inadatto al caldo. È ideale per una cena tra amici o una domenica in famiglia, quando hai il tempo di far cuocere a fuoco bassissimo senza fretta.

Domande frequenti