La trippa alla palermitana arriva nel piatto come uno stufato denso e corposo, di colore marrone scuro tendente al rosso del pomodoro. La carne è ridotta in pezzi medi, morbidissima al tatto visivo, quasi che si stacchi al solo sguardo. La cipolla è trasparente e quasi dissoluta nel brodo. Il profumo che sale è di spezie calde, pomodoro soffritto, carne cotta lentamente. Si serve in una ciotola fonda, con il brodo cremoso che la avvolge, qualche pezzetto di cipolla visibile in superficie, un pizzico di pepe nero macinato al momento, e sempre con pane toscano o siciliano a lato per scarpare.

Gusto

Il sapore è profondo e speziato, con note calde di cannella e chiodo di garofano che non sopraffanno ma sostengono la carne. Il pomodoro è dolce e acido insieme, la cipolla ha ceduto tutto il suo sapore dolce al brodo. La trippa, se cotta a lungo come qui, perde la sua durezza e diventa quasi cremosa. Si mangia con cucchiaio, mai con forchetta. È tradizionalmente abbinata a minestrone denso o pane per raccogliere il sugo generoso, e resta nel piatto ancora qualche minuto dopo averla finita, per godere l'ultimo sapore del brodo.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati sugli ingredienti tipici della ricetta. Variano secondo dosi, marche, metodi di cottura e genuinità dei prodotti.

Preparazione15 min
Cottura120 min
Difficoltàmedia
Porzioni4 persone
Costobasso
Stagioneautunno, inverno
Ingredienti
  1. Pulire e tagliare la trippaSe la trippa è già precotta e pulita (come quella del supermercato in buste), tagliarla in striscioline larghe circa un centimetro. Se fosse ancora intera, lavarla sotto acqua fredda corrente, grattarla leggermente con un coltello per togliere residui, e poi tagliarla. Il tempo totale per questo passaggio è 5 minuti.
  2. Preparare la cipollaSbucciare la cipolla, tagliarla a mezzalune non troppo sottili (circa mezzo centimetro). Tenere a parte. Questo richiede 5 minuti.
  3. Rosolare la cipollaIn un tegame o pentola dal fondo pesante, scaldare l'olio a fuoco medio. Aggiungere la cipolla e farla rosolare lentamente per 6-7 minuti, fino a quando diventa trasparente e leggermente dorata. Non bruciarla. Il vapore deve salire piano.
  4. Aggiungere la trippaInserire la trippa tagliata nel tegame con la cipolla. Mescolare bene, in modo che prenda il sapore dell'olio. Lasciar cuocere per 3-4 minuti, poi aggiungere i chiodi di garofano e la cannella. Mescolare di nuovo. Il profumo deve diventare subito più intenso e speziato.
  5. Aggiungere i pomodoriVersare i pomodori pelati con il loro succo nel tegame. Aggiungere il brodo vegetale caldo. Mescolare bene. Portare a ebollizione lentamente, poi abbassare il fuoco al minimo. Non deve bollire velocemente, ma sobbollire appena.
  6. Cottura lentaCoprire il tegame con il coperchio lasciato leggermente socchiuso e cuocere per almeno 100-120 minuti a fuoco molto basso. La trippa deve diventare morbidissima, quasi che si stacchi col cucchiaio. Se il brodo si riduce troppo, aggiungere acqua calda mezzo bicchiere per volta. Mescolare ogni 20 minuti.
  7. Assaggio e condimento finaleDopo 100 minuti, assaggiare. La trippa deve essere tenerissima. Correggere il sale e aggiungere pepe nero macinato. Se il brodo è troppo denso, aggiungere un cucchiaio di acqua calda. Se è troppo liquido, lasciare scoperto gli ultimi 10 minuti di cottura per ridurlo.

L'errore da non fare

L'errore più comune è abbreviare i tempi di cottura. Se la trippa cuoce per soli 40-50 minuti, rimane gommosa e dura, e il gusto è acerbo. La cottura lunga, anche se sembra tediosissima, è l'unica cosa che la rende mangiabile. Un secondo errore è non pulire bene la trippa cruda all'inizio: se rimangono residui di grasso giallo o odori forti, tutto il piatto ne soffre. Un terzo errore è usare acqua fredda al posto del brodo: il brodo, anche semplice vegetale, dona corpo al sugo finale.

I nostri consigli

Quando prepararla

La trippa alla palermitana è piatto tipico di fine autunno e inverno, quando il caldo scende e il corpo chiede cibi caldi e corposi. È tradizionale anche intorno alle festività natalizie e in gennaio. In estate è meno indicata, anche se una porzione tiepida dopo una giornata fresca può essere gradita. È perfetta per i giorni di pioggia, quando in casa il forno o il fornello rimane acceso a lungo.

Domande frequenti