Il tartufo bianco affettato si presenta come lamine irregolari, semi-trasparenti, di colore bianco crema con venature beige e sfumature grigie, disposte generosamente su piatti dai toni neutri, sopra risotti cremosi o burro fuso che catturano l'aroma. L'impiattamento non prevede guarnizioni colorate: il tartufo è il protagonista assoluto. Le fette luccicanti riposano su superfici lisce, spesso su uovo crudo, ricotta o riso mantecato con burro, in modo che il calore del piatto caldo esalti il profumo senza cuocerlo.

Gusto

Il tartufo bianco ha un aroma intenso, muschiato, quasi pungente, che ricorda vagamente l'aglio, il seme di finocchio e la terra umida del sottobosco. Il sapore è delicato ma persistente, non piccante, e lascia un retrogusto leggero e persistente. Si serve sempre crudo, affettato al momento, sopra piatti caldi e semplici come risotto al tartufo, pasta burro e salvia, uova al tegamino o brodo caldo: il contrasto di temperatura porta fuori gli oli essenziali. L'abbinamento tradizionale è con vini bianchi secchi e freschi, con acidità moderata.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati sulle composizioni medie di Tuber magnatum (tartufo bianco d'Alba). Variano secondo la raccolta, il terreno di provenienza e l'umidità del fungo al momento della pesatura.

Preparazione5 min
Cottura0 min
Difficoltàfacile
Porzioni4 persone
Costoalto
Stagioneautunno, inverno
Ingredienti
  1. Pulire il tartufoPassa il tartufo bianco sotto acqua fredda corrente con una spazzola morbida per eliminare tracce di terra. Asciugalo delicatamente con carta assorbente. Non pelarlo: la buccia sottile contiene aroma e non si scuoce.
  2. Preparare il risotto baseIn una pentola larga a fuoco medio, sciogli 20 g di burro e rosola la cipolla tritata per 2 minuti senza farla dorare. Aggiungi il riso e tostalo a secco, mescolando, per 3 minuti: deve riluccicare leggermente.
  3. Sfumare e cuocereVersa il vino bianco, fai evaporare completamente, poi aggiungi il brodo caldo un mestolo alla volta, mescolando ogni 30 secondi. La cottura del riso dura 16-18 minuti totali. Il riso deve risultare cremoso, non scotto.
  4. Mantecatura finaleQuando il riso è quasi cotto, spegni il fuoco, aggiungi il burro restante e il parmigiano, mescola vigorosamente per 30 secondi fino a ottenere una crema liscia. Assaggia e correggi di sale.
  5. Impiattare il risottoDividi il risotto caldo in 4 piatti bianchi o grigi, distribuendolo con il dorso di un cucchiaio. Il risotto deve formare un nido leggero e cremoso, non un mucchio compatto.
  6. Affettare il tartufoCon un coltello affettatrice molto affilato o una mandolina, taglia il tartufo in lamine sottili e irregolari, direttamente sopra ogni piatto. L'ideale è affettare a 1-2 millimetri di spessore. Lavora rapidamente: il calore del piatto e il contatto con l'aria esaltano l'aroma.
  7. Finitura e servizioDisponi le lamine di tartufo in modo casuale sulla superficie del risotto. Non aggiungere altro: niente prezzemolo, niente altre erbe. Servi subito, ancora caldo, mentre le lamine cedono aroma.

L'errore da non fare

Non affettare il tartufo in anticipo e non lasciarlo aspettare in frigorifero prima di servirlo. Le lamine tagliate perdono aroma in fretta e si ossidano leggermente. L'affettatura deve avvenire al momento, al tavolo o subito prima di impiattare. Inoltre, non usare un coltello smussato o una grattugia: il tartufo deve essere tagliato netto, non sminuzzato, altrimenti le fibre si rompono e l'aroma si disperge senza raggiungere il piatto in forma integra.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il tartufo bianco è in stagione da settembre a fine novembre, con il picco tra ottobre e novembre nelle regioni del nord Italia. È un piatto autunnale e invernale per eccellenza, adatto a cene eleganti, anniversari o celebrazioni importanti in cui il budget permette il lusso. Fuori stagione il tartufo bianco non si trova fresco e il costo sale ancora di più: in primavera ed estate è sconsigliato cercarlo.

Domande frequenti