Spaghetti cacio e pepe

Presentazione
Gli spaghetti cacio e pepe sono uno dei piatti più semplici e allo stesso tempo più difficili della cucina romana: tre ingredienti, pasta, pecorino romano e pepe nero, legati soltanto dall'acqua di cottura. Il risultato giusto è una crema bianca e liscia che avvolge ogni spaghetto, con il profumo pungente del pepe appena tostato e la sapidità del formaggio stagionato. Non ci sono burro, panna né olio. L'errore più comune è versare il pecorino direttamente sulla pasta bollente nella pentola: il formaggio si scalda troppo, fa i fili e si raccoglie in grumi gommosi. Un altro sbaglio è usare troppa acqua per cuocere la pasta, che così rilascia un amido troppo diluito per legare la crema. Preparando la crema a parte, con acqua tiepida e ricca di amido, e mantecando lontano dal fuoco, la cacio e pepe riesce liscia e cremosa.
Ingredienti
| Pecorino romano | 200 g |
| Pepe nero in grani | 2 cucchiaini |
| Spaghetti | 360 g |
| Sale | q.b. |
Preparazione
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Grattugia il pecorino con la parte più fine della grattugia e raccoglilo in una ciotola capiente. Una grattugiatura fine si scioglie in modo uniforme nell'acqua; i pezzi grossi restano filanti. Tieni il formaggio a temperatura ambiente mentre prepari il resto. Usa un pecorino romano stagionato, sapido e friabile: un formaggio troppo fresco e grasso si scioglie male e tende a fare i fili.

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Pesta i grani di pepe nel mortaio, senza ridurli in polvere: devono restare pezzetti irregolari, che si sentono sotto i denti. Il pepe macinato al momento conserva gli oli essenziali che danno profumo. Se non hai un mortaio, puoi schiacciare i grani sotto il fondo di una padella.

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Scalda una padella larga a fuoco medio e tosta il pepe pestato a secco per un minuto, mescolando, finché senti il profumo salire. Non farlo scurire, altrimenti diventa amaro. Spegni il fuoco e tieni la padella da parte: servirà per mantecare.

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Porta a bollore circa tre litri d'acqua, meno del solito, e salala poco, perché il pecorino è già molto sapido. Cuoci gli spaghetti mescolandoli spesso: l'acqua diventerà torbida per l'amido rilasciato, ed è proprio quello che serve. Scolali due minuti prima del tempo indicato sulla confezione. Non buttare l'acqua di cottura: è l'ingrediente che lega tutto il piatto.

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Intanto preleva un mestolo d'acqua di cottura e lasciala intiepidire per un minuto. Versala poco alla volta sul pecorino, mescolando con un cucchiaio, finché ottieni una crema liscia e densa, simile a uno yogurt. L'acqua non deve essere bollente, altrimenti il formaggio si rapprende in fili. Aggiungi l'acqua un cucchiaio alla volta: è più facile allungare una crema troppo densa che rimediare a una troppo liquida.

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Trasferisci gli spaghetti nella padella con il pepe, aggiungi un mestolino di acqua di cottura e riaccendi il fuoco per un minuto, mescolando, perché la pasta finisca di cuocere e rilasci altro amido. Spegni il fuoco e lascia riposare la padella per qualche secondo.
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Versa la crema di pecorino sugli spaghetti, fuori dal fuoco, e mescola energicamente con una pinza, sollevando la pasta. Se la crema è troppo densa, aggiungi un cucchiaio d'acqua di cottura alla volta. Gli spaghetti sono pronti quando sono avvolti da una crema lucida, senza grumi né liquido sul fondo.

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Servi subito nei piatti caldi, con una macinata di pepe e un po' di pecorino. La cacio e pepe non aspetta: dopo pochi minuti la crema si addensa e perde la sua morbidezza.
Conservazione
La cacio e pepe non si conserva: la crema di pecorino, raffreddandosi, si rapprende, e riscaldata si separa in grassi e grumi. Conviene preparare la quantità giusta e mangiarla subito. Il pecorino intero si conserva in frigorifero avvolto in un panno di cotone o in carta per alimenti per diverse settimane; quello grattugiato in un contenitore chiuso per qualche giorno.
Consiglio
In trattoria la cacio e pepe era il piatto che mio zio faceva quando arrivava qualcuno all'ultimo momento, perché in dispensa il pecorino e il pepe non mancavano mai. Lo guardavo e ho imparato il suo trucco: cuoceva la pasta in poca acqua, in una pentola più bassa e larga, così l'amido si concentrava e la crema veniva da sola. In mensa, con le grandi quantità, la cacio e pepe era impossibile da tenere in caldo, e infatti non l'abbiamo mai messa nel menu. A casa invece la faccio spesso, e consiglio di non usare il formaggio appena tolto dal frigorifero: freddo, a contatto con l'acqua calda, fa grumi più facilmente.