Il risotto con la coda appare in tavola cremoso e denso, di un bianco sporco tendente all'oro, punteggiato dai frammenti rosati della carne staccata dalla coda durante la cottura prolungata. I pezzi di coda, ormai morbidissimi e quasi disfatti nel riso, rimangono visibili sulla superficie assieme a una spolverata di Parmigiano-Reggiano che forma piccoli cumuli gialli. Il piatto mantiene quella consistenza liquida-solida tipica del risotto mantecato, né brodo né pasta, con una leggera lucentezza da burro e brodo collagene ridotto.

Gusto

Il sapore è terroso e profondo, dominato dal brodo collagene della coda che penetra ogni grano di riso. La carne stessa rilascia un aroma umami intenso, equilibrato dalla mantecatura finale con burro e formaggio che aggiunge cremosità dolce. Il Parmigiano-Reggiano dona note salate e lievemente piquanti. Si serve caldo, direttamente nel piatto fondo, e abbina bene con un vino rosso giovane o un bianco strutturato.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati sugli ingredienti tipici della ricetta. Variano secondo dosi, marche, metodi di cottura e genuinità dei prodotti.

Preparazione20 min
Cottura3 ore
Difficoltàmedia
Porzioni4 persone
Costomedio
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  1. Preparare la codaSciacqua la coda di manzo sotto acqua fredda. Asciugala con carta assorbente. Taglia il sedano, la carota e la cipolla in pezzi grandi, non occorrono cubetti fini poiché verranno scartati dopo la cottura del brodo.
  2. Cuocere il brodoIn una pentola grande, porta a ebollizione due litri di acqua con sale grosso. Immergevi la coda di manzo intera, gli ortaggi tagliati e i grani di pepe. Cuoci a fuoco lento con il coperchio per due ore e trenta minuti. Il brodo deve rimanere appena sussurrante, non bollente. Passati novanta minuti, inizia a controllare se la carne si stacca facilmente dall'osso.
  3. Estrarre la coda e filtrareQuando la coda è morbidissima, estraila con una schiumarola e adagiala su un piatto. Filtra il brodo con un colino fine per eliminare gli ortaggi, poi rimettilo in una pentola. Mantienilo caldo a fuoco bassissimo. Non appena la coda è tiepida, stacca la carne dall'osso con i rebbi di una forchetta e tieni da parte.
  4. Rosolare il risoIn una pentola pesante, fai sciogliere 20 grammi di burro a fuoco medio. Aggiungi il riso Carnaroli e tostalo per due minuti, mescolando costantemente con un cucchiaio di legno affinché ogni grano si rivesta di grasso. Deve sentirti un leggero crepitio.
  5. Sfumare e iniziare la mantecaturaVersa il vino bianco e lascia evaporare completamente, mescolando, finché il riso non è più bagnato di vino. Quindi inizia ad aggiungere il brodo caldo un mestolo alla volta, ogni volta che il liquido è assorbito. Questo processo dura circa diciotto minuti. Non versare tutto il brodo insieme: il riso deve assorbire gradualmente.
  6. Aggiungere la carne di codaQuando il riso è quasi cotto, circa al quindicesimo minuto, versa la carne di coda sminuzzata nel risotto e mescola delicatamente per distribuirla uniformemente. Continua con i mestoli di brodo fino al termine della cottura.
  7. Mantecamento finaleQuando il riso è al dente, spegni il fuoco e aggiungi il resto del burro freddo tagliato a dadini e il Parmigiano-Reggiano grattugiato. Mescola vigorosamente con il cucchiaio per trenta secondi: questa azione incorpora aria e crea la cremosità caratteristica. Assaggia e correggi di sale e pepe. Il risotto deve risultare all'onda, cioè con una leggera scorrevolezza nel piatto.

L'errore da non fare

Non versare tutto il brodo in una volta: il riso non assorbe gradualmente, cuoce male e resta granuloso o impiccaticcio. L'assorbimento lento del brodo è ciò che sviluppa l'amido superficiale del riso, che poi diventa cremosità. Anche non manteccare a fuoco spento è un errore: se lasci il fuoco acceso mentre versi burro e formaggio, il riso continua a cuocere e diventa pappa. Una volta spento il fuoco, hai il controllo totale della consistenza finale.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il risotto con la coda è ideale nei mesi freddi, da ottobre a marzo, quando la carne di manzo è al suo gusto massimo e il brodo caldo è più gradito. È un piatto che richiede tempo e attenzione, adatto a domeniche tranquille o cene in famiglia. Va evitato nei giorni molto caldi, perché è sostanzioso e la lunga cottura del brodo appesantisce la cucina.

Domande frequenti