Il risotto al tartufo si presenta in ciotola con colore bianco crema omogeneo, cremoso al punto giusto senza colare, con venature scure di tartufo visibili in superficie e un'ombra aromatica che si solleva dal piatto. La mantecatura genera una leggera tensione sulla superficie, quasi setosa, e il tartufo grattugiato fresco crea contrasti di colore grigio e nero sul bianco del riso. Si serve in ciotola o piatto fondo riscaldato, con una grattugia di parmigiano e una lamina di tartufo posizionata al centro.

Gusto

Il risotto al tartufo ha sapore delicato e terroso, con l'aroma intenso del tartufo che si sviluppa progressivamente mentre mangi. La cremosità del riso si contrae quando arriva in bocca, sprigionando il profumo della mantecatura al burro. Si serve subito dal fuoco, piatto dopo piatto, per mantenere il calore e l'aroma volatile del tartufo. L'abbinamento tradizionale prevede un vino bianco secco e minerale, che taglia la ricchezza del piatto senza coprire il tartufo.

Benessere

Preparazione10 min
Cottura20 min
Difficolta'media
Porzioni4 persone
Costoalto
Stagioneautunno/inverno
Ingredienti
  1. Tostare il risoIn un tegame fondo dai 2-3 litri, scaldare un filo di olio e aggiungere la cipolla tritata finissima. Rosolarla a fuoco medio per 2 minuti senza farla prendere colore. Aggiungere il riso Carnaroli e tostarlo mescolando costantemente con un cucchiaio di legno per 1-2 minuti: il riso deve diventare traslucido ai lati ma mantenere il nucleo bianco.
  2. Sfumare con il vinoVersare il vino bianco secco e mescolarlo subito. Lasciare evaporare a fuoco medio-alto per 2-3 minuti, mescolando: il riso assorbirà il vino e profumerà di acidita' piacevole.
  3. Aggiungere il brodoIniziare ad aggiungere il brodo caldo un mestolo alla volta, sempre mescolando. Ogni volta che il riso assorbe il liquido, aggiungerne un altro mestolo. Continuare per circa 16-18 minuti: il riso deve cuocere a fuoco medio-alto mantenendo un movimento costante che impedisce al riso di attaccarsi e crea l'amido che rende il risotto cremoso.
  4. Verificare la cotturaDopo 16 minuti, assaggiare un chicco: deve essere morbido all'esterno ma conservare una leggerissima resistenza al centro (cottura «al dente»). Se il riso è ancora duro, aggiungere mezzo mestolo di brodo e continuare per 1-2 minuti. Non deve mai risultare molle o appiccicaticcio.
  5. Mantecatura finaleQuando il riso è cotto al punto giusto, spegnere il fuoco. Aggiungere il burro freddo a pezzetti e il parmigiano reggiano grattugiato. Mescolare vigorosamente per 30-40 secondi: il burro e il parmigiano si emulsionano con l'amido del riso creando una cremosità lucida e omogenea. Non aggiungere liquidi in questa fase.
  6. Aggiungere il tartufoGrattugiare il tartufo fresco direttamente nel risotto usando una grattugia sottile, oppure affettarlo con una lama di tartufo molto sottile. Mescolare delicatamente una sola volta per distribuire il tartufo senza romperlo. Il tartufo deve stare il meno possibile al calore per mantenere l'aroma volatile.
  7. ImpiattamentoTrasferire il risotto direttamente nelle ciotole riscaldate, aiutandosi con un mestolo. Il risotto deve avere una consistenza che scorre leggermente nel piatto. Completare con una grattugia di parmigiano fresco e una lamina sottile di tartufo sulla superficie. Servire immediatamente, piatto dopo piatto, senza attendere.
Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati su riso Carnaroli cotto, burro, brodo e tartufo in proporzioni canoniche. Variano secondo le dosi effettive, la marca del riso, la qualita' del brodo e la quantita' di tartufo aggiunto.

L'errore da non fare

L'errore piu' comune è aggiungere il tartufo troppo presto, durante la cottura: il calore volatilizza gli aromi e vanifica il costo e la qualita' del tartufo. Il tartufo deve entrare solo negli ultimi secondi, dopo lo spegnimento del fuoco, e nel piatto gia' servito. Un secondo errore frequente è non mantenere il brodo abbastanza caldo durante la cottura: se il brodo è tiepido, il riso assorbe il calore piu' lentamente e perde la cremosità caratteristica. Infine, aggiungere troppo brodo alla fine rende il risotto liquido invece di cremoso: la cremosità viene dalla mantecatura con burro e parmigiano, non dal brodo in eccesso.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il risotto al tartufo è piatto autunnale e invernale, perfetto da settembre a gennaio quando il tartufo fresco è disponibile nei mercati e ha prezzi piu' ragionevoli. È scelta tipica per cene importanti, Capodanno o occasioni speciali perché combina eleganza e semplicita' d'esecuzione. In estate non ha senso cucinarlo sia per la stagionalita' del tartufo sia perché il calore del clima rende poco appetibile un piatto ricco e mantecato.

Domande frequenti