Il risotto ai tartufi neri si presenta in piatto fondo con una consistenza cremosa, quasi vellutata, di colore giallo paglierino brillante. Il riso mantiene la forma di ogni chicco senza ammassarsi, mentre le scaglie nere di tartufo si distribuiscono sulla superficie e si intravedono anche dentro la massa di riso. Una leggera patina lucida di burro e il bianco del parmigiano grattugiato completano l'impiattamento, con qualche fogliolina di prezzemolo fresco a contrasto.

Gusto

Il tartufo nero regala un sapore terroso, profumato, leggermente muschiato che permea tutto il riso. La cremosità del piatto viene dal riso, dal brodo caldo e dalla mantecatura finale con burro e formaggio, che creano una base ricca su cui il tartufo si esprime pienamente. Si serve subito, in piatto precedentemente scaldato, e l'aroma deve essere intenso dal primo momento. L'abbinamento tradizionale è con un bianco secco, oppure un rosso leggero se preferisci.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati su riso Carnaroli cotto, brodo di verdure, burro e parmigiano. Variano secondo dosi effettive, qualità del brodo, quantità di tartufo utilizzato e metodi di preparazione.

Preparazione10 min
Cottura18 min
Difficoltàmedia
Porzioni4 persone
Costoalto
Stagioneautunno, inverno
Ingredienti
  1. Preparare il brodoVersa il brodo in un pentolino e mantienilo a fuoco dolce, non bollente, per tutta la durata della cottura del riso. Un brodo caldo è essenziale: il riso cuoce meglio e più uniformemente se aggiunto a liquido già tiepido.
  2. Tostare il risoIn una pentola ampia e pesante, scalda il burro a fuoco medio. Aggiungi la cipolla (o gli scalogni) tritata finemente e fai appassire per 2-3 minuti senza colorare. Versa il riso e mescola costantemente per 2-3 minuti: ogni chicco deve essere rivestito di grasso e sentire leggermente di nocciola. Non deve colorarsi, solo inumidirsi.
  3. Sfumare con il vinoAggiungi il vino bianco e mescola fino a completo assorbimento, circa 2 minuti. Il riso assorbirà il liquido e l'aroma alcolico si dissiperà.
  4. Aggiungere il brodo gradualmenteInizia ad aggiungere il brodo caldo, un mestolo alla volta. Mescola frequentemente e aspetta che il riso abbia quasi assorbito il brodo prima di aggiungerne altro. Il procedimento dura circa 15-16 minuti dal primo mestolo di brodo. Il riso deve cuocere gradualmente, assorbendo il liquido lentamente.
  5. Verificare la cotturaDopo 16 minuti totali, assaggia il riso: deve essere al dente, cremoso ma non scotto. Se noti che ancora non è cotto abbastanza, aggiungi altri 2-3 mestoli di brodo e prosegui per altri 1-2 minuti.
  6. MantecaturaTogli dal fuoco e aggiungi il parmigiano grattugiato. Mescola energicamente per 30 secondi: il riso deve diventare ancora più cremoso e glossato. Assaggia e correggi di sale se necessario (ricorda che il parmigiano è già salato).
  7. Aggiungere il tartufoSe usi tartufo fresco, prendine una piccola grattugia a denti sottili e gratta i 15-20 grammi direttamente nel piatto caldo appena servito. Se usi tartufo in scaglie, spargile in superficie. Servire immediatamente: il risotto non deve riposare e il tartufo esprime meglio l'aroma quando appena aggiunto al caldo.

L'errore da non fare

L'errore più comune è aggiungere troppo brodo tutto insieme, come se stessimo cuocendo la pasta. Il risotto ha bisogno di assorbire il liquido gradualmente, e questo accade solo con la mantecatura costante e l'aggiunta lenta. Se versi tutto il brodo insieme, il riso cuoce male, disomogeneo: alcuni chicchi rimangono crudi dentro mentre altri si sfaldano. Anche aggiungere il tartufo durante la cottura è sbagliato: il calore disperde l'aroma. Il tartufo deve arrivare alla fine, nel piatto caldo ma non in contatto diretto con fuoco o bollore.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il risotto ai tartufi neri è un piatto autunnale e invernale, quando il tartufo nero è reperibile al mercato, da settembre fino a gennaio. È perfetto per cene eleganti durante le festività natalizie, oppure come primo piatto sofisticato ma non leggero quando fuori fa freddo e le tavole richiedono piatti più sostanziosi. D'estate è meno indicato: il caldo non si accorda con il tartufo e i tempi di cottura risultano meno piacevoli in cucina.

Domande frequenti