Il risotto ai tartufi si presenta nel piatto come una montagnola morbida color avorio con sfumature beige, leggermente brillante di grasso e brodo. Le fettine sottili di tartufo, nero o bianco secondo la stagione, riposano sparse sulla superficie e affondano leggermente nella cremosità. Il riso mantiene una consistenza soffice e fluida, senza grumi, e la mantecatura a base di burro e parmigiano crea una lieve lucentezza che riflette la luce. Una grattugia di parmigiano fresco aggiunge puntini bianchi nel contorno.

Gusto

Il tartufo domina nettamente: il suo profumo è terroso, intenso e inconfondibile, con note di noce moscata e sottofondo umido di terra bagnata. Il riso, se cotto a punto, mantiene una leggerezza cremosa senza essere colloso, e il brodo non deve prevalere ma amalgamarsi completamente. Il burro e il parmigiano sono sottofondo, non gusto principale. Si serve subito, nel piatto caldo, perché il tartufo sprigiona aroma soprattutto al contatto con il calore. Tradizionalmente si accompagna con un vino bianco secco, leggero e minerale.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati su una porzione di risotto cremoso con 30 g di riso secco, 20 g di burro, 15 g di parmigiano e 2 g di tartufo. Variano secondo dosi, marche, metodi di cottura e qualità dei prodotti.

Preparazione10 min
Cottura18 min
Difficoltàmedia
Porzioni4 persone
Costoalto
Stagioneautunno/inverno
Ingredienti
  1. Rosolare la cipollaRiscalda il brodo in un pentolino e mantienilo a fuoco dolce. In un'altra pentola larga a fondo spesso, scalda l'olio a fuoco medio, aggiungi la cipolla tagliata sottile e falla imbiondire per 2 minuti senza farla colorire troppo.
  2. Tostare il risoVersa il riso nella pentola con la cipolla e mescola continuamente per 1 minuto. Il riso deve diventare traslucido ai bordi e assorbire il grasso. Non lasciarlo bruciacchiare.
  3. Sfumare e iniziare la cotturaVersa il vino bianco e mescola fino a quando non è stato completamente assorbito. Inizia ad aggiungere il brodo, un mestolo alla volta (circa 250 ml), sempre mescolando. Aspetta che il brodo venga assorbito prima di aggiungerne altro. Continua per circa 16 minuti totali.
  4. Controllare la cotturaA 16 minuti dal primo mestolo di brodo, il riso deve essere ancora leggermente al dente: quando lo mordi, deve avere un piccolo nucleo interno duro. Aggiungi un ultimo mestolo di brodo se serve per mantenere la cremosità, ma il riso non deve galleggiare nel liquido.
  5. MantecaturaSpegni il fuoco. Aggiungi il burro a pezzi e il parmigiano grattugiato e mescola vigorosamente fuori dal fuoco per 30-40 secondi. La mantecatura crea una cremosità densa senza che il riso diventi appiccicaticcio. Il risotto deve scorrere leggermente nel piatto, non stare in cumuli fissi.
  6. Impiattare e tartufareDividi il risotto nei piatti caldi con una forchetta bagnata o un mestolo inclinato. Con una tritatartufi o una grattugia sottile, distribuisci il tartufo fresco direttamente sulla superficie di ogni porzione. Serve immediatamente.

L'errore da non fare

L'errore più comune è aggiungere il brodo tutto insieme all'inizio invece di farlo assorbire gradualmente: il riso cuoce male, diventa molle oppure scotto. Inoltre, molti tostano il riso troppo poco o troppo: se lo tostano appena, assorbono il brodo velocemente e diventano appiccicaticci; se lo tostano troppo, rimane duro e il risotto non mantiene la cremosità. La mantecatura fatta sul fuoco caldo provoca invece una separazione di burro e riso, rovinando il piatto. Infine, aggiungere il tartufo troppo presto (durante la cottura) dissipa il profumo nel vapore: deve sempre andare al momento di servire.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il risotto ai tartufi è un piatto autunnale e invernale, quando il tartufo è in stagione. Il tartufo nero è disponibile da settembre a dicembre, il tartufo bianco da ottobre a fine novembre. È ideale per cene eleganti, ricorrenze importanti o per un primo particolarmente ricercato nei mesi freddi, quando gli ospiti apprezzano un piatto sostanzioso e profumato. Non è adatto all'estate, sia per la stagionalità del tartufo sia per la pesantezza di un piatto così cremoso quando fa caldo.

Domande frequenti