Peperoni ripieni

Presentazione
I peperoni ripieni sono un piatto ricco, che si può servire come antipasto abbondante o, in porzione più generosa, come piatto unico. Le metà di peperone, rosse e gialle, diventano in forno morbide e dolci, mentre il ripieno di carne, pane e formaggio resta compatto e prende in superficie una crosticina dorata. Il loro periodo è l'estate e l'inizio dell'autunno, quando i peperoni hanno la polpa spessa e carnosa. L'errore più frequente è cuocerli troppo in fretta, a temperatura alta: la superficie brucia, il peperone resta duro e il ripieno si secca. Un altro sbaglio è usare il pane fresco nel ripieno, che diventa colloso, o non strizzarlo bene dopo l'ammollo, che lo rende acquoso. Con un pane raffermo ben strizzato, un ripieno lavorato poco e una cottura lenta a temperatura moderata, il peperone si ammorbidisce del tutto e il ripieno resta succoso.
Ingredienti
| Per il ripieno | |
|---|---|
| Pane raffermo | 100 g |
| Latte | 100 ml |
| Carne macinata di manzo e maiale | 400 g |
| Uovo | 1 |
| Parmigiano grattugiato | 50 g |
| Prezzemolo | q.b. |
| Sale | q.b. |
| Pepe nero | q.b. |
| Per i peperoni | |
| Peperoni rossi e gialli | 4 |
| Pangrattato | 30 g |
| Olio extravergine di oliva | 3 cucchiai |
Preparazione
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Spezzetta il pane raffermo, togliendo la crosta più dura, e mettilo in una ciotola con il latte. Lascialo ammorbidire per dieci minuti, girandolo un paio di volte, finché è morbido fino al centro. Poi strizzalo bene fra le mani: deve restare umido ma non gocciolare, altrimenti il ripieno diventa molle.
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Lava i peperoni, asciugali e tagliali a metà nel senso della lunghezza, passando anche per il picciolo, che aiuta a tenere la forma. Con un cucchiaino elimina i semi e le membrane bianche interne, che sono amarognole. Scegli peperoni dalla base piatta, così le metà stanno ferme nella pirofila.

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In una ciotola unisci la carne macinata, il pane strizzato, l'uovo, il parmigiano, un cucchiaio di prezzemolo tritato, sale e pepe. Mescola con le mani solo il tempo necessario perché il composto sia omogeneo: lavorandolo troppo la carne si compatta e in cottura diventa dura. Il ripieno giusto si stacca dalla ciotola ed è morbido al tatto.

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Accendi il forno a 180 gradi. Sala leggermente l'interno delle metà di peperone e riempile con il ripieno, premendolo con un cucchiaio perché aderisca bene alle pareti e non lasci vuoti. Livella la superficie formando una leggera cupola, senza superare troppo il bordo.

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Ungi il fondo di una pirofila con un cucchiaio d'olio e sistema i peperoni uno accanto all'altro. Distribuisci il pangrattato sulla superficie del ripieno e completa con l'olio rimasto, a filo. Versa sul fondo della pirofila mezzo bicchiere d'acqua: il vapore aiuta il peperone a cuocere in modo uniforme senza attaccarsi.

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Inforna nella parte centrale e cuoci per 45-50 minuti. Dopo mezz'ora controlla: se la superficie colora troppo, copri con un foglio di alluminio; se il fondo si asciuga, aggiungi un po' d'acqua. I peperoni sono pronti quando la pelle è leggermente raggrinzita e la polpa cede alla pressione di una forchetta.

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Sforna e lascia riposare i peperoni per dieci minuti, così il ripieno si assesta e i succhi si distribuiscono. Tagliandone uno vedrai il ripieno compatto e umido e la polpa del peperone tenera, che si stacca con il cucchiaio. Servili tiepidi, con un cucchiaio del fondo di cottura.

Conservazione
I peperoni ripieni si conservano in frigorifero per due giorni in un contenitore chiuso, e il giorno dopo sono spesso più saporiti. Si scaldano in forno a 170 gradi per un quarto d'ora, coperti con l'alluminio, oppure si mangiano a temperatura ambiente. Si possono congelare già cotti per un mese; vanno scongelati in frigorifero e poi riscaldati in forno, anche se la polpa del peperone diventa un po' più morbida.
Consiglio
Il peperone vuole un forno lento: con il fuoco forte brucia sopra e resta crudo dentro. Quando li compro scelgo peperoni sodi, con la buccia lucida e tesa e il picciolo verde, segno che sono stati raccolti da poco; quelli molli o raggrinziti in cottura perdono acqua e si afflosciano. Per il ripieno uso pane raffermo di tre o quattro giorni, di quello a pasta compatta: assorbe il latte senza disfarsi e tiene il ripieno morbido. Il pane avanzato, per me, non è uno scarto ma un ingrediente. Aggiungo spesso un cucchiaio di capperi sciacquati e tritati o qualche oliva nera a pezzetti, che danno sapidità e permettono di usare meno sale. Delle olive in barattolo guardo sempre l'etichetta: preferisco quelle con un elenco ingredienti corto, olive, acqua e sale.