La pagnotta del fornaio è un pane tondo, dal colore marrone dorato, con una crosta spessa e croccante che crackla al tatto. La forma è regolare e compatta, sormontata da una caratteristica spaccatura centrale o decorazione a croce fatta durante la formatura. Dentro il forno sprigiona un profumo intenso di cereali e lievito fermentato. Una volta sfornata e raffreddata, si presenta intatta e soda, con la mollica visibile solo al taglio: giallastra, con alveoli grandi e irregolari, segno di una fermentazione corretta e lunga.

Gusto

La pagnotta ha un sapore neutro e gradevole, leggero di malto, con una nota appena tannica dalla fermentazione. La crosta spezza tra i denti con un suono netto, mentre la mollica è morbida e elastica, capace di assorbire sughi e condimenti senza polverizzarsi. È il pane universale della tavola italiana, adatto a ogni piatto o da sgranocchiare da solo con olio e sale. Si serve a temperatura ambiente, a fette spesse o a spicchi naturali staccati a mano.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati su farina di grano tenero, acqua, sale e lievito naturale. Variano secondo tipo di farina, metodo di lievitazione, umidità del prodotto finito e marche utilizzate.

Preparazione20 min
Cottura40 min
Difficoltàmedia
Porzioni2 pagnotte da 400 g
Costobasso
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  1. Impasto in ciotolaVersa la farina in una ciotola grande. Sciolto il lievito in acqua tiepida, versalo sulla farina e mescola con le mani per 2-3 minuti, formando una massa ruvida. Aggiungi il sale, l'olio e incorpora bene, impastando per altri 5-6 minuti fino a ottenere un impasto omogeneo, morbido ma non appiccicaticcio. Se è troppo bagnato, aggiungi farina cucchiaio per cucchiaio.
  2. Prima lievitazioneCopri la ciotola con un panno di cotone umido e lascial riposare a temperatura ambiente, lontano da correnti, per 3-4 ore. L'impasto deve almeno raddoppiare di volume e diventare gonfio e elastico quando lo tocchi.
  3. Divisione e preinformaturaButta l'impasto su un piano di lavoro leggermente infarinato. Dividi in due parti uguali. Appallottola ogni porzione su sé stessa, tirando i bordi verso il centro, creando tensione in superficie. Riposa 15 minuti a coperto.
  4. Formatura della pagnottaPrendi il primo pezzo e appiattiscilo leggermente con i palmi. Piega il bordo più lontano verso il centro, poi i lati laterali verso il centro stesso, formando una piega centrale. Arrotola verso di te, sigillando la piega. Poni il pane con la cucitura verso l'alto in un cesto di vimini infarinato (o in una ciotola coperta di telo infarinato). Ripeti con l'altra porzione.
  5. Seconda lievitazioneCopri i due cesti con un panno e lascia riposare per 2-3 ore a temperatura ambiente, finché non aumenteranno notevolmente di volume e al tocco leggerissimo non lasciano traccia di rientro.
  6. Preparazione forno e porzionamentoAccendi il forno a 250°C con una teglia dentro, in modo che si riscaldi bene. A 15 minuti dalla cottura, capovolgi le pagnotte su un foglio di carta da forno e pratica una o due tagli decisi in superficie con un coltello affilato, paralleli o a croce.
  7. CotturaTrasferisci il foglio di carta con il pane direttamente sulla teglia calda dentro il forno. Cuoci a 250°C per 8-10 minuti, poi abbassa a 220°C e prosegui per altri 28-30 minuti, finché la crosta non risulta dorata e la pagnotta suona cava quando picchiata sotto. Togli dal forno e lascia raffreddare completamente su una griglia.

L'errore da non fare

Non aprire continuamente il forno durante la cottura: disperde il calore e il vapore essenziale per la formazione della crosta. Inoltre, non tagliare la pagnotta quando ancora calda: l'interno non si è ancora stabilizzato e il pane risulta appiccicaticcio. Aspetta almeno un'ora dopo la sfornatura prima di affettare.

I nostri consigli

Quando prepararla

La pagnotta è un pane da fare tutto l'anno, ideale quando hai tempo disponibile per la lievitazione lenta. Perfetto nei mesi freddi se la casa è poco riscaldata e la fermentazione si allunga naturalmente. In estate, meglio iniziare la sera per sfruttare il fresco notturno e cuocere al mattino presto, evitando il calore pomeridiano che rischia di far acidificare l'impasto.

Domande frequenti