L'«ischitada» si presenta come una forma tondeggiante, piatta e irregolare, dal colore marrone dorato uniforme e brillante dopo la frittura. La superficie è croccante e leggermente bolliccinata, il profilo esterno frastagliato e fragrante. Dentro, l'impasto rimane morbido e soffice, quasi mellifluo. In tavola arriva tiepida, spesso cosparsa di zucchero a velo o, in versione salata, con un pizzico di sale grosso. È un fritto che si spezza sotto i denti con un suono secco, seguìto da una morbidezza interna quasi collosa.

Gusto

L'«ischitada» ha un sapore dolce e delicato, con una leggera nota aromatica che dipende dagli ingredienti base, spesso semplicemente uovo, farina e zucchero. La fragranza di frittura fresca e il contrasto tra la croccantezza esterna e la morbidezza interna sono i tratti caratteristici. Si serve calda o tiepida, da sola o accompagnata da una tazza di caffè o latte. In famiglia si assaggia soprattutto a colazione o come merenda di metà mattina.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati sugli ingredienti tipici della ricetta. Variano secondo dosi, marche, metodi di cottura e genuinità dei prodotti.

Preparazione15 min
Cottura12 min
Difficoltàfacile
Porzioni4 persone
Costobasso
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  1. Unisci uova e zuccheroIn una ciotola, versa le tre uova intere e aggiungi lo zucchero semolato. Sbatti energicamente con una frusta per circa 3 minuti fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. L'aria incorporata durante questa fase è fondamentale per la morbidezza dell'«ischitada».
  2. Aggiungi farina e lievitoSetaccia la farina 00 e il lievito insieme, poi incorporali delicatamente al composto di uova con un cucchiaio di legno, mescolando dal basso verso l'alto. Aggiungi un pizzico di sale. Mescola per un minuto fino a quando il composto risulta omogeneo e liscio, senza fare grumi.
  3. Riscalda l'olioVersa l'olio in un tegame dal fondo piatto e spesso, alto almeno 8 cm. Scaldalo a fuoco medio-alto fino a 170-175 °C. Per controllare la temperatura, immergi il manico di un cucchiaio in legno nell'olio: se si formano piccole bollicine intorno, la temperatura è giusta. Se non hai un termometro, aspetta 5-7 minuti dalla comparsa delle prime volute di fumo leggero.
  4. Forma e friggiCon un cucchiaio da minestra, preleva una porzione di impasto (circa 30-40 g) e versala delicatamente nell'olio caldo. Fai cadere 2-3 «ischitade» per volta, senza affollare il tegame. Lascia cuocere per 2 minuti circa, finché la base non diventa dorata. Girala con una forchetta e cuoci ancora 2 minuti sul lato opposto fino a quando diventa uniformemente marrone-dorato.
  5. Estrai e scolaCon una schiumarola forata o una pinza, estrai l'«ischitada» dall'olio e appoggiala su carta assorbente per 1-2 minuti, giusto il tempo di scolare l'olio in eccesso. Non lasciarla troppo a lungo: deve restare calda.
  6. Spolverizza e serviMentre è ancora tiepida, cospargi l'«ischitada» con zucchero a velo setacciato, oppure con un pizzico di sale grosso se la preferisci in versione salata. Servi subito, da sola o con una bevanda calda.

L'errore da non fare

L'errore più comune è friggere l'«ischitada» in olio non abbastanza caldo. Se la temperatura dell'olio è sotto i 160 °C, l'impasto assorbe troppo olio e diventa pesante, grasso e poco digeribile. Inoltre, se il fuoco è troppo lento, la frittura si allunga e la croccantezza si trasforma in una consistenza gommosa. Il secondo errore è aggiungere lievito chimico in eccesso: più di mezzo cucchiaino rende il fritto troppo gonfio e friabile, perdendo la morbidezza interna caratteristica.

I nostri consigli

Quando prepararla

L'«ischitada» è ideale per la colazione invernale, quando il caldo di una frittura fresca riscalda la casa. Va bene tutto l'anno per merenda nel pomeriggio, soprattutto se accompagnata da caffè o latte. In tempo di festa, la puoi offrire come dolcetto informale a fine pranzo, magari al naturale senza zucchero a velo.

Domande frequenti