La grappa di vinaccia è un distillato incolore e cristallino, che appare limpido se tenuto controcampi. Il liquido ha una trasparenza perfetta, leggero al palato ma deciso all'olfatto. Si serve fredda in bicchieri piccoli, a volte coperta da una lieve patina di ghiaccio. Il profumo che sale dal bicchiere è il primo annuncio della qualità del distillato: note fruttate che ricordano l'uva, talvolta accentuate da sfumature floreali o speziate a seconda della vinaccia fermentata e del tempo di affinamento.

Gusto

La grappa di vinaccia ha un sapore secco e intenso, con sentori che variano dalla freschezza iniziale a note più complesse di muschio e erbe in un distillato ben invecchiato. Il finale è pulito, senza dolcezza residua. Si beve a fine pasto, anche da sola, oppure si usa per preparare dessert e macedonie. Tradizionalmente si accompagna con una tazza di caffè caldo per favorire la digestione, anche se l'abbinamento più autentico rimane quello dopo il formaggio a tavola.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi. La grappa è un distillato con gradazione alcolica tra 35 e 50 gradi. Le calorie derivano principalmente dall'alcol etilico. Non contiene macronutrienti significativi.

Preparazione30 min
Fermentazione10-15 giorni
Distillazione3-4 ore
Difficoltàimpegnativa
Resacirca 1-1,5 litri da 10 kg di vinaccia
Costobasso (a parte l'alambicco)
Stagioneautunno, inizio inverno (dopo la vendemmia)
Ingredienti
  1. Preparare la vinacciaRaccogliere la vinaccia fresca al termine della vendemmia. Separarla dai vini già estratti, sciacquarla delicatamente sotto acqua fredda per rimuovere terra e detriti. Non asciugarla completamente: una leggera umidità favorisce la fermentazione. Inserirla in un contenitore di vetro o plasjo alimentare con coperchio non ermetico (circa 30 minuti di preparazione).
  2. Aggiungere lievito e saleVersare la vinaccia nel recipiente di fermentazione insieme all'acqua. Sciogliere il sale nell'acqua prima di versare. Distribuire il lievito secco sopra la superficie e mescolare bene con un cucchiaio di legno per ossigenare il mosto. Se lo zucchero è necessario (mosto debole), scioglierlo in acqua tiepida e aggiungerlo ora (5-10 minuti).
  3. Coprire e iniziare la fermentazioneCoprire il recipiente con un telo pulito di cotone o una garza: la fermentazione ha bisogno di ossigeno iniziale ma deve essere protetta da mosche e insetti. Lasciare a temperatura ambiente tra 18 e 24 gradi. Entro 24-48 ore dovrebbe partire la fermentazione, visibile dalle bollicine che salgono (10-15 giorni).
  4. Controllare la fermentazioneOgni 2-3 giorni mescolare bene il mosto con un cucchiaio di legno per rimontare la polpa che galleggia, evitando che si formi muffa in superficie. Dopo 10-12 giorni la fermentazione rallenta visibilmente, i residui scuri scendono al fondo. Quando il movimento cessa quasi del tutto, siamo pronti per la distillazione (10-15 giorni di attesa).
  5. Filtrare il mosto fermentatoAttraverso un colino a maglie fine e una garza doppia, filtrare il mosto fermentato in una pentola pulita. Premere leggermente la vinaccia con il dorso di un cucchiaio per estrarre tutto il liquido possibile, ma senza schiacciare i vinaccioli (violentare il torchio può rilasciare tannini amari). Il liquido risultante deve essere limpido o quasi (20 minuti di filtrazione).
  6. Montare l'alambicco e distillareVersare il mosto fermentato nella caldaia dell'alambicco tradizionale. Accendere il fuoco a fiamma moderata e costante, affinché il vapore salga lentamente nel serpentino di raffreddamento. Le prime gocce usciranno dopo 30-40 minuti. La distillazione vera e propria dura 2-3 ore, fino a quando il distillato perde colore e odore (scarta i «test» iniziali e finali). Raccogliere il distillato puro in una bottiglia sterilizzata (3-4 ore totali).
  7. Affinare e riposareIl distillato appena fatto è ruvido e aspro. Versarlo in bottiglie di vetro scuro, chiuderle bene e riporre in un luogo fresco e buio per almeno 30-60 giorni, meglio 6 mesi o un anno. Durante l'invecchiamento i profumi si smussano e la grappa acquista complessità. Non è necessario il bott di legno per una piccola produzione casalinga (1-2 mesi di attesa minima).

L'errore da non fare

L'errore più frequente è forzare la fermentazione alzando troppo la temperatura: sopra i 28-30 gradi il lievito accelera ma il mosto sviluppa odori sgradevoli e il distillato risulta pesante. Altrettanto grave è raccogliere la grappa ancora torbida subito dopo la distillazione, senza filtrare una seconda volta: la torbidità indica impurità che danneggiano il gusto. Infine, non aspettare abbastanza per affinare rende il distillato acre e inadatto al palato, mentre iniziare con una vinaccia marcia o muffata compromette l'intero lotto.

I nostri consigli

Quando prepararla

La grappa si prepara rigorosamente in autunno, al termine della vendemmia, quando la vinaccia è fresca e disponibile in abbondanza. La fermentazione procede meglio da settembre a novembre, mentre il resto dell'anno le temperature non favoriscono il lievito. L'affinamento si completa in inverno e primavera, quindi la grappa giovane è bevibile già a dicembre-gennaio, mentre quella invecchiata raggiunge il massimo della qualità entro l'anno successivo.

Domande frequenti