Il fegato alla trapanese e un piatto che in mensa sentivamo chiedere dai ragazzi piu' grandi, quelli che capivano che non era un secondo da disdegnare. Eppure molti non lo sanno cucinare bene. La ricetta e semplicissima, ma il fegato e uno di quei ingredienti che ti punisce se non lo guardi mentre cuoce. Pochi minuti in piu' e passa da morbido a carta strofinata. Scopriamo come farlo riuscire.
- 600 gfegato di vitello fresco
- 3 spicchiaglio
- 30 mlaceto di vino bianco
- 1 mazzoprezzemolo fresco
- 60 mlolio d'oliva
- 40 gfarina 00
- quanto bastasale e pepe
- Preparare il fegatoChiedi al macellaio di tagliare il fegato in fette sottili, circa mezzo centimetro. Se lo fai a casa, usa un coltello ben affilato e pulisci il fegato dalle membrane bianche strofinandolo leggermente con carta assorbente umida.
- Infarinare le fetteMetti la farina in un piatto. Passa ogni fetta di fegato nella farina da entrambi i lati, scuotendo via l'eccesso. Non deve essere ricoperto completamente, solo leggero.
- Scaldare la padellaMetti l'olio in una padella grande a fuoco medio-alto. Aspetta un minuto fino a quando l'olio e' caldo ma non fumante. Taglia l'aglio in lamelle sottili e buttalo nell'olio.
- Rosolare l'aglioLascia l'aglio per 30 secondi fino a quando profuma. Non farlo bruciare. Togli quasi tutto l'aglio con un cucchiaio forato, lasciandone solo un po' in padella.
- Cuocere il fegatoMetti le fette di fegato nella padella calda, in un unico strato. Cuoci per 2 minuti e mezzo da un lato senza toccare. Gira con cautela e cuoci altri 2 minuti e mezzo. Non di piu'. Il fegato deve restare rosato dentro.
- Aggiungere l'acetoVersa l'aceto piano, fuori dal fuoco se hai paura del vapore. Rimetti subito in padella a fuoco vivo per 10 secondi, mescolando delicatamente. L'aceto deve evaporare quasi completamente.
- Finire il piattoSpegni il fuoco. Aggiungi il prezzemolo tritato fresco, sale e pepe. Mescola dolcemente. Servi subito in piatti caldi.
L'errore da non fare
Il fegato continua a cuocere anche fuori dal fuoco per altri 20-30 secondi. Se lo lasci in padella troppo a lungo, diventa duro e difficile da masticare. Meglio tirarlo via un minuto prima di quello che ti sembra giusto. L'altro errore frequente e' affettare il fegato troppo spesso: pezzi grossi come un dito richiedono cottura piu' lunga e hanno meno superficie per cuocere in modo uniforme.
I nostri consigli
- Se avanza, il fegato alla trapanese dura in frigorifero massimo due giorni. Mantienilo in un contenitore sigillato. Non ricongela bene perche' la texture diventa ancora piu' compatta.
- Alcuni aggiungono un cucchiaio di brodo caldo insieme all'aceto per una salsa piu' cremosa. La proporzione perfetta e' meta' aceto e meta' brodo.
- Il fegato di maiale e piu' delicato di quello di vitello e cuoce ancora piu' veloce. Riduci i tempi di un minuto se lo usi.
- Se non trovi prezzemolo fresco, una manciata di mentuccia tritata e altrettanto autentica e dona un aroma diverso ma coerente con la tradizione.
Quando prepararla
Il fegato alla trapanese si mangia soprattutto in autunno e inverno, quando le carni rosse sono piu' disponibili dal macellaio locale. L'aceto fresco rende questo piatto particolarmente sgrassante dopo i mesi freddi. In primavera, quando il fegato inizia a risultare meno saporito per il cambio di alimentazione degli animali, la ricetta funziona ugualmente bene come secondo veloce.
Domande frequenti
- Si puo' usare fegato di pollo? Si', ma e' molto piu' delicato. Affettalo piu' sottile e riduci la cottura a 1 minuto e mezzo per lato. Il gusto e' completamente diverso, piu' dolce.
- L'aceto si puo' sostituire? Il vino bianco o il succo di limone danno risultati simili, anche se l'aceto resta la scelta piu' tradizionale per il taglio deciso che da' al piatto.
- Posso usare fegato surgelato? Scongela il fegato in frigorifero la notte prima. Se lo cuoci ancora leggermente ghiacciato, i tempi diventano imprecisi e rischi di mangiare gomma.
- Qual e' la farina migliore? La 00 e' il classico, ma anche la farina integrale funziona. Cambia leggermente il colore e il sapore, rendendolo un po' piu' nocciolato.
