La «crescentina modenese» è un disco di pane fritto di colore dorato uniforme, gonfio al centro, con i bordi leggermente più scuri e croccanti. Ha una forma rotonda e piatta, spessa circa due centimetri, con la superficie irregolare tipica della frittura. Si presenta calda nel piatto, ancora fumante, accompagnata da salumi e formaggi locali. La consistenza esterna è croccante e fragrante, mentre l'interno mantiene una morbidezza umida e alveolata.

Gusto

Ha un sapore neutro, leggermente salato, che permette ai salumi e ai formaggi di essere i veri protagonisti del pasto. L'aroma è quello caratteristico della frittura in olio caldo, con una nota di pane appena cotto. Si serve sempre calda, tagliata a spicchi, insieme a mortadella, coppa, parmigiano reggiano o crescenza. In Emilia è il piatto di apertura per eccellenza durante pasti conviviali e feste.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati su impasto fritto in olio extravergine di oliva. Variano secondo il tipo di farina, il tempo di frittura e la quantità di olio assorbito.

Preparazione30 min
Cottura15 min
Difficoltàmedia
Porzioni6 persone
Costobasso
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  1. Sciogliere il lievitoMetti il lievito fresco in una ciotola con 50 ml di acqua tiepida (circa 38 gradi) e scioglilo bene con le dita. Aggiungi 100 grammi di farina e mescola fino a ottenere un composto cremoso. Lascialo riposare per 10 minuti in un angolo tiepido della cucina, finché non gonfia leggermente in superficie.
  2. ImpastareIn una ciotola grande versa il resto della farina, crea una fontana al centro e aggiungi il composto di lievito, il sale sciolto in 200 ml di acqua tiepida. Impasta con una mano per circa 8-10 minuti, fino a quando l'impasto diventa elastico, liscio e non appiccica alle dita. Se necessario, aggiungi altri 20-30 ml di acqua, ma poco alla volta.
  3. LievitazioneTrasferisci l'impasto in una ciotola oliata, copri con un panno umido e lascialo lievitare a temperatura ambiente (20-22 gradi) per almeno 2 ore, finché il volume non raddoppia. Puoi anche prepararlo la sera prima e lasciarlo in frigorifero tutta la notte, poi farlo riposare 30 minuti a temperatura ambiente prima di procedere.
  4. Dividere e formareTrasferisci l'impasto su un piano spolverato di farina di riso (non farina comune, altrimenti si appiccica). Dividi in 6 porzioni uguali di circa 120 grammi l'una. Con le mani leggermente unte di olio, forma dei dischi piatti di circa 12-15 centimetri di diametro e 8 millimetri di spessore. Se l'impasto si ritrae, lascialo riposare 5 minuti prima di stenderlo completamente.
  5. Riscaldare l'olioVersa l'olio in una padella alta o una pentola, riempiendo per circa tre quarti dell'altezza. Riscalda l'olio a 180-190 gradi, usando un termometro da cucina oppure testando con una pallina di impasto: deve scendere lentamente e friggere in 60 secondi circa. Non superare i 190 gradi, altrimenti la frittura diventa scura e amara.
  6. FriggereScivola delicatamente i dischi di impasto uno alla volta nell'olio caldo, facendo attenzione agli schizzi. Friggili per 2-3 minuti dal primo lato, finché non diventano dorati, poi capovolgi e friggili per altri 2 minuti dall'altro lato. Mentre friggi, la crescentina si gonfia al centro. Estrai con una schiumarola e adagiala su carta assorbente.
  7. Salare e servireMentre è ancora calda, cospargi la superficie con un pizzico di sale fine. Servi subito, tiepida, accompagnandola con salumi e formaggi locali di tua scelta.

L'errore da non fare

Non cuocere l'impasto poco lievitato o cercare di friggere dischi troppo spessi. La crescentina ha bisogno di almeno 2 ore di riposo per sviluppare il giusto volume interno, altrimenti rimane densa e appiccicosa. Inoltre, se fritta troppo a lungo o a temperatura troppo alta, la superficie diventa bruciata mentre l'interno rimane crudo. Infine, non cuocere l'olio a meno di 180 gradi, perché assorbe troppo e diventa unto.

I nostri consigli

Quando prepararla

La crescentina modenese si prepara durante tutto l'anno, ma è particolarmente comune in autunno e inverno, quando fa più freddo e la cucina emiliana propone piatti sostanziosi. È il piatto ideale per aperitivi, cene tra amici, pasti festivi o buffet familiari. D'estate, servita tiepida e non fumante, rimane comunque appetitosa se accompagnata da formaggi freschi e verdure.

Domande frequenti