Il «casu de brebis» appare come una massa bianca cremosa, morbida come panna fresca, con una consistenza vagamente grumosa e umida. Quando servito in una ciotola, mantiene la forma solo per la delicatezza del cucchiaio, mostrando una superficie liscia e leggermente lucida. Se gustato fresco il giorno stesso, il colore è bianco latte puro, quasi traslucido ai bordi. Quando si posa nel piatto, il siero continua a trasudare lentamente intorno, creando una piccola pozza trasparente. Se condito, l'olio verde scuro dell'oliva contrasta nettamente con la bianchezza del formaggio, e le erbe aromatiche sparse in superficie aggiungono tocchi di verde intenso.

Gusto

Ha un sapore delicato e leggermente salato, senza astringenza. Il latte di pecora lo caratterizza con una nota più piena e leggermente dolciastra rispetto a quello di mucca, con un retrogusto cremoso che persiste. Si mangia preferibilmente tiepido o freddo, cucchiaiate direttamente, abbinato a un filo di olio extravergine e un pizzico di sale. La tradizione lo serve con pane tostato o carasau, oppure semplicemente con rucola fresca e un limone a disposizione.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati su latte di pecora intero non scremato. Variano secondo la qualità del latte, il caglio usato, il tempo di riposo e la quantità di siero trattenuta.

Preparazione10 min
Cottura40 min
Difficoltàmedia
Porzioni4 persone
Costomedio
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  1. Riscaldare il latteVersa il latte di pecora in una pentola pesante a fondo spesso. Riscaldalo a bagnomaria o a fuoco dolcissimo fino a raggiungere 37-38 gradi (controlla con un termometro da cucina). Il processo richiede circa 15 minuti. Non deve bollire, né scaldare troppo rapidamente.
  2. Aggiungere il caglioVersa il caglio diluito in acqua fredda nel latte tiepido, mescolando lentamente per un minuto con movimenti circolari dal basso verso l'alto. Copri la pentola con un coperchio pulito e lascia riposare per 15-20 minuti senza muovere. Deve accadere la cagliata: il latte si trasformerà in una massa più solida.
  3. Testare la cagliataDopo 15 minuti, fai il test del coltello: inserisci un coltello affilato nel latte a un angolo di 45 gradi e solleva lentamente. Se si spezza nettamente come budino, è pronto. Se è ancora troppo molle, aspetta altri 2-3 minuti.
  4. Tagliare la cagliataCon un lungo coltello affilato, taglia la cagliata prima in verticale, poi in orizzontale, creando cubetti di circa 1-1,5 centimetri. Procedi lentamente per 3-4 minuti, poi lascia riposare 3 minuti.
  5. Scaldare e mescolareAumenta la temperatura a 39-40 gradi nel giro di 10 minuti, mescolando ogni tanto con un cucchiaio di legno. I granuli di cagliata si stringeranno e usciranno dal siero. Non andare oltre i 40 gradi.
  6. Raccogliere la cagliataVersa il contenuto della pentola in una garza sterile o un canovaccio di lino pulito, disteso in uno scolapasta. Raccogli i lembi della garza e appendi il fagotto in modo che il siero coli lentamente per 5-10 minuti. Non strizzare con forza.
  7. Formare e condireTrasferisci il formaggio fresco ancora caldo (o tiepido) in una ciotola, rompi leggermente la massa con il cucchiaio, aggiungi il sale e mescola con delicatezza. Se desideri, condisci con un filo di olio, pepe e le erbe. Mangia subito o conserva in frigorifero per massimo 2 giorni.

L'errore da non fare

Non scaldare il latte troppo velocemente o oltre i 40 gradi durante la prima fase: la cagliata diventa coriacea e perde umidità, rendendola secca e granulosa anziché cremosa. Allo stesso modo, non strizzare la garza con forza per accelerare lo spurgo del siero: il formaggio deve perdere liquidi lentamente, altrimenti rimane compatto invece che mantecare e cremoso. Infine, non lasciar riposare il latte dopo l'aggiunta del caglio aspettando segnali visivi: usa il termometro e il timing indicato, non l'istinto.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il «casu de brebis» si prepara tutto l'anno, ma tradizionalmente è più comune in primavera e autunno, quando il latte di pecora è più abbondante e ha il profilo organolettico più interessante. In estate, il caldo della cucina può complicare il controllo della temperatura. D'inverno è una ricetta confortante da fare nelle giornate fredde e umide.

Domande frequenti