Il caciocavallo di Ciminà è un formaggio a pasta filata dalla forma allungata e leggermente appiattita, di colore bianco avorio uniforme con una lieve lucentezza in superficie dovuta all'umidità naturale. La crosta è sottile e liscia, quasi assente. All'interno presenta una consistenza compatta ma elastica, con quella caratteristica capacità di filare quando caldo. Servito fresco, si presenta intatto sul piatto con un leggero alone di siero attorno, spesso accompagnato da pane tostato o da fette di melone nei mesi caldi.

Gusto

Il sapore è delicato e leggermente salato, senza note piccanti o acidule marcate. L'aroma è lattico puro, con una sottile nota di cagliata fresca. Si mangia tiepido o freddo dal frigorifero, tagliato a fette spesse o a bastoncini. Secondo la tradizione calabrese, si abbina bene con pane casereccio tostato, pepe nero in grani macinato al momento, un filo d'olio d'oliva e un pizzico di sale marino.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati sugli ingredienti tipici della ricetta. Variano secondo dosi, marche, metodi di cottura e genuinità dei prodotti.

Preparazione20 min
Cottura45 min
Difficoltàimpegnativa
Porzioni6 persone
Costomedio
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  1. Riscaldamento del latteVersa il latte in un pentolone a fondo spesso e riscaldalo lentamente a 35-37 gradi, mescolando ogni 2-3 minuti con un mestolo di legno. Impiega circa 10 minuti. Usa un termometro da cucina per verificare la temperatura con precisione: è il primo passaggio critico.
  2. Aggiunta del caglioQuando il latte raggiunge i 35-36 gradi, diluisci il caglio in mezzo bicchiere di acqua distillata a temperatura ambiente (circa 22 gradi), lascialo riposare 2 minuti, poi versalo nel latte mescolando dal basso verso l'alto per 3 minuti con movimenti decisi ma regolari.
  3. Coagulazione e taglio della cagliataLascia riposare il latte per 15-18 minuti senza muoverlo. Passato questo tempo, taglia la cagliata con un long knife (coltello lungo e sottile) in blocchi di circa 1 centimetro di lato, operando con movimenti verticali e orizzontali. Continua a mescolare lentamente per altri 5 minuti, sempre dal basso verso l'alto.
  4. Riscaldamento della cagliataAumenta la temperatura della miscela di circa 1 grado ogni 3 minuti, fino a raggiungere 42-43 gradi nel giro di 15 minuti. Continua a mescolare durante tutto il riscaldamento. A questo punto, lascia depositare i granuli di cagliata sul fondo per 5 minuti, poi elimina circa un terzo del siero con un mestolo forato.
  5. Estrazione e filaturaPreleva la cagliata ancora calda con un mestolo forato e trasferiscila in una garza doppia sospesa sopra una ciotola. Lasciala scolare per 5 minuti. Nel frattempo, riscalda acqua distillata a 55 gradi in un pentolino. Trasferisci la cagliata ancora in garza in una ciotola con l'acqua a 55 gradi e inizia a filare: afferra la garza per i quattro angoli e stira la pasta verso l'alto e verso il basso con movimenti ritmici, come se fosse un elastico, per 8-10 minuti. La pasta deve diventare omogenea, lucida e filante.
  6. FormaturaQuando la pasta è liscia e filante, estraila dall'acqua calda con le mani inumidite, e forma il caciocavallo: allungala delicatamente fino a ottenere una forma ovale allungata di circa 15 centimetri. Pratica una piccola rientranza nella parte superiore per la tipica forma a goccia. Immergila brevemente in acqua fredda per 10 secondi per fissare la forma, poi adagiala su un piano pulito.
  7. Salatura e riposoMentre il caciocavallo è ancora tiepido, cospargilo con il sale marino fine su entrambi i lati. Lascialo raffreddare completamente a temperatura ambiente per circa 30 minuti, poi trasferiscilo in frigorifero a 4 gradi per 2-3 ore prima di consumarlo.

L'errore da non fare

L'errore più comune è usare latte ultrapastorizzato o troppo caldo: il caglio fatica a coagulare correttamente e la pasta non filare con naturalezza. Un secondo errore è filare con acqua non sufficientemente calda: sotto i 50 gradi la pasta resta dura e non si estende, sopra i 60 gradi tende a sfrangiarsi. Infine, non mescolare durante il riscaldamento della cagliata rischia di creare grumi e perdere siero prezioso che serve alla struttura del formaggio.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il caciocavallo di Ciminà si prepara tutto l'anno, ma è più piacevole realizzarlo nei mesi freddi e temperati (da ottobre a marzo) quando la cucina è naturalmente fresca, facilitando il controllo delle temperature. Nei mesi estivi caldi, preparalo in una cucina ben ventilata o climatizzata. È un formaggio perfetto per le cene estive freddo come secondo piatto leggero, e negli altri periodi per i pasti quotidiani come fonte proteica.

Domande frequenti