La burrata calabrese si presenta come una sfera liscia e perlata, di colore bianco candido, delle dimensioni di un pugno. Quando la tagliate, il cuore cremoso cola delicatamente sul piatto, formando piccole nuvole di stracciatella sospese in una crema ricca e uniforme. La pasta esterna ha quella consistenza morbida e elastica tipica dei formaggi filati, mentre il ripieno sprigiona profumo di latte fresco. È servita semplicemente su un piatto bianco, spesso condita con qualche goccia di olio extravergine, grani di pepe nero e, se gradito, un pizzico di sale marino.

Gusto

Il sapore è delicato e lattico, con note dolci del latte non troppo acido. La consistenza cremosa del cuore contrasta piacevolmente con la pasta più compatta esterna, creando una sensazione di leggerezza in bocca. La burrata calabrese si serve fredda di frigo, spesso accompagnata da un filo di olio extravergine di qualità e talvolta da pomodori maturi o verdure crude. L'abbinamento tradizionale è con pane tostato o grissini, oppure semplicemente da sola come fine pasto leggero.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati su burrata fresca preparata con latte intero pastorizzato. Variano secondo il metodo di preparazione, il tipo di latte impiegato e la quantità di panna nel ripieno.

Preparazione20 min
Cottura30 min
Difficoltàmedia
Porzioni4 persone
Costomedio
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  1. Riscaldamento del latteVersate il latte in una pentola a fondo spesso e riscaldate lentamente fino a 35-37 °C, mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno. Il calore deve essere graduale, non diretto: non superare questa temperatura altrimenti la cagliata non si forma bene. Impiegate circa 10 minuti.
  2. Aggiunta del caglioDiluite il caglio in un bicchierino con acqua tiepida secondo le dosi della confezione, poi versatelo nel latte e mescolate con movimenti verticali per 3-4 minuti. Lasciate riposare coperto per 15-20 minuti finché la cagliata non raggiunge la consistenza di una ricotta densa.
  3. Taglio della cagliataCon una lunga lama di coltello o una thermolabile, tagliate la cagliata in cubetti da 1 cm circa, procedendo lentamente da cima a fondo e lateralmente. Lasciate riposare 2 minuti, poi tagliate di nuovo in diagonale. Dopo 5 minuti di riposo iniziate a mescolare dolcemente per 10 minuti, aumentando leggermente la temperatura fino a 42-43 °C.
  4. Filatura della pastaScolatevi la cagliata usando un colino rivestito di tela di lino, dividendola dalla sierosità. Versate la cagliata ben salata in una pentola con acqua a 85-90 °C. Con un cucchiaio di legno iniziate a girare e sollevare la pasta mentre l'acqua calda la riscalda: dopo 3-4 minuti diventerà filante e compatta. Continuate a mescolare fino a quando la cagliata non forma un ammasso omogeneo e liscio.
  5. Preparazione del ripienoMentre la pasta si filatura, montate a freddo la panna fresca con un mixer o una frusta fino a ottenere una crema densa ma non burrata. Unite la stracciatella (piccoli pezzi di cagliata avanzata dalla filatura) alla panna, mescolando delicatamente. Aggiungete un pizzico di sale e lasciate riposare in frigorifero.
  6. Formazione della sferaPrelevate circa 150 g di pasta filata calda dalla pentola con l'acqua e, usando un cucchiaio da portata, cominciato a dare forma di pera. Con un movimento rotatorio delicato tra le mani (protette da un telo bagnato), allungate la pasta fino a creare una tasca cava. All'interno versate 3-4 cucchiai della crema al panna e stracciatella. Sigillate l'apertura piegando i bordi verso l'interno, quindi immergete rapidamente la burrata in acqua ghiacciata per 10 secondi.
  7. Raffreddamento e servizioTrasferite le burrate appena formate in una ciotola con acqua fredda salata (circa 5 g di sale per litro), dove riposeranno per almeno 2-3 ore in frigorifero prima di essere servite. Disponete ciascuna burrata su un piatto di porcellana bianca, versate attorno un filo di olio extravergine e una generosa macinata di pepe nero.

L'errore da non fare

L'errore più comune è non controllare bene la temperatura dell'acqua di filatura: se scende sotto gli 85 °C la pasta non diventa elastica e liscia, rimane invece ruvida e friabile. Allo stesso modo, non aggiungete mai caglio al latte ultrapastorizzato o scaldato troppo in fretta: il latte non coagula correttamente e otterrete grumi invece di una pasta compatta. Un altro sbaglio frequente è riempire troppo la burrata: se il cuore è eccessivo, la sfera si rompe durante la formatura e il ripieno fuoriesce subito.

I nostri consigli

Quando prepararla

La burrata calabrese si prepara bene tutto l'anno, poiché il latte fresco è facilmente reperibile nei caseifici locali o nelle aziende agricole. D'estate è particolarmente apprezzata come secondo piatto leggero da servire freddo, accompagnata da insalate ricche e verdure crude. In inverno la trovate spesso sulle tavole come antipasto elegante durante cene con ospiti, e la sua praticità di preparazione la rende ideale anche per chi desidera una ricetta che non richieda forni o cotture lunghe.

Domande frequenti