La trippa alla piemontese arriva al tavolo in un piatto fondo colmo di brodo rosso brunastro, dal quale emergono i dadini di trippa bianca, morbida e traslucida, amalgamati a pezzi di sedano e carota ancora croccanti. La superficie brilla di un leggero grasso naturale, e un velo di parmigiano giallo si deposita sopra, mentre il profumo che sale è caldo, salato, vagamente acidulo per il pomodoro cotto a lungo. Non è un piatto elegante: è un piatto franco, che parla di cucina di casa e di ricette contadine passate di generazione in generazione.

Gusto

La trippa ha un sapore delicato, quasi neutro di per sé, che assorbe completamente gli aromi del brodo: il sugo di pomodoro cucinato con soffritto di carota, sedano e cipolla. Il collagene della trippa, durante la cottura lenta, rilascia gelatina naturale che rende il brodo vellutato e caldo sulla lingua. Il parmigiano grattugiato sopra aggiunge una nota salata e leggermente piccante, che rompe la dolcezza del pomodoro. Si mangia con cucchiaio e forchetta, accompagnata dal pane per raccogliere il brodo. Tradizionalmente si abbina a un vino rosso secco del Piemonte, tipo Dolcetto o Barbera, che taglia la ricchezza del piatto.

Benessere

Preparazione20 min
Cottura90 min
Difficoltàfacile
Porzioni4 persone
Costobasso
Stagioneautunno, inverno
Ingredienti
  1. Preparare la trippaSe la trippa è fresca, tagliarla a quadretti di circa 2 centimetri per lato e lessarla in acqua fredda per 45 minuti a fuoco moderato, aggiungendo una cipolla, una carota e un gambo di sedano intero. Se la trippa è già pulita e precotta (come quella congelata), saltare questo passaggio e partire direttamente dal soffritto. Scolarla bene e metterla da parte.
  2. Fare il soffrittoIn una pentola pesante, scaldare l'olio a fuoco medio e aggiungere la cipolla tagliata finemente. Cuocere per 3 minuti finché non diventa traslucida. Aggiungere la carota e il sedano tagliati a dadini piccoli e cuocere altri 5 minuti, mescolando di tanto in tanto, finché le verdure iniziano a ammorbidirsi e a profumare.
  3. Unire la trippa e il pomodoroAggiungere la trippa già cotta al soffritto e mescolare bene per 2 minuti, facendo rosolare. Versare la polpa di pomodoro o la passata, mescolare ancora e lasciar cuocere scoperto per 5 minuti ad alta fiamma per far evaporare un po' di umidità e amalgamare i sapori.
  4. Aggiungere il brodoVersare il brodo caldo nella pentola, portare a ebollizione e abbassare il fuoco al minimo. Aggiungere le foglie di alloro, salare leggermente (il brodo e il parmigiano danno già sale) e pepare. Coprire parzialmente con il coperchio e lasciar cuocere a fuoco dolce per almeno 60-70 minuti, mescolando ogni 15-20 minuti. La trippa dovrebbe diventare ancora più tenera e il brodo ridursi leggermente, diventando più concentrato.
  5. Assaggiare e correggereVerso il termine della cottura, assaggiare il sale e il pepe. Il piatto deve essere caldo, il brodo denso ma ancora liquido, la trippa estremamente tenera e dolce al morso. Se il brodo è troppo ristretto, aggiungere un po' d'acqua calda. Se è troppo liquido, alzare il fuoco negli ultimi 5 minuti per farlo ridurre.
  6. ServireVersare la trippa ancora fumante in piatti fondi precedentemente riscaldati. Distribuire il parmigiano grattugiato sopra ogni porzione al momento del servizio. Il calore farà sciogliere leggermente il formaggio, che si amalgamerà con il brodo. Servire subito, accompagnato da pane tostato o polenta morbida se gradito.
Trippa alla piemontese: tenerezza e ferro per chi ama nutrirsi leggero
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Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati sugli ingredienti tipici della ricetta. Variano secondo dosi, marche, metodi di cottura e genuinità dei prodotti.

L'errore da non fare

L'errore più comune è non cuocere abbastanza la trippa. Se vi dite che 30 minuti bastano, la trippa rimarrà gommosa e fastidiosa da masticare. Il collagene ha bisogno di tempo per trasformarsi in gelatina e rendere il tessuto tenero. Non risparmiare sulla durata di cottura: 60-70 minuti è il minimo. Un secondo errore è aggiungere troppo sale in partenza: il brodo già ne contiene, il parmigiano ne contiene, e ridotto di volume diventa ancora più salato. Assaggia sempre al termine.

I nostri consigli

Quando prepararla

La trippa alla piemontese è un piatto invernale per eccellenza, da servire nei mesi freddi da novembre a marzo, quando i piatti caldi e umidi sono più graditi. È tradizionale in famiglia durante le festività di fine anno, quando la trippa era un modo economico e sostanzioso di utilizzare tutte le parti dell'animale. Perfetta anche per il pranzo della domenica in una giornata grigia e piovosa, quando il brodo caldo consola e riscalda.

Domande frequenti