Ti capita di ricevere un tartufo bianco senese e non sai come comportarti? È facile rimanere intimiditi da questo tubero che costa caro e profuma così forte da riempire una stanza. In realtà, pulirlo e usarlo in cucina è meno complicato di quello che sembra, e bastano pochi accorgimenti per non rovinare il prodotto e valorizzarlo al meglio.

Preparazione10 min
Cottura0 min
Difficoltàfacile
Porzioni4 persone
Costoalto
Stagioneautunno
Ingredienti
  1. Pulire delicatamente il tartufoPrendi il tartufo bianco senese intero e appoggialo su un foglio di carta assorbente. Con un coltello dal lato smussato, strofinalo dolcemente per togliere i granelli di terra ancora attaccati. Non usare acqua: il tartufo è poroso e assorbirebbe l'umidità, perdendo profumo. Il movimento deve essere leggero, quasi una carezza. Impiega circa 3-4 minuti per pulirlo completamente.
  2. Preparare il piatto baseMentre il tartufo riposa a temperatura ambiente, prepara il tuo piatto base. Se scegli un risotto, cuocilo secondo la ricetta classica per 18-20 minuti, mantecandolo con burro e parmigiano a fine cottura. Se preferisci la pasta fresca, cuocila in acqua salata per 2-3 minuti se è ripiena, 3-4 se è all'uovo semplice. Il piatto deve essere caldo al momento di aggiungere il tartufo.
  3. Affettare il tartufoUna volta che il piatto è pronto nel piatto, prendi il tartufo pulito e usa un coltello lisciatore dal lato smussato o un'affettatrice per tartufo se ne possiedi una. Lavora dal lato superiore del tubero, creando scaglie sottilissime. Non devi affettare tutto il tartufo: 30-40 grammi distribuiti su 4 piatti significa circa 8-10 grammi per porzione, che è la giusta misura. Impiega 5-6 minuti per questa fase.
  4. Distribuire il tartufo sul piattoSpargi le scaglie di tartufo direttamente sul risotto o sulla pasta calda, coprendo tutta la superficie. Il calore farà respirare le molecole aromatiche, e il tartufo non deve sedere a lungo sul piatto caldo. Condisci con un pizzico di sale fino e pepe bianco macinato fresco, mai nero.
  5. Servire subitoPorta il piatto a tavola immediatamente, entro 30 secondi dall'aggiunta del tartufo. La bellezza del tartufo bianco senese sta nel suo profumo evanescente: se aspetti troppo, l'aroma volatile si disperde nell'aria e il commensale non ne godrà appieno.

L'errore da non fare

Non lavare mai il tartufo bianco senese sotto l'acqua corrente. È il primo istinto quando vedi la terra, ma il tartufo la assorbe come una spugna e in poche ore diventa pesante, molliccio e il profumo svanisce. Lo stesso vale per lasciarla a lungo sul tavolo all'aria: secchi velocemente e brutti. Un'altra trappola comune è grattugiare il tartufo troppo in anticipo: le scaglie perdono aroma man mano che espongono la polpa. Affettalo sempre a ultimo momento, proprio davanti al piatto.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il tartufo bianco senese è di stagione da settembre a dicembre, con il picco tra ottobre e novembre. È in questo periodo che lo trovi fresco, con profumo intenso e prezzo più contenuto rispetto alle importazioni invernali. Se lo usi d'occasione a tavola, scegli cene importanti ma informali, dove i commensali possono apprezzare il profumo senza fretta.

Domande frequenti