Gli stringozzi al piatto si presentano come una nuvola di pasta irregolare, color grigio scuro tendente al nero per effetto del tartufo grattugiato a velo, oppure frammisto alla pasta fresca. Il piatto è abbondante e disordinato nel miglior senso possibile: i fili di pasta non hanno forma uniforme ma sono naturalmente spessi e ondulati, ricoperti di burro dorato che lucida la superficie. Ai lati rimangono visibili grani di sale, trucioli sottili di parmigiano reggiano, e la fragranza che sale dal piatto è quella inconfondibile del tartufo nero, terrosa e intensa.

Gusto

Il sapore è corposo e terroso, dominato dalla nota aromatica del tartufo nero che avvolge ogni boccone. La pasta ha una consistenza robusta, leggermente ruvida, che cattura il condimento senza sgretolarsi. Il tartufo fornisce profondità e una lieve amarezza nobile che bilancia la ricchezza del burro fuso. Serve caldo, subito dopo la mantecatura, accompagnato da una grattata generosa di parmigiano reggiano. L'abbinamento tradizionale è con un vino rosso di corpo medio, secco, oppure un bianco strutturato che non soffocato dalla intensità aromatica.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati su pasta fresca all'uovo condita con burro e tartufo nero. Variano secondo il tipo di farina, le proporzioni di uovo, la quantità di tartufo e burro utilizzato, e la genuinità dei prodotti.

Preparazione30 min
Cottura4 min
Difficoltàmedia
Porzioni4 persone
Costoalto
Stagionenovembre-marzo
Ingredienti
  1. Preparare l'impastoVersa la farina sulla spianatoia formando una fontana. Rompi le uova al centro e aggiugi il sale. Incorpora la farina gradualmente con le dita, mescolando le uova finché non si forma un impasto compatto. Continua a impastare per 10 minuti fino a quando l'impasto non diventa liscio e elastico. Se risulta troppo secco, aggiungi mezzo cucchiaio d'acqua.
  2. Riposare la pastaAvvolgi l'impasto in una ciotola e copri con un canovaccio umido. Lascia riposare a temperatura ambiente per 15 minuti in modo che la glutine si rilassi.
  3. Stendere gli stringozziPrendi una porzione di pasta e rotola tra i palmi delle mani per formare un bastoncino lungo circa 20 centimetri, spesso mezzo centimetro. La forma non deve essere perfettamente uniforme, anzi l'irregolarità è caratteristica. Posa ogni stringozza su un foglio di carta forno spolverato di farina.
  4. Preparare il tartufoPulisci il tartufo nero delicatamente con uno spazzolino morbido sotto acqua fredda per togliere tracce di terra. Asciugalo bene. Grattugia circa 10 grammi di tartufo fino e conserva a parte il resto per ultimare il piatto.
  5. Cuocere la pastaPorta a bollore una pentola d'acqua salata generosamente. Immergi gli stringozzi e lascia cuocere per 3-4 minuti. Dovrebbero galleggiare entro il primo minuto e restare al dente con un leggero assaggio.
  6. MantecaturaScola gli stringozzi conservando un bicchiere d'acqua di cottura. Torna gli stringozzi in una padella con il burro fuso a fuoco dolce, aggiungi il tartufo grattugiato e una spruzzata d'acqua di cottura per legare il condimento. Manteca per 20 secondi fino a quando la pasta assorbe il burro.
  7. ImpiattareVersa gli stringozzi in piatti riscaldati, cospargili di parmigiano reggiano, un'ultima grattugia di tartufo nero fresco e un pizzico di pepe nero. Servi immediatamente.

L'errore da non fare

Non cuocere gli stringozzi oltre i 4 minuti. La pasta fresca all'uovo ha una consistenza naturalmente morbida e cuoce in tempi brevissimi. Se li cuoci troppo diventano molli e gommosi, e il tartufo perde profumo per il calore prolungato. Controllare il primo stringozza già a 3 minuti per capire il punto di cottura del tuo impasto specifico.

I nostri consigli

Quando prepararla

Gli stringozzi al tartufo nero sono un primo invernale, perfetto da novembre a marzo quando il tartufo nero è in stagione e il prezzo più accessibile rispetto al tartufo bianco. La ricetta si adatta bene a cene speciali, festività invernali o quando vuoi sorprendere ospiti con un piatto poco comune ma di grande effetto. In autunno tardivo e primavera puoi farli ma dovrai avvalerti di tartufo conservato.

Domande frequenti