Gli «strangozzi» sono lunghi e sottili, dal colore bianco panna della pasta all'uovo, con una superficie leggermente ruvida e irregolare che cattura bene il sugo. La loro forma non è perfettamente cilindrica: ogni filo ha un diametro leggermente diverso perché tirato a mano, con qualche piccola ondulazione e ispessimento qua e là che li rende riconoscibili a colpo d'occhio. Quando cucinati al dente, mantengono una certa resistenza e non si appiattiscono nel piatto, restando eleganti e ben distinti anche dopo il condimento.

Gusto

Hanno il sapore genuino della pasta all'uovo, senza pretesa di complessità: è la purezza di farina e uova che emerge. Reggono benissimo i sughi delicati come quello al tartufo, che non deve soffocare il gusto della pasta stessa, o un ragù leggero con pomodoro e carne. Si servono sempre caldissimi, appena tirati dal piatto, meglio ancora se mantecati velocemente nel sugo con una manciata di formaggio grattugiato.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati sugli ingredienti tipici della ricetta. Variano secondo dosi, marche, metodi di cottura e genuinità dei prodotti.

Preparazione40 min
Cottura3 min
Difficoltàmedia
Porzioni4 persone
Costobasso
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  1. Preparare l'impastoVersa la farina sul tavolo di legno e forma una fontana larga al centro. Rompi le uova direttamente al centro e aggiungi il sale e l'olio. Con una forchetta, sbatti leggermente le uova e inizia a incorporare la farina dalle pareti interne della fontana, lavorando per 8-10 minuti fino a ottenere un impasto omogeneo e sodo. Se risulta secco, aggiungi poca acqua; se appiccicaticcio, altra farina.
  2. Mantecare l'impastoContinua a impastare energicamente sul tavolo per altri 5-7 minuti finché l'impasto non diventa liscio, elastico e non appiccica più alle dita. Deve avere una consistenza soda ma non rigida.
  3. RiposoAvvolgi l'impasto nella pellicola trasparente e lascialo riposare a temperatura ambiente per 20 minuti. Questo permet al glutine di svilupparsi e rende più facile la fase successiva.
  4. Dividere e tirareDividi l'impasto in 4 porzioni uguali. Prendi una porzione e inizia a tirarla delicatamente con le mani, allargandola fino a ottenere un rettangolo sottile di circa 2-3 mm. Puoi aiutarti con il mattarello se preferisci, ma il metodo tradizionale è con le mani.
  5. Tagliare gli strangozziCon un coltello bene affilato, taglia la sfoglia in strisce lunghe di circa 4-5 mm di larghezza. I tagli non devono essere perfetti: l'irregolarità è caratteristica. Mentre tagli, i fili si arricciano leggermente su se stessi, creando la forma tipica.
  6. AsciugareDisponi gli strangozzi su un vassoio infarinato per 15-20 minuti in modo che si asciughino leggermente in superficie, senza perdere tutta l'umidità interna. Non lasciarli troppo a lungo o diventeranno fragili.
  7. CotturaPorta a ebollizione una pentola d'acqua salata abbondante. Tuffa gli strangozzi e mescola subito con un cucchiaio di legno. Cuociono velocemente, in circa 3-4 minuti. Assaggia uno per verificare che siano al dente: non devono spezzarsi, ma neppure restare crudi al centro.
  8. Mantecare e servireScola gli strangozzi con una schiumarola direttamente nel piatto con il sugo già caldo (tartufo grattugiato, ragù leggero o burro e formaggio). Manteca velocemente con il cucchiaio di legno, aggiungi il Pecorino grattugiato e servi subito, ben caldo.

L'errore da non fare

L'errore più comune è sovraccaricare gli strangozzi di sugo: la loro struttura delicata va assaporata, non soffocata. Un sugo leggero e una manciata di formaggio sono più che sufficienti. Secondo errore frequente è attendere troppo prima di cuocerli una volta tirati: se si asciugano completamente, durante la cottura si romperanno a pezzi. E infine, non lasciarli riposare troppo tempo sul vassoio dopo il taglio: vanno cucinati entro un'ora dal confezionamento per mantenere la giusta elasticità.

I nostri consigli

Quando prepararla

Gli strangozzi vanno preparati in autunno e inverno quando il tempo è fresco e l'umidità non rende appiccicaticcio l'impasto: il freddo del tavolo e la secchezza dell'aria aiutano a maneggiare bene la pasta. D'estate, se vuoi farli, lavora all'alba o alla sera quando la temperatura scende. Durante la stagione fredda sono il piatto perfetto per un pranzo festivo in famiglia, perché richiedono tempo e cura ma danno grande soddisfazione.

Domande frequenti