La «scarmozza» è un formaggio a pasta filata affumicato, dal colore bianco con sfumature dorate e la superficie liscia e lucida. Ha una forma ovale o tondeggiante, con una cordicella in cima dove è stata legata durante il raffreddamento. La pasta visibile al taglio è elastica e compatta, con piccole striature dovute alla filatura. Quando servita fresca, mantiene un aspetto cremoso ma ben strutturato, diverso dalla mozzarella più morbida.

Gusto

La scarmozza ha un sapore più deciso rispetto alla mozzarella fresca, con note affumicate che conferiscono una piacevole complessità al palato. La pasta è elastica ma non filante come la mozzarella, con una consistenza che ricorda leggermente la treccia. Si gusta da sola, con un filo di olio, oppure nel piatto caldo dove mantiene meglio la forma rispetto ai formaggi freschi più delicati. L'abbinamento tradizionale è con insalate crude, melanzane grigliate o all'interno di preparazioni cotte.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati sugli ingredienti tipici della ricetta. Variano secondo dosi, marche, metodi di cottura e genuinità dei prodotti.

Preparazione20 min
Cottura30 min
Difficoltàimpegnativa
Porzioni6 persone
Costomedio
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  1. Riscaldamento del latteVersa il latte in una pentola inox e riscaldalo lentamente a 35 °C, mescolando di tanto in tanto. Controlla la temperatura con un termometro affidabile. Questo passaggio richiede circa 10 minuti se il latte è a temperatura ambiente.
  2. Aggiunta del caglioDiluisci il caglio in 20 ml di acqua fredda e versalo nel latte, mescolando dal basso verso l'alto con movimenti lenti per 1 minuto. Lascia riposare per 5 minuti affinché il caglio agisca.
  3. Taglio della cagliataVerifica che la cagliata si stacchi bene dal coltello (test della bacchetta). Taglia la cagliata con un coltello lungo e affilato in pezzi di circa 1 cm. I pezzi più piccoli rilasciano il siero più velocemente, essenziale per una pasta più compatta come la scarmozza.
  4. Cottura della cagliataRiscalda lentamente il siero portando la temperatura a 42 °C in circa 10 minuti, mescolando delicatamente i pezzi di cagliata. Mantieni questa temperatura per altri 5 minuti. La temperatura non deve superare i 43 °C, altrimenti il formaggio diventa duro.
  5. Spurgo del sieroLascia depositare la cagliata sul fondo per 2 minuti, poi versa il siero in una ciotola separata (conservalo per la filatura). La cagliata deve risultare compatta e i pezzi leggermente appiccicosi al tatto.
  6. FilaturaVersa la cagliata in una ciotola forata o in una garza sterile. Scotta il siero a 90 °C. Quando la cagliata raggiunge circa 38-40 °C, prelevala e inizia a stirarla immergendola nel siero caldo. Tira lentamente verso l'alto finché la pasta non diventa liscia e elastica, circa 5-8 volte. Se la pasta si stacca, il siero non è abbastanza caldo o la cagliata non è matura.
  7. Formatura e affumicaturaQuando la pasta è filante e levigata, forma un ovale con le mani bagnate di acqua fredda. Lega la scarmozza con spago di cotone, creando la caratteristica cordicella. Immergi brevemente in acqua fredda per fermare la cottura. Se desideri il gusto affumicato tipico, passa la scarmozza sopra fumo di faggio o affumicatura alimentare per 2-3 minuti, mantenendola a distanza per non bruciarla.

L'errore da non fare

Il principale errore è mantenere il latte a una temperatura troppo alta durante la riscaldatura iniziale. Se superi i 36 °C prima di aggiungere il caglio, la proteina coagula in modo irregolare e la cagliata non raggiungerà la giusta elasticità in fase di filatura. Inoltre, non tenerlo a una temperatura costante comporta una cagliata difettosa: certi pezzi rimangono molli mentre altri diventano duri, rendendo impossibile ottenere una pasta liscia e filante. Controlla sempre il termometro.

I nostri consigli

Quando prepararla

La scarmozza si prepara tutto l'anno, ma è particolarmente gradita in primavera e estate quando si desidera un formaggio di consistenza più strutturata per piatti freddi e insalate abbondanti. In autunno e inverno rimane ideale per preparazioni calde dove il formaggio deve mantenere la forma, come nella melanzana alla parmigiana o nei piatti gratinati.

Domande frequenti