Chi cucina carne spesso sente parlare di rosolare, brasare, stufare. Le tre parole vengono usate quasi come sinonimi, ma non lo sono. Ognuna descrive un procedimento diverso, con temperature diverse e risultati diversi sul pezzo di carne. Confondere questi metodi significa rovinare piatti che potrebbero essere ben riusciti.
Cosa significa rosolare
Rosolare vuol dire esporre la carne a una temperatura molto alta in poco tempo. Si usa un grasso, olio o burro, si porta in pentola con fuoco vivo. La superficie della carne raggiunge i 160-180 gradi, a volte di piu. In pochi minuti si forma una crosta marrone, spessa e secca.
Questa crosta non "sigilla i succhi" dentro la carne, come si legge spesso. E falso. La crosta e solo il risultato di reazioni chimiche tra le proteine e gli zuccheri della carne esposti al calore intenso. Si chiama reazione di Maillard. Il beneficio vero e il sapore, non il contenimento dei liquidi.
Rosolare richiede pochi minuti. Due o tre per lato, a seconda dello spessore. L'interno rimane crudo o poco cotto. Non e una cottura completa della carne, e un passaggio iniziale. Dopo rosolare, se vuoi cuocere la carne tutta, la trasferisci in forno oppure continui in pentola con meno calore.
Brasare: calore moderato e poco liquido
Brasare significa cuocere la carne in un ambiente con umidita moderata e calore moderato. Si rosola la carne all'inizio, giusto per avere quella crosta. Poi si aggiunge liquido, ma poco: mezza pentola, un terzo al massimo. La carne rimane parzialmente immersa.
Il fuoco rimane medio-basso. La temperatura dentro la pentola non supera gli 85-95 gradi se usi il coperchio. La cottura dura ore. Una spalla di manzo brasata impiega tre, quattro ore. Il liquido non bolle forte, cuoce lentamente.
In questo ambiente umido e temperato, il collagene della carne si trasforma in gelatina. Le fibre si ammorbidiscono. Il pezzo intero rimane integro, non si disfa. I tagli duri come la spalla o il petto, che non sono idonei a cotture veloci, diventano morbidi e succosi. Il liquido di cottura si riduce e concentra i sapori.
Stufare: immersione completa e lunga
Stufare significa cuocere la carne coperta completamente di liquido, a bassa temperatura per molte ore. La pentola e chiusa. Non c'e vapore che esce. Il liquido puo essere brodo, vino, acqua con pomodoro. Copre interamente il pezzo di carne o lo copre quasi.
La temperatura interna della pentola rimane bassa, intorno ai 70-85 gradi se usi il coperchio. La cottura e umidissima. Dopo quattro, cinque, sei ore di stufatura, la carne si rompe con il cucchiaio. Il collagene si scioglie completamente. Le fibre muscolari perdono coesione.
Lo stufato produce anche un brodo ricco di gelatina e sapori. E usato per piatti come lo stufato alla brasile, la stracotto, la cima ripiena stufata. Il liquido di cottura diventa parte del piatto, non e uno scarto.
Le differenze in una tabella mentale
Rosolare: temperatura alta, tempo breve, niente o quasi niente liquido, risultato superficiale. Brasare: temperatura moderata, tempo lungo, poco liquido, carne ammorbidita ma integra. Stufare: temperatura bassa, tempo lungo, carne immersa completamente, risultato molto morbido, brodo ricco.
Rosolare e una preparazione. Brasare e stufare sono cotture complete, ma diverse. Brasare mantiene la forma. Stufare la dissolve.
Quali tagli per quale tecnica
I tagli teneri come il filetto si rosolano e poi si cuociono al forno a bassa temperatura per poco. Non si brasano. Il brasato si fa con tagli duri: spalla, petto, collo, geretto.
Lo stufato usa i tagli piu economici e fibrosi. Carni già tagliate a pezzi, oppure un intero di forma irregolare. La carne di stufato si sfalda. Non deve stare intera nel piatto.
Un etto di vitello da rosolare vuol dire un risultato diverso da un chilo di spalla di manzo brasata. Ogni tecnica ha i suoi tagli idonei.
Perche confondere questi metodi
Spesso si legge "brasare" quando si intende "rosolare e poi cuocere al forno". Oppure si usa "stufare" per qualsiasi cottura umida. La cucina italiana non ha sempre terminologia precisa nei ricettari casalinghi. Un cuoco professionista sa le differenze. Un cuoco casalingo spesso no.
Capire queste tre tecniche significa scegliere il metodo giusto per il taglio giusto e il tempo giusto. Un petto di pollo non si brasA. Una spalla non si rosola soltanto. Un pezzo di carne per fare stracotto non finisce in 45 minuti.
La differenza e nel risultato finale. Rosolato rimane saldo e con una parte cruda. Brasato e morbido ma compatto. Stufato si rompe con il cucchiaio. Tre forme diverse della stessa materia prima, tre tecniche diverse che non sono intercambiabili.
