Avete mai assaggiato il tartufo bianco d'Alba e vi siete chiesti come usarlo senza sprecare questo ingrediente così raro e costoso? Il tartufo bianco è un fungo sotterraneo che cresce in simbiosi con le radici di determinate piante. Non è facile da trovare, cresce in autunno e ha un profumo talmente forte che basta una piccola quantità per perfezionare un piatto. In mensa scolastica non l'abbiamo mai servito, ma nelle occasioni speciali a casa ho imparato a capire come valorizzarlo veramente.

Gusto

Il tartufo bianco ha un aroma pungente e terroso, con note di aglio, formaggio e umidità di sottobosco. Non si cucina né si scalda, perché il calore distruggerebbe il suo profumo caratteristico. Si usa sempre crudo, grattugiato sottile su piatti caldi al momento di servire, oppure affettato con la mandolina. L'abbinamento tradizionale è con piatti semplici: burro e parmigiano, uova, risotto in bianco, pasta fresca, carne cruda o fonduta. Il suo ruolo è di contorno aromatico, non ingrediente principale.

Benessere

Preparazione5 min
Cottura0 min
Difficoltàfacile
Porzioni4 persone
Costoalto
Stagioneautunno
Ingredienti
  1. Pulizia del tartufoPrendete il tartufo e pulitelo delicatamente con uno spazzolino morbido bagnato d'acqua fredda. Asciugatelo bene con un panno di cotone pulito. Non usate mai l'acqua calda e non lavate per più di pochi secondi.
  2. Soffritto per il risottoAffettate la cipolla molto sottile e fatela appassire nel burro a fuoco dolce per 2 minuti, senza farla colorare. Il soffritto deve restare bianco.
  3. Tostatura del risoAggiungete il riso e mescolate per 1 minuto a fuoco medio. Il riso deve diventare traslucido ai bordi, non tostato.
  4. SfumaturaVersate il vino bianco e mescolate fino a completo assorbimento. Continuate il processo di cottura con il brodo caldo, aggiungendo un mestolo per volta e rimestando ogni minuto.
  5. Cottura del risottoContinuate per circa 18 minuti fino a quando il riso è cremoso all'interno ma ancora leggermente al dente. Il risultato deve essere fluido, non secco.
  6. MantecaturaQuando il risotto è cotto, togliete dal fuoco, aggiungete il parmigiano Reggiano e il burro rimasto, mescolate energicamente per 30 secondi. Assaggiate e regolate il sale.
  7. Grattugia del tartufoVersate il risotto nei piatti, fate uno spazio al centro di ogni piatto. Usando una grattugia a lame fini, fate scivolare il tartufo bianco direttamente sul risotto caldo al momento di servire. Usate circa 10 grammi di tartufo per commensale.
Risotto al tartufo bianco: cremosità che nutre con delicata eleganza
Risotto al tartufo bianco: cremosità che nutre con delicata eleganza
Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati sulla composizione media del tartufo bianco fresco. Variano secondo il grado di umidità, il terreno di provenienza e la conservazione. Nel consumo reale se ne usa una quantità molto ridotta, quindi l'apporto nutrizionale per porzione è minimo.

L'errore da non fare

L'errore più comune è grattugiare il tartufo troppo in anticipo o versare il risotto quando è ancora troppo caldo. Se il tartufo resta a lungo a contatto con il calore, perde i composti volatili che danno l'aroma, e il piatto diventa deludente. Inoltre, non scaldate mai il tartufo a fuoco diretto o in padella: lo rovinate completamente. Grattuggiatelo sempre come ultimo gesto, quando il piatto è pronto a tavola.

I nostri consigli

Quando prepararla

La stagione migliore per il tartufo bianco d'Alba è da settembre a novembre, quando la raccolta è al massimo e il prezzo leggermente più accessibile. Anche durante le festività di fine anno i tartufi bianchi tornano in primo piano, poiché molti lo considerano un ingrediente da celebrazione. Preparate questa ricetta quando trovate il tartufo fresco dal vostro fornitore di fiducia, possibilmente tra settembre e novembre.

Domande frequenti