Il polipo alla genovese si presenta nel piatto come un secondo robusto e appetitoso: i tentacoli hanno assunto un colore rosso scuro, quasi granato, dalla lunga cottura. Intorno galleggiano pezzi di pomodoro maturo disintegrato nel sugo, olive nere intere e spezzate, e l'olio che brilla in superficie. Il prezzemolo fresco, aggiunto al termine, crea macchie verdi sulla salsa densa che ricopre la portata. Il piatto è servito tiepido, nel suo stesso umido, senza contorni appariscenti.

Gusto

Il sapore è deciso e marino, senza asprezza. Il pomodoro e l'aglio formano una base aromatica robusta, le olive aggiungono una nota salata e lievemente amara che equilibra il dolcore del pomodoro. La carne del polipo, una volta cotta nel modo giusto, diventa tenera e assorbe completamente i sapori del sugo. Si serve tiepido o a temperatura ambiente, accompagnato da pane tostato per raccogliere il brodo ricco che rimane nel piatto.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati sugli ingredienti tipici della ricetta. Variano secondo dosi, marche, metodi di cottura e genuinità dei prodotti.

Preparazione15 min
Cottura50 min
Difficoltàfacile
Porzioni4 persone
Costomedio
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  1. Pulire il polipoSe il polipo è fresco, riempite una bacinella di acqua fredda e strofinate bene la pelle sotto il getto del rubinetto per eliminare sabbia e alghe. Girate la testa all'interno per togliere gli occhi e il becco che si trova in mezzo ai tentacoli. Se è surgelato, sconglatelo in frigorifero per almeno 8 ore. Asciugate bene con carta da cucina.
  2. Tagliare il polipoStaccate i tentacoli dalla testa tagliando sopra gli occhi. Tagliate i tentacoli a pezzi di circa 4-5 centimetri, non troppo piccoli o diventeranno stopposi. Scartate la testa se troppo coriacea, altrimenti tagliatela a pezzi grossolani.
  3. Stufare con aglio e olioVersate l'olio in una pentola pesante e aggiungete l'aglio schiacciato con il lato del coltello. Scaldate a fuoco medio finché l'aglio non profuma e diventa dorato, circa 2 minuti. Non fatelo bruciare. Aggiungete il polipo e fatelo rosolare per 3-4 minuti, mescolando ogni tanto. Versate il vino bianco e lasciate evaporare completamente, altri 3 minuti.
  4. Aggiungere pomodori e oliveVersate i pomodori pelati nella pentola, aggiungete le olive nere intere. Mescolate bene. Abbassate il fuoco al minimo e coprite con un coperchio lasciando uno spiraglio. Da questo momento avete bisogno di pazienza: il polipo deve cuocere lentamente per 40-45 minuti.
  5. Controllare la cotturaDopo 25 minuti, togliete il coperchio e mescolate delicatamente. Il polipo deve essere quasi coperto dal sugo. Se il liquido è troppo abbondante, tenete il coperchio aperto gli ultimi 15 minuti per concentrare la salsa. Il polipo è cotto quando un tentacolo si spezza facilmente tra il dito e il pollice.
  6. Aggiustare il saporeA cottura ultimata, assaggiate e aggiustate con sale e pepe. Ricordate che il sale nelle olive è già presente, perciò non abbiate fretta di aggiungere sale. Togliete dal fuoco e cospargete abbondante prezzemolo fresco tritato.
  7. ServireVersate il polipo nel suo sugo in un piatto fondo, con il pane tostato accanto per raccogliere la salsa. Potete servirlo ancora tiepido o a temperatura ambiente, non freddo di frigorifero.

L'errore da non fare

L'errore più comune è affrettare la cottura accendendo il fuoco alto per evaporare velocemente il liquido. Il polipo cucinato così diventa ancora più duro e gommoso, non tenero. La cottura lenta e coperta a fuoco basso è l'unica strada: i 40-50 minuti non si possono abbreviare. Un altro errore frequente è aggiungere sale all'inizio: aspettate la fine della cottura perché il sale attrae l'umidità e rende la carne ancora più secca.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il polipo alla genovese è un piatto che funziona bene in autunno e inverno, quando il pesce fresco è al suo meglio e avete voglia di piatti che richiedono tempo a fuoco lento. Va benissimo anche in primavera e estate se lo servite tiepido o a temperatura ambiente, come si usava nelle trattorie di mare. Non è un piatto da caldo d'estate, ma si adatta bene a serate fresche dove rimanete seduti a tavola senza fretta.

Domande frequenti