La piagnolata si presenta come una cupola color oro carico, fatta di strisce sottili di pasta fritta intessute insieme e incollate con miele caldo. La superficie è lucida, ricoperta di granelli di zucchero cristallizzato, pezzetti di cedro e arancia canditi, qualche pistacchio tritato, mandorle affettate tostate. Il tutto ha un aspetto fragile ma compatto al tatto, e quando la si taglia o spezza, ogni frammento suona croccante. Il piatto non è piatto: la forma è tondeggiante, quasi un nido di carta dorata.

Gusto

La piagnolata ha il sapore dolce ma equilibrato del miele di buona qualità, con note calde di cannella, chiodi di garofano e un'acidità gradevole dal cedro candito. La consistenza è l'elemento distintivo: croccante e friabile, con qualche cedimento morbido dove il miele si concentra di più. Si serve a piccole porzioni, come un dolce da fine pasto o per accompagnare caffè o vino dolce. Tradizionalmente si mangia durante le festività natalizie, spezzando pezzi dal nido principale.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati sugli ingredienti tipici della ricetta. Variano secondo dosi, marche, metodi di cottura e genuinità dei prodotti.

Preparazione40 min
Cottura20 min
Difficoltàmedia
Porzioni8 persone
Costomedio
Stagioneautunno/inverno
Ingredienti
  1. Preparare l'impastoIn una ciotola capiente, versare la farina e creare una fontana al centro. Aggiungere le uova leggermente sbattute, il burro ammorbidito, lo zucchero e il sale. Mescolare con le mani fino a ottenere un impasto omogeneo, liscio e leggermente elastico. Avvolgere in carta film e lasciare riposare a temperatura ambiente per 20 minuti.
  2. Stendere e tagliare la sfogliaDividere l'impasto in due parti uguali. Su un piano leggermente infarinato, stendere la prima parte con un mattarello fino a ottenere un spessore di circa 2 mm. Tagliare con un coltello affilato strisce lunghe di larghezza variabile tra 1 e 2 cm.
  3. Friggere la pastaScaldare l'olio di arachidi in una pentola profonda a 170 gradi circa (il punto giusto è quando una striscia di pasta si gonfia in pochi secondi senza annerirsi). Immergere alcune strisce alla volta, girandole delicatamente con una forchetta finché non diventano color oro scuro. Estrarre con un cucchiaio forato e appoggiare su carta assorbente per eliminare l'olio in eccesso. Ripetere con tutte le strisce.
  4. Preparare il composto di miele e spezieIn un pentolino, versare il miele e aggiungere la stecca di cannella spezzata e i chiodi di garofano. Scaldare a fuoco dolce per 5-6 minuti mescolando di tanto in tanto, finché il miele non raggiunge circa 60-65 gradi (deve essere caldo e fluido, ma non bollente). Aggiungere il cedro candito tritato. Togliere dal fuoco e lasciar riposare per 3 minuti.
  5. Assemblare la cupolaVersare il miele caldo in una ciotola capiente (non la pentola). Aggiungere le mandorle e il pistacchio tritato, mescolando bene. Immergere le strisce di pasta fritta una per una nel composto di miele, girandole per ricoprirle completamente su tutti i lati. Iniziare a disporle in cerchi concentrici su un piatto di portata, intrecciandole leggermente per creare la forma di una cupola o nido. Continuare fino a esaurire ingredienti, pressando leggermente ogni strato.
  6. Rifinire e far raffreddareCospargere la piagnolata con lo zucchero a velo e qualche grano di pistacchio intero. Lasciare raffreddare a temperatura ambiente per almeno 2 ore prima di servire. Durante il raffreddamento il miele si solidificherà, mantenendo la forma compatta.

L'errore da non fare

L'errore più comune è friggere la pasta a temperatura troppo alta: la sfoglia si annerisce fuori mentre dentro resta cruda o molliccio. L'olio non deve superare i 175 gradi e le strisce vanno immerse poche per volta, non a mucchi. Un altro sbaglio è aggiungere il miele all'impasto crudo: il miele deve essere sempre caldo, altrimenti non scivola bene sui pezzi di pasta fritta e il dolce rimane asciutto e poco coeso.

I nostri consigli

Quando prepararla

La piagnolata è un dolce delle festività invernali, da preparare soprattutto nei giorni precedenti il Natale e il Capodanno. Il clima secco e fresco dell'autunno e dell'inverno aiuta il dolce a mantenersi croccante. È tradizionale nelle tavole meridionali dove rappresenta uno dei dolci principeali della celebrazione natalizia.

Domande frequenti