Il paté di caccia si presenta nel piatto come una crema compatta di colore marrone intenso, quasi bordeaux, con una consistenza vellutata e uniforme. La superficie è liscia e lucida, spesso ondulata leggermente dal cucchiaio. Si serve freddo o a temperatura ambiente, talvolta guarnito con una foglia di rosmarino o una leggera glassa di aspic. Una volta spalinato su pane tostato, mostra la sua grana fine e compatta, aderendo perfettamente al supporto senza sgranare.

Gusto

Il sapore è intenso e ricco, dominato dalla selvaggina che conferisce note leggermente selvatiche e profonde. Il fegato aggiunge una nota cremosa e di umami, mentre il vino rosso e le spezie come il timo e la noce moscata arrotondano l'insieme con aromi caldi e armoniosi. Si serve freddo come antipasto su pane tostato croccante, oppure con crackers leggeri. L'abbinamento tradizionale è con un vino rosso fermo, un Barbera o un Chianti invecchiato.

Benessere

Preparazione25 min
Cottura45 min
Difficoltàmedia
Porzioni10 persone
Costoalto
Stagioneautunno/inverno
Ingredienti
  1. Preparare la selvagginaPulisci bene le carni di selvaggina, eliminando eventuali schegge d'osso e la parte scura. Taglia le carni in pezzi di circa 3 centimetri. Se usi carni surgelate, scongela in frigorifero la notte precedente.
  2. Rosolare le carniTaglia il lardo a dadini e rosola leggermente in una pentola antiaderente per 2-3 minuti. Aggiungi le carni di selvaggina e fai cuocere a fuoco medio-alto per 8 minuti, mescolando di frequente, finché la carne non prende colore su tutti i lati.
  3. Sfumare e aromatizzareVersa il vino rosso e lascialo evaporare per 3 minuti circa. Aggiungi il timo, l'alloro, il sale e il pepe. Copri la pentola e riduci il fuoco a medio-basso. Cuoci per 30 minuti, mescolando ogni tanto, finché la carne è molto tenera e il liquido è ridotto di due terzi.
  4. Cuocere il fegatoNel frattempo, in un'altra padella taglia il fegato in pezzi regolari e cuocilo in 15 grammi di burro per 6-7 minuti a fuoco medio, finché è rosato internamente ma ben cotto esternamente. Scola via il liquido di cottura.
  5. Frullare il compostoQuando la carne di selvaggina è molto tenera, trasferisci il contenuto della pentola nel frullatore insieme al fegato cotto e ai 15 grammi di burro rimasti. Frulla fino a ottenere una crema liscia e omogenea, circa 3-4 minuti. Se il paté risulta troppo denso, aggiungi un cucchiaio di brodo di carne caldo.
  6. Regolare i saporiAssaggia e regola il sale e il pepe. Aggiungi un pizzico generoso di noce moscata grattugiata fresca, che conferisce il tipico aroma dolciastro. Il paté a questo punto deve avere una consistenza cremosa e uniforme.
  7. Raffreddare e conservareTrasferisci il paté in una terrina o in piccoli vasetti di vetro. Lascialo raffreddare a temperatura ambiente per 20 minuti, poi copri con pellicola e riponi in frigorifero per almeno 4 ore prima di servirlo, affinché i sapori si assestino e la consistenza diventi compatta.
Paté di caccia: ricchezza di selvaggina che nutre il corpo con ferro e proteine nobili
Paté di caccia: ricchezza di selvaggina che nutre il corpo con ferro e proteine nobili
Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati sugli ingredienti tipici della ricetta. Variano secondo dosi, marche, metodi di cottura e genuinità dei prodotti.

L'errore da non fare

Non cuocere abbastanza le carni di selvaggina prima di frullarle. Se la carne rimane ancora soda, il paté risulterà grumoso e con una texture sgradevole. La selvaggina ha bisogno di 30-35 minuti di cottura lenta a fuoco basso per ammorbidire completamente. Allo stesso modo, non aggiungere il fegato ancora caldo al frullatore con il burro caldo: si rischia di ottenere una consistenza troppo fluida e separata. Lascia raffreddare leggermente il fegato prima di incorporarlo.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il paté di caccia è una ricetta tipicamente autunnale e invernale, quando la selvaggina è fresca e le temperatrure fredde permettono una buona conservazione. È perfetto da preparare nei mesi da settembre a febbraio, per servirlo come antipasto nelle cene in famiglia o nelle festività. In estate è sconsigliato sia per la mancanza di materia prima fresca sia perché la conservazione richiede frigoriferi molto affidabili.

Domande frequenti