Le pappardelle di Foligno giacciono nel piatto come nastri larghi color giallo paglierino, con i bordi leggermente ondulati e irregolari. La consistenza è visibilmente elastica e compatta, la superficie liscia ma porosa, pronta a trattenere il condimento. Quando sono appena cotte mantengono una leggera trasparenza contro la luce, segno di una pasta ben dosata e non indurita. In una porzionata tradizionale, occupano il piatto con generosità, impilate dolcemente, e risaltano il sugo scuro della cacciagione che le ricopre parzialmente.

Gusto

Il sapore è quello della pasta all'uovo autentica, neutro e leggermente burroso, mai dolce. L'ingrediente che caratterizza queste pappardelle è il tuorlo, che dona una ricchezza in bocca molto più marcata rispetto alla pasta semplice. Tradizionalmente si abbinano a sughi importanti: ragù di lepre, cinghiale in umido, selvaggina ricca di sapore, oppure a un ragù di carne mista lentamente cotto. Servire subito, mentre la pasta mantiene ancora calore e elasticità, con formaggio grattugiato a parte, non mescolato nel piatto.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati su uova fresche, farina di grano tenero tipo 0 e pasta fresca non cotta. Variano secondo il rapporto uova-farina, se la pasta è ripiena, e il condimento utilizzato.

Preparazione40 min
Cottura3 min
Difficoltàmedia
Porzioni4 persone
Costobasso
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  1. Fare la fontanaVersare la farina su una spianatoia o piano di marmo lisci, creare una fontana al centro facendo un buco profondo con le dita. Aggiungere le uova intere e il pizzico di sale nel buco. Con una forchetta, rompere leggermente i tuorli e cominciare a incorporare la farina dai bordi interni della fontana, come se si disegnasse una spirale. Questo passaggio dura circa 3-4 minuti.
  2. ImpastareQuando il composto diventa grumoso e difficile da continuare con la forchetta, usare le mani. Lavorare l'impasto spingendo il tallone della mano in avanti e tirandolo verso di sé, per almeno 8-10 minuti. L'impasto deve diventare liscio, omogeneo, elastico e staccarsi dal piano. Se attacca troppo, aggiungere un poco di farina; se è secco, bagnare leggermente le dita.
  3. RiposareFormare una palla compatta, coprir la con una ciotola rovesciata o plastica, e lasciar riposare a temperatura ambiente per almeno 30 minuti. Questo consente al glutine di rilassarsi e alla farina di assorbire completamente l'umidità.
  4. Stendere la sfogliaDopo il riposo, dividere l'impasto in due pezzi. Prenderne uno e stenderlo con il mattarello, sempre dal centro verso l'esterno, ruotando la sfoglia di 45 gradi ogni volta per mantenerla uniforme. Continuare finché la sfoglia non è trasparente al punto da leggere una mano sottostante. Deve restare leggermente spessa, non carta velina, circa 1-2 millimetri.
  5. Tagliare le pappardelleCon un coltello o una riga ondulata, tagliare la sfoglia in strisce larghe circa 2,5-3 centimetri. Le ondulature ai bordi sono caratteristiche ma non obbligatorie. Disporre le pappardelle leggermente infarinate su un vassoio, alternando uno strato di pasta con uno di farina, per evitare che si attacchino. Continuare con la seconda parte dell'impasto.
  6. CuocerePortare l'acqua a ebollizione in un pentolone largo, aggiungere il sale. Inserire le pappardelle poche alla volta, cercando di non creare grumi. Mescolare delicatamente. La pasta fresca cuoce molto velocemente: aspettare che torni a galla (circa 30-40 secondi dal momento dell'immersione) e poi contare ancora 2-3 minuti. Assaggiare dopo 2 minuti; deve essere tenera ma ancora leggermente al dente.
  7. Condire e servireScolare le pappardelle con un colino mantenendo un poco di acqua di cottura in una tazza. Versare un poco di burro o olio in un piatto da portata tiepido, adagiarvi le pappardelle e mescolare dolcemente. Aggiungere il sugo scelto (tradizionalmente ragù di lepre o cinghiale) e il formaggio grattugiato. Servire immediatamente, molto caldo.

L'errore da non fare

L'errore più frequente è stendere la pasta troppo sottile, soprattutto se non si possiede il mattarello. Una sfoglia trasparente come carta velina, quando cotta, diventa appiccicosa e si stacca. Le pappardelle devono rimanere leggermente resistenti al dente, capaci di trattenere il sugo senza sbriciolarsi. Un secondo errore è cercare di velocizzare il riposo iniziale: dimezzarlo o saltarlo comporta un impasto secco e difficile da stendere, e la pasta cucinata risulterà gommosa.

I nostri consigli

Quando prepararla

Le pappardelle di Foligno sono un piatto invernale per eccellenza, quando la selvaggina è di stagione e gli ingredienti per i sughi corposi abbondano. Sono ideali tra novembre e febbraio, quando il clima freddo favorisce la cottura lenta dei ragù. Tuttavia, essendo una pasta all'uovo versatile, si possono preparare tutto l'anno: in estate si servono più leggere, con un sugo di verdure cotte o un semplice burro e salvia.

Domande frequenti