La «pagnotta amalfitana» si riconosce dalla forma tonda e leggermente schiacciata ai lati, con una spaccatura caratteristica sulla parte superiore che arriva fino a metà pagnotta. La crosta è di un marrone dorato intenso, brillante e croccante, con piccoli bruciori sparsi sulla superficie. All'interno, la mollica è bianca, soffice e molto elastica, con pori irregolari di media grandezza che rivelano una lievitazione lunga e naturale. Il profumo è intenso e cereale, leggermente acido, con note di fermentazione.

Gusto

Ha un sapore fragrante e leggermente acidulo, tipico della lievitazione a freddo. La crosta croccante si contrasta con la mollica morbida e non fa briciole in bocca. Si mangia da sola, con burro e sale, oppure accompagnata con formaggi freschi o affettati. Tradizionalmente va gustata il giorno stesso della cottura, magari ancora tiepida, tagliata a fette spesse.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati su farina di grano tenero tipo 0, acqua, sale e lievito madre. Variano secondo la percentuale di idratazione, il tipo di farina utilizzata, il tempo di lievitazione e la perdita di acqua durante la cottura.

Preparazione30 min
Cottura40 min
Lievitazione16-20 ore
Difficoltàmedia
Porzioni1 pagnotta (circa 500 g)
Costobasso
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  1. Preparare la massa madreIn una ciotola, scioldi il lievito madre in acqua tiepida e mescola con una frusta fino a che non scompaia. Aggiungi lo zucchero e mescola. Versa la farina gradualmente e impasta con le mani per 8-10 minuti, finché il composto diventa liscio ed elastico. Forma una palla e mettila nella ciotola oliata.
  2. Prima lievitazioneCopri la ciotola con un canovaccio umido e lascia lievitare a temperatura ambiente (18-22 °C) per 8-10 ore. La massa deve raddoppiare di volume e mostrare piccole bolle in superficie.
  3. Aggiungere il saleDopo la lievitazione, versa il sale direttamente sulla massa lievitata. Impasta di nuovo per 5-7 minuti, lentamente, incorporando il sale nella pasta. Il sale deve distribuirsi uniformemente: non scioglierlo in acqua perché rallenterebbe la lievitazione.
  4. Seconda lievitazioneCopri di nuovo la ciotola e lascia lievitare altre 8-10 ore a temperatura ambiente. La massa crescerà fino a raddoppiare ancora, con una superficie leggermente screpolata e bolle visibili.
  5. Formare la pagnottaRivesti una banneton o una ciotola media con un canovaccio bagnato e spolverato di semola. Versa la pasta sulla spianatoia infarinata, piegala dolcemente verso il centro da tutti i lati (pre-shaping) e riposa per 20 minuti. Poi forma una palla tesa, capovolgila e mettila nel banneton con la piega rivolta verso l'alto.
  6. Lievitazione finale e taglioLascia riposare 2-3 ore a temperatura ambiente. Nel frattempo, accendi il forno con una teglia di ghisa o una pietra refrattaria al suo interno a 240 °C. La pagnotta è pronta quando, premendo leggermente con un dito, la fossetta rimane (non ritorna subito). Capovolgi il banneton su un foglio di carta da forno, fai un taglio profondo a croce sulla superficie con un coltello affilato o una lametta.
  7. CotturaTrasferisci la pagnotta sulla teglia calda in forno. Spruzza una boccata di acqua contro le pareti interne del forno per creare vapore. Cuoci a 240 °C per 15 minuti, poi abbassa a 200 °C e continua per altri 25-30 minuti. La crosta deve diventare marrone scuro dorato e la pagnotta deve suonare cava quando picchettata sotto.

L'errore da non fare

Non accelerare la lievitazione aumentando la temperatura o aggiungendo più lievito. Se la massa lievita troppo velocemente, gli acidi grassi volatili non si formano bene e il pane perde fragranza caratteristica. Inoltre, i tempi di fermentazione lungo sono essenziali per rendere il pane digeribile e ridurre l'indice glicemico. Un'altra trappola comune è aggiungere il sale nella fase iniziale insieme alla farina: il sale blocca la fermentazione e il pane non cresce bene.

I nostri consigli

Quando prepararla

La pagnotta amalfitana si prepara tutto l'anno, poiché la lievitazione lenta compensa sia le temperature fredde invernali che quelle calde estive. In inverno i tempi di lievitazione si allungano di qualche ora, in estate si accorciano leggermente. È perfetta per il fine settimana, poiché richiede tempo ma non lavoro continuo: la pasta lievita naturalmente mentre tu fai altro.

Domande frequenti