La mozzarella appena tirata è bianca lucida, ancora calda, con la superficie liscia e lievemente umida. I fili che ne esce restano morbidi e aderenti, plastici come burro tiepido. Quando la stendi su un piatto, si apre senza strappi, rivelando una consistenza omogenea cremosa. Il siero trasparente bagna ancora il tavolo attorno, e il calore sale in leggero vapore. È il momento in cui il formaggio filato ha raggiunto la perfezione della struttura, prima di raffreddarsi e diventare meno elastico.

Gusto

La pasta filata sa di latte dolce, delicato, con una nota leggermente acidula al palato. È cremosa e tenera, senza granelli. Si mangia tiepida o a temperatura ambiente, spesso con olio d'oliva, sale grosso e qualche foglia di basilico. Accompagna il pane tostato, i pomodori freschi d'estate, le verdure grigliate. In cucina filant bene quando scaldata, perfetta per le lasagne, la pasta al forno, la parmigiana.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati su mozzarella di bufala fresca. Variano secondo il tipo di latte, il metodo di preparazione, il salaggio e la conservazione.

Preparazione15 min
Cottura45 min
Difficolta'media
Porzioni4 persone
Costobasso
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  1. Riscaldare il latteVersa il latte fresco in pentola e riscaldalo lentamente a 32-34 °C. Deve essere tiepido, non bollente. Mescola di tanto in tanto con un cucchiaio di legno perché il calore sia uniforme. Questo passaggio dura circa 10 minuti dipendendo dalla fiamma.
  2. Aggiungere acido citrico e caglioDiluisci l'acido citrico in 50 millilitri di acqua fredda e versalo nel latte tiepido. Mescola bene per 1 minuto. Poi diluisci il caglio in 50 millilitri di acqua fredda e aggiungilo al latte. Mescola dal basso verso l'alto per 1 minuto circa. La pasta deve riposare per 5 minuti senza essere mossa.
  3. Controllare la rassodaturaDopo 5 minuti, inserisci un coltello nel latte inclinato a 45 gradi e sollevalo lentamente. Se la pasta si rompe nettamente come una ricotta solida, è pronta. Se invece cede morbida, aspetta altri 2-3 minuti e riprova.
  4. Tagliare la cagliataTaglia la cagliata con un coltello lungo pulito, prima in verticale con tagli paralleli a distanza di 1 centimetro, poi in diagonale, infine da un lato all'altro. Riduci in cubetti piccoli di mezzo centimetro. Lavora delicatamente per evitare che i pezzetti si rompano ancora.
  5. Riscaldare lentamente la cagliataAumenta la temperatura da 34 °C a 42 °C in 20 minuti, alzando il fuoco poco a poco. Mescola costantemente da basso verso l'alto con un mestolo forato. A 42 °C ferma il riscaldamento. I cubetti si rassoderanno ulteriormente e il siero diventerà trasparente.
  6. Scolare il sieroFai riposare il composto per 5 minuti. Poi versa tutto in una colander rivestita di una garza da formaggio. Raccogli il siero in una pentola a parte, perché te ne servirà di nuovo tiepido per la filatura. La pasta rimane dentro la garza, ben scolata.
  7. Filare la pastaScavalda la pasta nella garza con il siero tiepido che hai messo da parte, a 80-90 °C. Immergila per 1 minuto, poi tira la garza verso il basso e lascia cadere la pasta in una ciotola con quel siero caldo. Estrai la pasta con le mani unte di olio o pulite e bagnatele, inizia a tirarla verso l'alto lentamente. Quando diventa liscia e filante, ripiegala su se stessa e tira di nuovo. Dopo 3-4 tirate dovrebbe formare un filo lungo e uniforme senza rompersi. Quando raggiunge la consistenza cremosa desiderata, forma una palla o una treccia e immergila in acqua fredda o ghiacciata.

L'errore da non fare

Non riscaldare il latte a una temperatura giusta è l'errore più comune. Se è troppo freddo, la cagliata non si forma; se è troppo calda, il formaggio diventa gommoso e non filante. Usa sempre il termometro, non affidarti al tatto. Un altro sbaglio è tirare la pasta quando il siero non è abbastanza caldo: se tiri una pasta fredda, si strappa e diventa granulosa. Il siero deve restare fra i 75 e i 90 °C durante tutta la filatura.

I nostri consigli

Quando prepararla

La pasta filata si prepara bene tutto l'anno, ma il latte di primavera e inizio estate è più grasso e carica meglio. In inverno il latte è più magro, la resa minore, ma la freschezza non cambia. Preparala il mattino presto, quando il latte è al suo massimo di freschezza dal caseificio o da mungiture notturne. Evita le ore più calde della giornata, perché il calore ambientale disturba il controllo della temperatura durante la filatura.

Domande frequenti